CARTEVIVE

Semestrale
Redazione: Diana Rüesch.
Collaborazione: Karin Stefanski.
Rubriche: Saggi; Nuove accessioni; Pubblicazioni; Varia.

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Periodico dell'Archivio Prezzolini Biblioteca Cantonale Lugano

Anno 2014 - N. 53
novembre
(a cura di Lia Gasbarra)

EDITORIALE
DIANA RÜESCH, Dispersione e frammentazione: il fondo Orfeo Tamburi
Orfeo Tamburi era pittore, illustratore e scenografo; originario delle Marche si era stabilito a Parigi. Le sue carte sono purtroppo distribuite fra più istituzioni e la biblioteca cantonale Lugano ne conserva solo la corrispondenza. Il prossimo numero di Cartevive sarà interamente dedicato ad Orfeo Tamburi, con la speranza che la diffusione di questo materiale possa richiamare l’interesse dei ricercatori.
Pag. 3

ORFEO TAMBURI, Autiritratto
Il contributo presenta alcuni brani in cui Orfeo Tamburi racconta di sé, tratti dal volume Autoritratti 1929-1971.
Pag. 4-5

ALESSANDRO ZANOLI, Francesco Chiesa e la letteratura di regime: quando Amarillide si chiamava Augusta
Sant’Amarillide di Francesco Chiesa, pubblicato da Mondadori nel 1938, non ha goduto del successo degli altri romanzi dell’autore. In parte questo fu dovuto allo scarso interesse suscitato dal suo tema, anticipato nella fascetta dell’edizione (storia di una giovane donna che rinuncia alla dote per soccorrere la famiglia), in parte alle contingenze storiche, che penalizzavano il settore librario. L’articolo analizza il panorama in cui si è sviluppato il romanzo (la casa editrice Mondadori era portavoce della letteratura di regime), come anche una serie di appunti di Chiesa sulle diverse stesure, che rivelano incongruenze irrisolte con la versione definitiva.
Pag. 6-15

ANDREA DEL CASTELLO, L’ironia fatta suono. "La dolce vita" dalla sceneggiatura alla colonna sonora
Il contributo analizza il rapporto tra la sceneggiatura de "La Dolce Vita", di cui Ennio Flaiano è coautore, e la sua colonna sonora. Prima di essere un prolifico sceneggiatore, Flaiano era stato critico cinematografico: nei suoi scritti emerge una raffinata satira, che prende di mira la società e la sua l’ipocrisia. L’a. sottolinea quanto Flaiano fosse autonomo nella sua scrittura, quando in genere gli sceneggiatori finiscono per lavorare in funzione della volontà del regista. L’ironia di Flaiano filtra dalla parola alla musica, l’a. Ipotizza che Nino Rota abbia di riflesso tratto ispirazione dalla "Quarta Sinfonia" di Mahler, per l’ironia e i contrasti che la caratterizzano. A pag. 24 foto del 1959 che ritrae la troupe de "La Dolce Vita" durante una pausa a Fregene.
Pag. 16-29

SABINA SESTIGIANI, 'L’angelico stupro': "Difesa della luna e altri argomenti di miseria terrestre" di Guido Ceronetti
Il contributo analizza il saggio ceronettiano "Difesa della luna e altri argmenti di miseria terrestre", pubblicato nel 1972. Ceronetti costruisce il suo discorso attorno al concetto di interpretazione distorta della "Genesi", che autorizzerebbe l’uomo ad uno atteggiamento violento verso la natura, quindi allo sfruttamento incondizionato delle risorse naturali non solo sulla Terra, ma anche nel resto dell’universo. L’a. si sofferma in particolare sull’interesse di Ceronetti per l’esegesi biblica per poi illustrare il contenuto del saggio: la traduzione rivista da Ceronetti dei versetti biblici, che si discosta da quella approvata dalla Chiesa Cattolica Romana. L’arrivo dell’uomo sulla luna rappresenta un ulteriore gesto di violenza dell’uomo verso la natura, di cui fa parte anche l’atto di dare un nome alle cose, in cui Hegel vede l’annientamento delle stesse. L’impronta dell’astronauta lasciata sul satellite e l’atto di imposizione della bandiera ne cancellano l’individualità. A pag. 36 riproduzione della sovracoperta di "Difesa della luna" (Milano, Rusconi, 1971). A pag. 43 riproduzione di una tessera del collage "La Cometa di Liebig" di Giosetta Fioroni, in cui è rappresentata la luna.
Pag. 30-56

ALBERTO CASTALDINI, Quel ponte sospeso sull’abisso. L’epistolario fra Guido Ceronetti e Sergio Quinzio
Il carteggio tra Guido Ceronetti e Sergio Quinzio testimonia un’amicizia trentennale (1968-1996), fatta di scambi umani e intellettuali intensi. La scomparsa della moglie di Quinzio per malattia nel 1971 ne segna dolorosamente il percorso; il carteggio è in gran parte un discorso su Dio e sul mistero di figura che guarda mentre patisce. Ceronetti non riusciva ad accettare il Dio biblico nel suo passivo nascondimento, mentre in Quinzio albergava la certezza e l’accettazione dell’impotentia Dei. Il carteggio rappresenta un dialogo che fa da ponte tra queste due visioni opposte, rendendo più sopportabile il timore dell’abisso. A pag. 60 ritratto fotografico di Guido Ceronetti e Sergio Quinzio (maggio 1992).
Pag. 57-69

Un omaggio a Carla Galinetto (1962-1994), a vent’anni dalla scomparsa
Omaggio a Carla Galinetto, germanista scomparsa prematuramente in un incidente stradale nel 1994. Il suo lavoro di ricercatrice era dedicato al riconoscimento della figura del germanista triestino Alberto Spaini. Saggi, articoli e mostre dedicati a Spaini sono il frutto di un intenso lavoro ricerca archivistica, compiuta, fra gli altri, sul Fondo Prezzolini. In omaggio a Carla Galinetto Cartevive pubblica un suo saggio (pubblicato nel 1987) su un soggetto cinematografico inedito di Spaini. A pag. 70 ritratto fotografico di Carla Galinetto (1992).
Pag. 70-73

CARLA GALINETTO, Oberdan al cinema. Un soggetto cinematografico inedito di Alberto Spaini
Alberto Spaini (1892-1975) era un germanista triestino dalla produzione eclettica: saggista, giornalista, scrittore sapeva incarnare e mediare lo spirito triestino nel suo lavoro. L’a. definisce questo spirito di confine frammentarietà, elusione e dispersione. Spaini lasciò la nativa Trieste nel 1910 per un viaggio sempre lontano dalla città natale, da cui l’intellettuale non partí mai come città letteraria. Le caratteristiche dell’attività spainiana sono la ricezione e diffusione dei fenomeni letterari tedeschi e l’interesse per le avanguardie. L’a. presenta il soggetto cinematografico inedito Oberdan di Alberto Spaini, scritto negli anni Sessanta e in cui Oberdan lotta per il riconscimento e la consapevolezza della fragile identità triestina.
Pag. 74-93

AFRO SOMENZARI, In principio furono i vampiri. Breve storia di FUOCOfuochino, la più povera casa editrice del mondo
Il contributo presenta la casa editrice FUOCOfuochino, nata da un’intuizione dello stesso autore Afro Somenzari e dai suoi rapporti di amicizia. Gli autori pubblicati hanno donato alla casa editrice, con gesto di gratuita amicizia, i loro scritti. A pag. 102 è presentato il catalogo della casa editrice. A pag. 97 copertina del secondo numero di FUOCOfuochino (2012).
Pag. 94-109