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  STUDI RINASCIMENTALI

Rivista internazionale di letteratura italiana
Annuale
Direttori: Marcello Ciccuto; Pasquale Sabbatino.
Comitato editoriale: Gabriella Albanese (Pisa); Rossend Arqués (Barcellona); Johannes Bartuschat (Zurigo); Antonio Corsaro (Firenze); Giuliana Crevatin (Pisa); Enrico Fenzi (Genova); Filippo Grazzini (Viterbo); Pasquale Guaragnella (Bari); Toni Iermano (Cassino); Sebastiano Martelli (Salerno); Giorgio Masi (Pisa); Matteo Palumbo (Napoli); Michel Paoli (Amiens); Olga Pugliese (Toronto); Leonardo Sebastio (Bari); Ruggiero Stefanelli (Bari); Luigi Surdich (Genova); Frédérique Verrier (Parigi).
Redazione scientifica: Cristiana Anna Addesso, Vincenzo Caputo.
Amministrazione: Fabrizio Serra editore, Pisa-Roma. Uffici di Pisa: via Santa Bibbiana 28 - I 56123. Uffici di Roma: Via Carlo Emanuele I 48 - 00185. Abbonamenti: € 165.00 (Italia); € 265 (estero); da € 545,00 a € 920,00 (enti, con edizione online).
Rubriche: Protagonisti; Testi; Rinascimento e rinascimenti; Il Rinascimento nell’Ottocento e nel Novecento.

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STUDI RINASCIMENTALI


Anno 2014 - N. 12
(a cura di Cristiana Anna Addesso)

PROTAGONISTI

ANDREA DOLLA, Dante auctor in una polemica politica tra rimatori trecenteschi

Il saggio analizza la tenzone di sonetti tra Antonio Beccari da Ferrara, Menghino Mezzani e Mino di Vanni d'Arezzo sulla figura di Carlo IV di Boemia. Oltre le questioni politiche affrontate, la tenzone è un importante tassello del dantismo delle origini. Beccari e Mezzani citano infatti Dante per conferire autorità e validità alle proprie affermazioni. Si passa poi a delineare i tratti danteschi dell'attività poetica di Antonio da Ferrara, analizzandone i debiti, i riferimenti e le citazioni su base lessicale e stilistica.
Pag. 11-23
 


ANNA DI MEO, Un poco noto componimento di Porcelio de' Pandoni e la celebrazione del Cardinale Pietro Riario nel contesto letterario della Roma quattrocentesca

Si discute di un carme composto nel 1473 da Porcelio de' Pandoni per celebrare il cardinale Riario in occasione dei festeggiamenti romani per Eleonora d'Aragona. Il saggio discute, a tal proposito, del sontuoso banchetto e degli spettacoli mitologici che vennero organizzati. Il confronto con le descrizioni di Domizio Calderini consente all'autrice di ricostruire l'esistenza di uno specifico progetto celebrativo per il Cardinale Riario.
Pag. 25-43
 


SABRINA FERRARA, L'appropriazione narrativa dell'antichità tra storia e politica. Il caso di Matteo Palmieri

Si propongono alcuni esempi sul metodo di Matteo Palmieri nell'utilizzare le fonti classiche nel contesto delle sue opere storico-politiche. Si analizzano, in particolare, tre passaggi tratti dalla "Vita civile", dal "De captivitate Pisarum liber" e dalla "Vita Nicolai Acciaiuoli", per cogliervi - tra gli altri - il senso delle citazioni da Quintiliano e da Sallustio. La "Vita" di Acciaiuoli, nello specifico, risulta un modello per il modo in cui Palmieri riesce ad utilizzarvi brevi narrazioni per la tutela e la propaganda del potere mediceo.
Pag. 45-55
 


LILIANE ANTONELLI, Un capitolo inedito della fortuna del "De tumulis" di Giovanni Pontano: i "Tumuli" di Joachim du Bellay

Si affronta la filiazione poetica dei "Tumuli" di Du Bellay dai libri "De Tumulis" del Pontano, quale testimonianza della diffusione e della ricezione letteraria dell'Umanesimo italiano nei territorio d'Oltralpe.
Pag. 57-76
 


GIUSEPPE GERMANO, Rappresentazione del lusso e trasfigurazione del reale negli "Spectacula lucretiana" del Cantalicio

Il lusso romano, e borgiano in particolare, costituisce il protagonista assoluto degli "Spectacula lucretiana" del Cantalicio, e ricopre una duplice funzione simbolica: la comunicazione dell'autocelebrazione borgiana e l'adesione del poeta all'ideologia politica e all'immagine del potere diffusa dai Borgia. Si propone un collegamento con i Trattati delle virtù sociali del Pontano, nei quali tuttavia il lusso e la magnificenza sono finalizzati a manifestare la dignità di una classe sociale che vuole e deve distinguersi dal popolo per legittimare il proprio potere.
Pag. 77-90
 


FRANCESCO DIVENUTO, Baldassare Castiglione tra Milano, Mantova, Urbino e Roma

Il saggio si sofferma su alcuni incarichi ricevuti da Castiglione in giovane età e sull'amicizia con alcuni importanti artisti (ad. es. Raffaello). La frequentazione delle corti urbinate e romana fu una tappa importante del percorso culturale di Castiglione. In esse le arti convivevano sinergicamente in una società che Castiglione immortalerà nel suo "Cortigiano".
Pag. 91-98
 


VINCENZO CAPUTO, "Né giudico debba esser biasimato Giorgio Vasari": appunti sulle Vite d'artisti

Il saggio punta l'attenzione sulla raccolta biografica di Giorgio Vasari, la quale è messa in relazione con l'ampio dibattito teorico incentrato nel Cinquecento sulle modalità e finalità della scrittura di vite. Si pone l'obiettivo di evidenziare la sintassi retorica e le sequenze narrative dei profili di artisi, le quali sono verificate attraverso il confronto con alcune vite di ambiti diversi.
Pag. 99-110
 


PASQUALE GUARAGNELLA, Politica e arte istorica nei "Ragguagli di Parnaso" di Traiano Boccalini. Osservazioni su uno stile di pensiero

Il saggio evidenzia la distonia tra gli studi, quantitativamente notevoli, sulla fortuna delle opere di Boccalini e quelli, più esigui, sulle specifiche qualità della sua prosa. L'analisi dei suoi scritti evidenzia la presenza, in forma iperbolica, di un denso lessico seicentesco riguardante l'arte istorica in stretto legame con la politica. Si comincia dalla 'prudenza', per passare alla 'ragion di Stato' e al primato dei concetti sulle parole, per concludere sul ruolo del 'giudicio'.
Pag. 111-128
 


RINASCIMENTO E RINASCIMENTI

BIENVENIDO MORROS MESTRES, La "Favola di Leandro e d'Ero" de Bernardo Tasso: fuentes y contaminaciones con otras fabulas

Il saggio analizza le reciproche filiazioni e contaminazioni della "Favola di Leandro e Ero" di Bernardo Tasso con la storia di Ceyx e Alcione, con la Leandredide (1380) di Giovanni Girolamo Nadal, con la History of Leandre (1460) di Joan Rois Corella, con il Leandro (1543) di Juan Boscan e con Leander and Hero (1598) di George Chapman.
Pag. 131-156