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  VERSANTS

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VERSANTS


Anno 2006 - N. 52
(a cura di simona cives)

JEAN KAEMPFER, L'extrême contemporain : contribution lausannoises

Nell'introduzione di Jean Kaempfer si dà presentazione di sei contributi, provenienti dall'Università di Losanna, dedicati alla produzione contemporanea. Il filo rosso che percorre i sei articoli è quello delle nuove forme di 'impegno' nella letteratura dei nostri giorni.
Pag. 7-9
 


FILIPPO ZANGHI, 'Quelque chose s'est séparé' : le paysage sous tension chez François Bon

Filippo Zanghi mostra come François Bon, che in "Paysage fer" si confronta con l'urbanizzazione sempre più incalzante delle campagne, modifichi completamente il suo punto di vista e la tradizione letteraria del 'paesaggio', creando un linguaggio ruvido, brutale nella sintassi, per lottare contro la cecità e l'indifferenza di coloro che utilizzano lo spazio contemporaneo. La riflessione sulle ingiustizie e gli scandali del mondo contemporaneo comporta, perciò, una radicale trasformazione delle forme ereditate.
Pag. 11-30
 


SONYA FLOREY, Personnages en quête d'eux-mêmes (Marie Ndiaye). L'identité en question

"La Sorcière" e "Rosie Carpe" mettono in scena dei personaggi che si trasformano in animali, che cambiano di nome o ringiovaniscono, contribuendo così a imporre lo spazio letterario di Marie Ndiaye come stravagante, audace e originale. Nel contributo si pone la questione di come il gioco dell'identità e della memoria coinvolga il divenire di alcuni personaggi significativi all'interno dei due romanzi. Il risultato di questa lettura viene poi collocato nell'ambito più ampio delle tesi di Freud e di Lacan sulla questione dell'identità personale. Infine anche l'opera di Ricoeur, "Soi même comme un autre", permette di chiarire l'instabilità dei personaggi di Marie Ndiaye alla luce della teoria dell'identità di matrice ricoeuriana.
Pag. 31-51
 


MARC ATALLAH, Expérimenter une vie sans fin

"La Possibilité d'une île" di Michel Houellebecq è un romanzo che ha affascinato e scandalizzato il pubblico, e che ha suscitato giudizi di tono diverso da parte della critica. Nel contributo si evidenzia come il romanzo, che evoca il movimento raeliano e i suoi esperimenti di clonazione umana, non sia né un'apologia né un pamphlet, ma una sperimentazione romanzesca che mette in luce i paradossi del desiderio umano di immortalità e che contribuisce alla riflessione sui rapporti tra scienza e religione.
Pag. 53-72
 


GASPARD TURIN, Toussaint, Echenoz, Chevillard : le cliché comme forme d'engagement littéraire

Nel saggio ci si propone di investigare un aspetto formale della produzione letteraria, quello del 'cliché'. La lettura di Jean-Philippe Toussaint, Jean Echenoz ed Eric Chevillard rivela che, malgrado l'individualismo e la mancanza di una letteratura impegnata nella produzione contemporanea, rimane comunque un limite a tale atomizzazione, ovvero il linguaggio, al quale qualsiasi tipo di espressione letteraria rimane sottomesso. Nel saggio si esamina in qual modo il cliché agisca nei tre scrittori. Malgrado le differenze che caratterizzano la loro produzione, i tre autori concordano nel considerare il cliché come una materia prima della creazione letteraria: essa necessita della messa in opera di un metadiscorso che si carica, finalmente, di una funzione politica.
Pag. 73-96
 


CRISTOPHE IMPERIALI, La 'fiction théorique' : regard sur une frontière

Nello studio di Christophe Imperiali sono analizzate la nozione di 'finzione' e quella di 'teoria', prendendo le mosse dalla categoria coniata da Jacques Roubaud di 'finzione teorica'. Allargando l'indagine al campo della storia, della psicologia, dell'antropologia, l'autore del saggio tenta di evidenziare il campo specifico della critica letteraria.
Pag. 97-120
 


ANNIE CHARPILLOZ, Voix narrative, voix humaine : autour d'une figure parlante dans "Molloy" de Beckett

L'articolo propone una lettura attenta del romanzo "Molloy" di Samuel Beckett, con particolare attenzione alle prime pagine dell'opera. Nel corso di questa analisi sono poste in evidenza le numerose ambivalenze presenti nel testo beckettiano: accanto a un 'io' onnipresente nel romanzo compare anche la voce dell'autore; allo stesso modo a un'evocazione vasta e lirica della miseria dell'uomo risponde uno sguardo ironico portato sul grottesco carnevale della vanità umana.
Pag. 121-143
 


