Le riviste presenti

 

 

 

 


  STUDI SUL SETTECENTO E L'OTTOCENTO

Rivista internazionale di italianistica
Annuale
Direttore:
Anna Bellio.
Comitato scientifico: Carlo Annoni; Giorgio Bàrberi Squarotti; Giorgio Baroni; Cristina Benussi; Wanda De Nunzio; Edoardo Esposito; Pietro Frassica; Titus Heydenreich; Bortolo Martinelli; Maria Maslanka Soro; Angelo Pupino; Andrea Rondini; Giuseppe Savoca; Gisela Schlüter.
Redazione: Maria Cristina Albonico; Giulia Dell’Aquila; Barbara Stagnitti.
Direzione: Prof. Anna Bellio, Università Cattolica del Sacro Cuore, Largo Gemelli 1 - I 20123 Milano
Amministrazione: Fabrizio Serra editore, Pisa-Roma. Uffici di Pisa: via Santa Bibbiana 28 - I 56123. Uffici di Roma: Via Carlo Emanuele I 48 - 00185.
Abbonamenti: € 145.00 (Italia); € 245 (estero); da € 425,00 a € 715,00 (enti, con edizione online).
Rubriche: Saggi; Note; Inediti e rari.

 Consulta gli altri fascicoli della rivista:

STUDI SUL SETTECENTO E L'OTTOCENTO


Anno 2017 - N. 12
(a cura di Clara Cardolini Rizzo)

SAGGI

STEFANIA BARAGETTI, Figure femminili nelle rime disperse di Parini

L'A. passa in rassegna le donne ritratte nelle rime mai edite di Giuseppe Parini tradite dal manoscritto Ambrosiano III 4 redatto negli ultimi anni della vita del poeta, verosimilmente tra il 1789 e il 1792, con l'aiuto di Agostino Gambarelli, suo allievo, e conservato nel Fondo pariniano della Biblioteca Ambrosiana: 'Aperto nel segno di un'arciduchessa (Maria Ricciarda Beatrice) e chiuso nel nome di una nobildonna (Castelbarco Litta), il manoscritto presenta una campionatura testuale che dalla dimensione pubblica del potere e dell'impegno al servizio della Lombardia asburgica approda a quella degli affetti privati'. Dopo la dipartita di Gambarelli, nel 1792, Parini rivide la silloge apportandovi integrazioni, cassature e correzioni al punto tale che dei centouno componimenti iniziali ne rimasero sessantuno cui vanno sommati quattro sonetti autografi aggiunti da Parini in calce al volume tra il 1789 e il 1793. Pertanto, la Baragetti si interroga sulle ragioni alla base di tale intervento e della struttura compositiva della raccolta.
Pag. 11-22
 


FRANCESCA FAVARO, Nell'oltremondo di Teresa Bandettini, incontri

Il contributo si sofferma su due liriche delle "Rime estemporanee" (1801, Verona, prima edizione) della poetessa lucchese Teresa Bandettini dedicate all'incontro, nell'Aldilà, di due coppie: nell'Eliso, Petrarca e Laura, nell'Inferno, Agamennone e Clitemnestra. La studiosa, attraverso l'analisi tematica e genealogica dei testi, dimostra che, con lo sviluppo del motivo dell'incontro, la Bandettini allude non tanto alle unioni amorose citate quanto al connubio tra i modelli di riferimento e la sua vocazione lirica: 'Fonte dell'ispirazione della poetessa risulta sempre la grande tradizione culturale, rappresentata dal Trecento italiano e dal mondo classico; tuttavia, come si vedrà, le reminiscenze di Teresa si presentano diversamente declinate nei due componimenti: nel primo infatti si stratificano e intrecciano, unendo insieme, nell'incontro ambientato in Eliso, le più ovvie memorie petrarchesche a suggestioni d'antico; nel secondo componimento costituiscono una sorta di riscrittura (e di iterazione) di quanto narrato dalle fonti sulla sciagurata stirpe degli Atridi'.
Pag. 23-35
 


MICHELA TOPPANO, Federico De Roberto e il "Giornale illustrato dei viaggi e delle avventure di terra e di mare"

