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  STUDI RINASCIMENTALI

Rivista internazionale di letteratura italiana
Annuale
Direttori: Marcello Ciccuto; Pasquale Sabbatino.
Comitato editoriale: Gabriella Albanese (Pisa); Rossend Arqués (Barcellona); Johannes Bartuschat (Zurigo); Antonio Corsaro (Firenze); Giuliana Crevatin (Pisa); Enrico Fenzi (Genova); Filippo Grazzini (Viterbo); Pasquale Guaragnella (Bari); Toni Iermano (Cassino); Sebastiano Martelli (Salerno); Giorgio Masi (Pisa); Matteo Palumbo (Napoli); Michel Paoli (Amiens); Olga Pugliese (Toronto); Leonardo Sebastio (Bari); Ruggiero Stefanelli (Bari); Luigi Surdich (Genova); Frédérique Verrier (Parigi).
Redazione scientifica: Cristiana Anna Addesso, Vincenzo Caputo.
Amministrazione: Fabrizio Serra editore, Pisa-Roma. Uffici di Pisa: via Santa Bibbiana 28 - I 56123. Uffici di Roma: Via Carlo Emanuele I 48 - 00185. Abbonamenti: € 165.00 (Italia); € 265 (estero); da € 545,00 a € 920,00 (enti, con edizione online).
Rubriche: Protagonisti; Testi; Rinascimento e rinascimenti; Il Rinascimento nell’Ottocento e nel Novecento.

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STUDI RINASCIMENTALI


Anno 2013 - N. 11
(a cura di Cristiana Anna Addesso)

PROTAGONISTI

PAOLA TOME, Carlo Marsuppini nell'"Ortographia" di Giovanni Tortelli

L'"Ortographia" di Giovanni Tortelli costituisce una delle opere lessicografiche più note dell'Umanesimo romano, in cui sono raccolte e documentate citazioni di vari amici dell'autore (ad es. Lorenzo Valla) e del suo maestro Carlo Marsuppini, umanista poeta e traduttore. L'autrice del saggio avanza ipotesi sulla datazione dell'"Ortographia" proprio grazie alle citazioni di Marsuppini e alla disamina di alcuni scambi epistolari, e sottolinea l'importanza dell'auctoritas del Marsuppini su Tortelli.
Pag. 11-19
 


MASSIMILIANO ZEMBRINO, La concezione aristotelica di 'phronesis' come fonte della definizione di 'prudentia' nel III libro del trattato "De Prudentia" di G.G. Pontano

Il denso lavoro affronta minuziosamente il "De Prudentia" di Giovanni Pontano, con particolare attenzione al III e IV libro (in cui si definisce l'essenza della prudenza e si descrivono le 'prudentiae species' e le virtù 'prudentiae ancillae'). L'autore si interessa alle fonti del III libro, lasciando emergere che il dettato pontaniano segue lo sviluppo delle argomentazioni aristoteliche relative alle 'phronesis' (Etica Nicomachea). Lo studio evidenzia che la ripresa del dettato aristotelico da parte di Pontano avviene secondo specifiche modalità: ripresa fedele, ripresa concettuale con variazione nel modus argomentandi, ripresa concettuale con esempi addotti a sostegni dell'argomentazione, ripresa con semplificazione della fonte, precisazione della fonte.
Pag. 21-48
 


MASSIMO COLELLA, L'episodio del liocorno: un'impresa 'eroicomica' nel pellegrinaggio gastronomico di Morgante e Margutte ("Morgante", XVIII, 188-200)

Come indicato dall'eloquente titolo, il saggio si sofferma su uno specifico episodio del "Morgante", ovvero le ottave in cui si narra una sosta del pellegrinaggio gastronomico dei due protagonisti per cibarsi di un liocorno. L'episodio è funzionale al rovesciamento in termini comici sia del canone dell'impresa eroica sia della tradizione cavalleresca e dell'impresa spirituale.
Pag. 49-60
 


SUSANNA BARSELLA, Pandolfo Collenuccio and the humanist myth of work: "Agenoria"

L'articolo si occupa dell'apologo "Agenoria" di Pandolfo Collenuccio, calandone l'analisi in una più complessiva riflessione sulla visione positiva del lavoro che iniziò ad emergere durante l'Umanesimo in relazione alla tradizione etica della 'techne' aristotelica. Il lavoro è strumento per la formazione etica dell'individuo in una società giusta politicamente e cristiana. Collenuccio cala la sua riflessione nel mito e il saggio di Barsella ne dimostra la continuità sia con la tradizione umanistica sia l'esemplarità per la dimensione poietica rinascimentale.
Pag. 61-70
 


FRÉDÉRIQUE DUBARD DE GAILLARBOIS, "L'inferno siamo noi". Machiavelli, Ariosto, l'inferno e le donne

Il saggio parte da una rassegna critica sulla nota novella di Belfagor di Machiavelli, cercando di recuperarne il posizionamento autoriale nei confronti del 'femminile'. La misoginia vi appare più un pretesto e un prestito che uno dei nodi della favola, al cui centro per l'autrice del saggio andrebbe piuttosto collocato il tema del viaggio da relazionare al più noto ariostesco viaggio di Astolfo, lontano cugino di Belfagor.
Pag. 71-84
 


LUIGI SCORRANO, Il privilegio d'Ippolito e le 'cuciture' narrative dell' "Orlando furioso"