ROLAND SPILLER, Memoria y olvido en la narrativa de Chile y Argentina

Nell'articolo ci si propone di analizzare come all'interno della letteratura cilena e argentina sia affrontato il tema della memoria della violazione dei diritti umani e dei crimini contro l'umanità. L'indagine è svolta in particolare sulla produzione narrativa dei due paesi.
Pag. 145-176
 


JAVIER PÉREZ ESCOHOTADO, JOSÉ MANUEL LÓPEZ DE ABIADA, Irenismo y libertad de conciencia en "El hereje" de Miguel Delibes

L'articolo prende in esame la novella di Miguel Delibes "El hereje", pubblicata nel 1998. Si tratta di una novella storica sulla persecuzione dei luterani da parte dell'Inquisizione spagnola a Valladolid nel sedicesimo secolo. L'opera, chiaramente 'a tesi', è analizzata dai due autori nelle sue tre parti.
Pag. 177-206
 


BARBARA FERRARI, Giochi di specchi nei ":riflessi" di Palazzeschi

Il primo romanzo di Palazzeschi, ":riflessi", del 1908, ha attraversato il secolo senza suscitare attenzione da parte della critica e del pubblico. Eppure il romanzo si rivela assolutamente rappresentativo del suo tempo: il protagonista si inserisce infatti nella galleria di personaggi che definiscono la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento attraverso le loro caratteristiche decadenti o introspettive. Nello studio sono evidenziate le principali caratteristiche del romanzo: lo 'specchio', che assume un ruolo fondamentale nel gioco di opposizioni soggiacente al testo, la corporalità e la bellezza, che nel corso del romanzo è descritta 'cromaticamente'.
Pag. 207-228
 


LAURA LAZZARI, Le relazioni madre-figlia e madre-figlio in due romanzi di Elsa Morante: "La Storia" e "Menzogna e sortilegio"

I due romanzi di Elsa Morante "Menzogna e sortilegio" (1948) e "La Storia" (1974) presentano problematiche relazioni fra madre e figli. Mentre il rapporto madre-figlio è generalmente rappresentato in modo felice e soddisfacente, quello fra madre e figlia è spesso conflittuale. La posizione controversa di Elsa Morante, che da un lato rivaluta il ruolo della maternità e dall'altra si ispira apertamente alle teorie freudiane, autorizza a cercare supporto sia nella letteratura psicanalitica, da Freud a Melanie Klein, sia in quella femminista relativa alla relazione tra madre e figlia, tenendo però conto anche dell'influenza della religione cattolica e della cultura mediterranea.
Pag. 229-259
 


MARCO NUTI, L'allegoria cristiana della modernità: "Le Baphomet" di Pierre Klossowski

I romanzi e i saggi di Pierre Klossowski costituiscono una meditazione di ampio respiro sul permanere delle tradizioni e delle stratificazioni complesse della memoria collettiva. Secondo Klossowski ritorno e modernità dipenderebbero da una stessa esperienza temporale attraverso la quale ritornano, nel presente, le forze sempre vive del passato. In questa meditazione sul divenire della tradizione occidentale, il destino del cristianesimo occupa un ruolo di primo piano. Il romanzo "Le Baphomet" racconta l'interminabile ripetizione di uno stesso episodio storico, lo smantellamento dell'ordine dei templari, nel corso del quale intervengono, senza scrupoli per il rispetto delle cronologie, Jacques de Molay, Teresa d'Avila e Friedrich Nietzsche. Parodia del romanzo storico, "Le Baphomet" narra molto di più del destino di un ordine religioso. L'autore mette in scena la genesi dei propri procedimenti narrativi e restituisce la genealogia dell'arte del racconto radicata nella tradizione cristiana e nell'esperienza della morte di Dio.
Pag. 261-274
 


CYNTHIA BIRON COHEN, L'esthétique ramuzienne: anatomie d'un projet de réformes et d'une révolution littéraire

È essenzialmente in termini di cambio di prospettiva che si può parlare di rivolta e di rivoluzione estetica nell'opera di Ramuz. Ramuz costituisce infatti un polo autonomo che ha trasformato i termini del dibattito estetico romancio. Egli ha prodotto materiale teorico e concettuale che ha condotto gli scrittori romanci a cercare delle soluzioni autonome per affermarsi e per staccarsi dai modelli parigini. Ramuz rimane dunque centrale nella posizione e nelle scelte estetiche degli scrittori che sono venuti dopo di lui, e può essere considerato il promotore della Rinascenza letteraria romancia.
Pag. 275-298
 


REMO FASANI, Le plurilinguisme suisse existe-t-il encore ?

Remo Fasani, poeta e professore emerito di letteratura italiana, prende posizione in rapporto alla soppressione della cattedra di letteratura italiana all'Università di Neuchâtel.
Pag. 299-306