BOLLETTINO DI ITALIANISTICA

Semestrale
Direttore: Alberto Asor Rosa.
Rubriche: Il punto; Saggi; L'evento; Il mestiere dello scrittore; Recensioni.                                       

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Rivista di critica, storia letteraria, filologia e linguistica fondata da Alberto Asor Rosa

Anno 2017 - N. 2
(a cura di Raffaella Anconetani)

SAGGI
IRENE GUALDO, Un nuovo testimone del 'ramo palatino' dei volgarizzamenti del "De doctrina dicendi et tacendi" di Albertano da Brescia
Il contributo prende in considerazione la versione toscana anonima del "Liber de doctrina dicendi et tacendi" di Albertano da Brescia tràdita dal ms. Fi BNC Magl. XXXVIII 127. A partire dalla descrizione del codice e dall’analisi linguistica della sezione contenente il volgarizzamento del trattato in forma 'abbreviata', si ricostruiscono i suoi rapporti con gli altri mss. latori del medesimo testo e con l’edizione curata dall’Accademico della Crusca Bastiano de’ Rossi nel 1610. Si conclude con l’illustrazione delle future prospettive di ricerca.
Pag. 5-37

VINCENZO VITALE, Il vello d’oro e l’agnello di Dio nel "Paradiso" di Dante
Il saggio illustra alcune caratteristiche del mito degli Argonauti che potrebbero aver indotto Dante a scegliere la spedizione per la conquista del vello d’oro come simbolo della terza cantica della "Commedia". In particolare vengono analizzate le terzine 94-9 del canto XXXIII del "Paradiso", dove sembra aver luogo un improvviso passaggio dal punto di vista di Dante poeta a quello di Dante personaggio. L’analisi delle corrispondenze simboliche implicite in queste terzine conduce a riconoscere un’associazione tra vello d’oro e dio cristiano, che Dante potrebbe avere esperito sulla scorta di alcune fonti bibliche e figurative. L'articolo è corredato da due immagini che riproducono particolari dei mosaici della Basilica di S. Vitale.
Pag. 38-61

EVELIEN CHAYES, Crossing Cultures in the Venetian Ghetto. Leone Modena, the Accademia degli Incogniti and Imprese Literature
L’articolo offre nuovi approfondimenti sugli scambi letterari avvenuti dentro e intorno al ghetto veneziano durante la prima metà del XVII secolo. Collegando testi scritti da pensatori ebraici e cristiani, il contributo mostra come queste composizioni fossero collocate nella tradizione letteraria di un gruppo di accademie veneziane e come siano state promosse attraverso diversi decenni. L’impresa letteraria e il discorso filosofico praticato in queste accademie furono strumenti attraverso i quali alcuni scrittori ebrei e cristiani si confrontarono, influenzandosi reciprocamente, su sofisticate concezioni dell’anima umana, della Repubblica e della Creazione, mentre cercavano di definire la propria identità di ebrei o di cristiani.
Pag. 62-88

ANNA MARIO, Natura alberi diramazioni e catastrofe: a sessant’anni dal "Barone rampante"
Italo Calvino pubblicò il romanzo "Il Barone rampante" nel 1957, lo stesso anno delle sue dimissioni dal Partito Comunista Italiano. Nel romanzo il protagonista, Cosimo, passa la sua intera vita abitando sugli alberi, come forma di protesta. L’autrice dell’articolo evidenzia il rilievo dell’immagine del bosco sia nel "Barone rampante" che nei precedenti lavori di Calvino, e mette inoltre a fuoco la costruzione da parte di Cosimo di una società fondata sul lavoro e sulla conoscenza; studia infine molti temi, tra cui la catastrofe ambientale, presenti nel "Barone" e poi sviluppati altrove.
Pag. 89-100

ELISABETTA MONDELLO, La casa e la città. L’interno e l’esterno. Note sulla poetica dello spazio di Natalia Ginzburg
Il contributo propone alcune riflessioni sulla poetica dello spazio di Natalia Ginzburg, focalizzando l’attenzione sul ruolo svolto dalla spazialità all’interno degli scritti brevi. In particolare nel saggio sono analizzati due tipi di luoghi contrapposti: gli spazi interni (stanze, case, giardino) e gli spazi esterni (case, città). Gli spazi narrati nei saggi e nelle memorie rivelano il vissuto emotivo della scrittrice, che rappresenta l’abitazione come il luogo della crescita, il territorio identitario della famiglia e un rifugio conosciuto; lo spazio urbano è, invece, un mondo ignoto e insicuro, una scena sociale in cui si è obbligati a relazionarsi con gli altri e a dimostrare di continuo le proprie capacità.
Pag. 101-117

CATERINA ROMEO, Contronarrazioni e nuove estetiche nell’Italia contemporanea. La produzione letteraria di Ubax Cristina Ali Farah
Il saggio analizza la produzione letteraria della scrittrice somala italiana Ubax Cristina Ali Farah, una delle voci più significative della letteratura italiana postcoloniale. L’autrice racconta la vita dei somali della diaspora – in Italia ma non solo –, la loro marginalizzazione nelle società di destinazione, il difficile rapporto tra le prime e le seconde generazioni. Attraverso la sperimentazione di nuovi linguaggi e la creazione di nuovi immaginari e nuove estetiche, Ali Farah narra i profondi cambiamenti sociali avvenuti in Italia negli ultimi trent’anni come conseguenza delle migrazioni globali e contribuisce a promuovere un processo di transnazionalizzazione della letteratura nazionale italiana.
Pag. 118-135
NOTE E DISCUSSIONI
GABRIELLA MACCIOCCA, La lingua del Regime nei testi unici di Stato
Il contributo presenta una raccolta di brani prelevati dai testi unici di Stato, adottati a partire dal 1930 nella Scuola primaria. La diffusione dei testi unici su tutto il territorio nazionale consente di osservare i principi della formazione e l’applicazione più grande della politica linguistica del Ventennio. Nei sillabari e nei libri di lettura sono presenti immagini, motti, inni, saluti, che rappresentano il Regime. All’operazione editoriale, affidata alla Libreria dello Stato, e curata da importanti illustratori, talora artisti contemporanei, e da scrittori, prese direttamente parte il Capo del Governo.
Pag. 136-142