L'Ariosto per chi scrive il suo poema? La figura del lettore-ascoltatore non emerge dal testo, ma il poema ha nel cardinale Ippolito d'Este il lettore-ascoltatore privilegiato. Donne e cavalieri convenuti all'approdo del naviglio di messer Ludovico si configurano come il pubblico al quale il poeta offre l'opera. È quel pubblico di raffinati intenditori a tributare allo scrittore un 'trionfo'. La condizione di servo, variamente dichiarata, viene riscattata positivamente e sottratta ad un ambito sociale subalterno e umiliante. Lungo questa linea il saggio presenta dunque le 'cuciture' del tessuto del poema.
Pag. 85-98
 


MICHEL PAOLI, Evolution sur la "manière gothique' et la "maniere allemande" de Filarete à Vasari (et au-delà)

Il saggio rilegge i testi di Filarete, Manetti, Raffaello, Castiglione e Vasari per indagare quali siano le peculiarità dell'architettura acuta/gotica che questi autori definiscono 'tedesca' in quanto nata dopo le invasioni barbariche.
Pag. 99-112
 


VINCENZO CAPUTO, Note sull'ecfrasi di Giorgio Vasari

Il saggio pone attenzione sulle opere minoni di Giorgio Vasari, analizzando due specifici testi: la "Descrizione" dell'apparato realizzato per il battesimo di Eleonora de' Medici (1568) e i "Ragionamenti" sui due dipinti realizzati in Palazzo Vecchio (1588). L'autore si pone l'obiettivo di verificare le tecniche descrittive di Vasari, rilevando i casi in cui la descrizione cede il passo alla spiegazione del significato nascosto dietro le immagini. Le allusioni simboliche dei dipinti risultano, infatti, difficilmente decodificabili e impongono al Vasar la soluzione ecfrastica.
Pag. 113-125
 


CRISTIANA ANNA ADDESSO, 'Nel giardin de l'inclita Partenope [...] non potrà entrare il perfido angue'. "Le Vite de' Sette Santi Protettori di Napoli" di Paolo Regio e il primato della cristianità napoletana

Il saggio offre una lettura della "Vita di Sant'Aspreno primo vescovo di Napoli" contenuta nell'opera agiografica di Paolo Regio "Le vite de' sette santi protettori di Napoli" (1579). La biografia risulta interessante per la priorità assegnata a Napoli nel processo di evangelizzazione operata da San Pietro, fermatosi nella pagana Partenope prima di proseguire per Roma. Le figure di Santa Candida e S. Aspreno sono gli emblemi del primato della conversione napoletana al messaggio cristiano. L'operetta di Paolo Regio consente così di riflettere sulla 'fidelitas' religiosa e politica di Napoli, un tema che attraversa e caratterizza il filone della 'descrizione cittadina' tra '500 e '600. Seguendo questo tematismo diffuso, il saggio passa così in rassegna alcuni dei testi più noti afferenti alla descrizione letteraria cittadina e alla guidistica storico-artistica (Benedetto Di Falco, Pietro De Stefano, C. D'Engenio Caracciolo, Carlo Celano).
Pag. 139-150
 


STEFANIA CAPUOZZO, Diffrazioni decameroniane. "Il Fuggilozio" di Tomaso Costo

Il saggio analizza come il modello del Decameron agisca sul "Fuggilozio" di Tomaso Costo (1596), esaminando le strategie che l'autore mette in atto per non rendere il proprio testo un semplice rifacimento del novelliere trecentesco. All'interno di una struttura chiaramente boccacciana, Costo infatti mette in evidenza una serie di richiami a Napoli che rendono l'opera un documento imprescindibile anche per la ricostruzione delle vicende storico-politiche cittadine.
Pag. 151-161
 


RINASCIMENTO E RINASCIMENTI

JUAN MIGUEL VALERO MORENO, Gonzalo Fernandez de Oviedo y Petrarca. Las estancias de la memoria

Questo articolo focalizza la memoria e l'uso di Petrarca in Gonzalo Fernandez de Oviedo, con particolare attenzione a due opere: le "Quinquagenas" e le "Batallas" (1535-1556). Il saggio analizza il petrarchismo dell'autore prima del 1535 e fino al 1556, in un periodo in cui l'eredità di Petrarca in Spagna sperimenta una trasformazione decisiva che segnerà la strada della poesia in Europa.
Pag. 165-200
 


IL RINASCIMENTO NELL'OTTOCENTO E NOVECENTO

GIUSEPPE VARONE, Il ' comune umore' del poeta e dei pittori. L'edizione vittoriniana dell'"Orlando Furioso"

L'autore approfondisce un aspetto dell'attività editoriale e intellettuale di Elio Vittorini, ovvero la sua responsabilità nell'impianto illustrativo della collana "I millenni" (Einaudi), valorizzata e contraddistinta da un meditato apparato funzionale a ripensare i classici della letteratura nella fase di cambiamento dell'industria culturale. Nello specifico si focalizza la sua curatela dell' "Orlando Furioso" (nel 1950), per la quale Vittorini selezionò uno specifico materiale iconografico tendente a risalire a una sorgente fantastica comune ai pittori scelti e all'Ariosto, riuscendo in accostamenti dal valore interpretativo e allegorico.
Pag. 203-210