Il saggio analizza e riproduce sette articoli di carattere storico-geografico di Federico De Roberto apparsi sulla rivista fondata da Edoardo Sonzogno nel 1878, "Giornale illustrato dei viaggi e delle avventure di terra e di mare", e, a detta dell'A., 'sfuggiti sinora a tutti gli studiosi derobertiani'. Gli scritti sono, secondo la Toppano, fonti dirette di eventi del tempo quali l'imperialismo e lo sviluppo scientifico-tecnologico e tasselli indispensabili per ricostruire, sul fronte teorico-ideologico, il puzzle ampio e variegato della produzione dell'autore: 'Questi articoli [...] permettono di seguire le modalità della formazione culturale giovanile di De Roberto. Riflettono preoccupazioni e interessi personali dell'autore siciliano, ma anche, più largamente, i dibattiti e le curiosità della società del tempo. Infine, permettono di valutare il contributo derobertiano alla costruzione di un discorso di stampo squisitamente positivistico che esprime una certa fiducia nel progresso tecnologico e commerciale, nelle possibilità di espansione della civiltà occidentale e nella sua capacità di dominare e addomesticare la 'sauvagerie' (del mondo naturale e di quello umano)'.
Pag. 37-61
 


ELENA RAMPAZZO, Dalla Russia di Fedora alla Bisanzio di Teodora: Eleonora Duse interprete di Sardou nei versi della Contessa Lara

L'A. si sofferma sulle caratteristiche recitative dell'attrice Eleonora Duse nei panni delle protagoniste dei versi della Contessa Lara, pseudonimo di Eva Cattermole, apparsi sul "Corriere di Roma" e nella silloge "Nuovi versi" del 1897. In particolare, 'questo contributo si concentrerà sul rapporto tra scena e versi in relazione a "Fédora" e a "Théodora", confrontando le liriche coi drammi di Sardou interpretati dall'attrice e rapportandosi alla storia del teatro e ad altre fonti documentarie, per illustrare quali elementi della sua recitazione siano stati fermati sulla carta da questa poetessa'. Difatti, 'Alexandre Dumas fils e Victorien Sardou - asserisce la Rampazzo - furono i drammaturghi dell'Ottocento francese più rappresentati sulle scene internazionali, e specie italiane, dalla seconda metà del XIX ai primi decenni del XX secolo'. Ai lavori di Sardou è possibile ricondurre l'ispirazione della Contessa Lara alle cui rime la Duse prestò carne e voce.
Pag. 63-89
 


NOTE

MAGDALENA MARIA KUBAS, Liturgia, preghiera e lauda spirituale nel libretto "Betulia liberata"

Al centro del contributo la disamina del testo dell'opera "Betulia liberata" (1734) di Pietro Metastasio. La Kubas individua gli elementi di tipo retorico e semantico del discorso religioso adottati dal librettista per i personaggi di "Betulia liberata", che - rileva l'A. - 'per più di trent'anni godette di grande successo': 'Il testo si basa su saldi elementi biblici che sono stati messi in luce da studiosi e curatori dell'opera metastasiana. A nostro parere l'azione sacra presenta altre modalità legate alla ritualità cristiana. Il nostro confronto parte dall'invocazione di preghiera accompagnata dalla ripetizione ad elenco tipica delle suppliche liturgiche e delle litanie. Analizzeremo il nesso che questo tipo di espressività costruisce con le arie e i recitativi di "Betulia liberata"'. Pertanto, 'il linguaggio costruito da Metastasio - conclude la Kubas - è ricco di riferimenti biblici, ma l'azione sacra è anche una cassa di risonanza per la tradizione della preghiera e della poesia religiosa. Non è difficile pensare a un legame con le sacre rappresentazioni e quindi con la lauda drammatica'.
Pag. 93-101
 


RENATE KUEN, Amalia Nizzoli e Wolfradine von Minutoli. Una fonte celata

Il saggio è teso a rivelare le connessioni vigenti tra "Memorie sull'Egitto" (1841) di Amalia Nizzoli e "Mes Souvenirs d'Egypte" (1826) della baronessa Wolfradine von Minutoli. Entrambi racconti di viaggio, si inseriscono 'nel panorama dell'odeporica femminile in Oriente nel primo Ottocento'. L'ottica comparativa consente di affermare, secondo l'A., che l'opera della Nizzoli si costruisce come prodotto dell'elaborazione del racconto odeporico della sua contemporanea: 'Il volume di Wolfradine von Minutoli svolge senz'altro, come dimostrerò, la funzione di fornire all'autrice italiana delle informazioni utili e degli spunti per comporre il proprio testo: il libro di Nizzoli presenta somiglianze, coincidenze e talvolta dei veri e propri prestiti dall'opera della collega più anziana'.
Pag. 103-117
 


BARBARA STURMAR , 'A diventar formicola mi par d'essere diventato un grand'uomo!'. Appunti su "Ciondolino" di Vampa

L'A. considera la prima opera di Luigi Bertelli (1858-1920), meglio noto come Vampa, "Ciondolino" (1896), 'primo racconto scientifico della letteratura italiana per ragazzi' che aprì le porte al successivo e più conosciuto "Giornalino di Gian Burrasca" del 1907: 'Il romanzo entomologico narra le vicende di Gigino, soprannominato Ciondolino, insofferente allo studio e stanco per l'esame di latino; egli si ribella, insieme ai suoi due fratelli, alle fatiche della scuola facendo finire i libri sulla panchina con tre grandi tonfi; si illude di poter diventare un animale ma si sbaglia. Il bimbo sarà vittima di un destino beffardo perché verrà trasformato in un'infaticabile formica operaia'. Attraverso la disamina delle fonti d'ispirazione di matrice italiana e straniera, degli intenti pedagogici sottesi al progetto letterario e di documenti vari, la studiosa propone di correggere la data della 'princeps' del romanzo spostandola dal 1895 al 1896.
Pag. 119-136
 


INEDITI E RARI

PAOLO BARTESAGHI, Biografie ottocentesche del Parini. Le vite del Parini di Reina e Salveraglio, con documenti inediti

Il contributo prende in esame le biografie su Giuseppe Parini di Francesco Reina, 'primo grande editore del Parini', e Filippo Salveraglio edite nell'Ottocento. L'A. riproduce nove lettere conservate presso la Biblioteca Nazionale di Francia a Parigi appartenenti allo scambio epistolare tra Parini e il suo allievo, Cosimo Galeazzo Scotti, e che, a Suo dire, consentono di 'gettare luce su alcuni momenti precisi di pubblicazione di singoli volumi del Reina': 'A Reina - commenta Bartesaghi - va riconosciuto il merito di aver costruito il primo ritratto organico del poeta di Bosisio, povero di mezzi materiali, ricco di umanità, osservatore critico del mondo aristocratico, non suo, e quindi satireggiato, sostenitore dei nuovi regimi libertari e genuino democratico'. Alla biografia di Reina segue quella di Salveraglio, premessa all'edizione delle "Odi" di Zanichelli del 1881 e dei cui avanzamenti si può trovare traccia nel carteggio epistolare Salveraglio-Carducci del quale il contributo riproduce quattordici missive, che, secondo l'A., 'sono il piccolo capolavoro di un uomo sofferente ed umile che sublima nel lavoro e nelle umane lettere gli infiniti affanni della vita'.
Pag. 139-164
 


WAFAA EL BEIH, La visione del mondo nell'"Arabo anziano" di James Sanua

Il saggio analizza "L'arabo anziano" (1869), prima opera fra le italiane dell'autore ebreo James Sanua. Il volume che la tramanda è stato ritrovato dall'A. del presente contributo nella Biblioteca Labronica Francesco Guerrazzi di Livorno. Esso testimonia la presenza di comunità straniere in Egitto nell'Ottocento, ponendo l'accento su quella italiana. Sul fronte compositivo, in base alla disamina condotta, l'opera si configura come un poemetto composto da diversi brani nei quali i costumi della società orientale divengono oggetto dell'ironia satirica che li fende. Il contributo, precisa l'A., si inserisce in un progetto critico-editoriale più vasto sulla poesia italiana di Sanua ignota tanto al pubblico egiziano quanto a quello italiano e di prossima pubblicazione. Per svelare la visione del mondo alla base dell'"Arabo anziano" l'A. si chiede: 'All'interno di quale contesto sociale e culturale si muoveva l'autore? A quale gruppo sociale apparteneva? E contro quale gruppo si schierava?'.
Pag. 165-181
 


RASSEGNE

ELENA MAIOLINI, Rassegna castiana: edizioni e studi critici (2000-2016)

L'A. passa in rassegna i contributi critici prodotti negli ultimi quindici anni (2000-2016) sui discorsi per l'Arcadia romana, i libretti, le "Novelle galanti", il "Poema tartaro", il "Viaggio a Costantinopoli" e gli "Animali parlanti" di Giambattista Casti (1721-1803). La studiosa, in incipit, rileva che 'l'attenzione sull'opera di Giambattista Casti, che si era andata decisamente diradando nel corso del secolo passato, registra un sensibile risveglio negli ultimi decenni'. Nelle ultime sezioni, la Maiolini si sofferma sulla diffusione editoriale e l'eredità culturale del Casti redigendo, infine, un bilancio provvisorio e segnalando alcune prospettive di ricerca.
Pag. 185-195