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  STUDI NOVECENTESCHI

Rivista di storia della letteratura italiana contemporanea
Semestrale
Direttore:
Cesare De Michelis.
Condirettori: Armando Balduino, Saveria Chemotti, Silvio Lanaro, Anco Marzio Mutterle, Giorgio Tinazzi.
Redazione: Beatrice Bartolomeo - Dipartimento di Italianistica – Università di Padova (Palazzo Maldura) – Via Beato Pellegrino, 1 – 35137 Padova.
Amministrazione: Fabrizio Serra editore, Pisa-Roma. Uffici di Pisa: via Santa Bibbiana 28 - I 56123. Uffici di Roma: Via Carlo Emanuele I 48 - 00185.
Abbonamenti: € 295.00 (Italia); € 545 (estero); da € 845,00 a € 1425,00 (enti, con edizione online).
Rubriche: Scrittori del Novecento, Saggi, Recensioni.

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STUDI NOVECENTESCHI


Anno 2016 - N. 1
gennaio-giugno
(a cura di Serena Panaro)

SCRITTORI DEL NOVECENTO

STEFANO STOJA, Piccola storiografia de "La figlia prodiga". Prima parte

Il saggio, nella prima parte, approfondisce la figura della scrittrice Alice Ceresa e la storia editoriale della Figlia prodiga attraverso i materiali del Fondo Ceresa della Biblioteca Nazionale di Berna: le lettere di rifiuto di Bassani e di Vittorini e il carteggio Ceresa-Vittorini. Successivamente si indagano lo stile manganelliano dell’autrice e i rapporti con lo stesso Manganelli, che accolse favorevolmente il romanzo, inoltre vengono riportate le lettere con Calvino, Davico Bonino e Einaudi precedenti alla pubblicazione. Infine Stoja analizza le varianti dei manoscritti per stabilirne la datazione e dedica una prima analisi al carteggio Cerasa-Corti.
Pag. 11-47
 


SAGGI VARI

GIUSEPPE SANDRINI, "Guerra del '15" di Giani Stuparich: scritura e riscrittura di un diario

Il saggio ripercorre le successive edizioni del diario di guerra di Giani Stuparich dalla prima pubblicazione del 1931, con sottotitolo Dal taccuino di un volontario. Il ritrovamento del primo taccuino scritto in guerra, avvenuto nel 2011 presso la Biblioteca civica Attilio Hortis di Trieste, permette di ricostruire le varie fasi compositive del libro. Le carte del diario (ottobre 1913-febbraio 1915) non sono solo testimonianza del periodo storico, ma tracciano anche il percorso intellettuale e privato dell’autore. Dalle prime annotazioni nasce l’idea di un “diario pubblico” da scrivere con il fratello Carlo: il conseguente processo di riscrittura si interrompe per quindici anni, fino al 1930 con la pubblicazione a puntate in rivista e successivamente con l’allestimento dell’edizione in volume. Il saggio approfondisce quindi i temi principali del diario e lo stile dell’autore.
Pag. 51-71
 


STEFANO LAZZARIN, Oltre il fantastico. Landolfi, il "Diario Perpetuo" e il Fantastico del Novecento

L’autore indaga il rapporto tra Landolfi e il genere fantastico, individuando due momenti distinti della poetica landolfiana: una prima fase di maggior adesione al genere e una seconda “manierista”. Tuttavia la sfiducia nel genere fantastico non impedisce a Landolfi di darne alcune prove anche in anni più tardi, come nel Millantatore, nella Donna coll’ombrello (entrambi del 1969), anche se più spesso la narrazione è ironica (Un paniere di chiocciole) e sono frequenti gli spunti metaletterari (Paura della paura) e metafisici (I due cugini). Infine in alcuni racconti il reale non assume i tratti tipici del fantastico, ma propone una «realtà diversa, imbarazzante» (Fantasie imprudenti), secondo le parole dello stesso Landolfi.
Pag. 73-108
 


FABRIZIO MILIUCCI, "Questo mite ma severo e indefettibile faber". Caproni recensore di Mario Luzi

L’attività di articolista di Caproni occupa un ampio numero di anni (1935-1964) e interessa la collaborazione con numerosi giornali e riviste. Il saggio analizza in particolare gli scritti su Mario Luzi, che attirò l’attenzione Caproni a partire dal 1935 per la musicalità dei versi. In questi scritti la forma è analizzata unitamente al contenuto e sono enucleati i temi fondamentali della poetica luziana. Caproni si pone come “poeta lettore di poeti”, ponendo in risalto quanto questo peculiare punto di vista condizioni i propri scritti. I toni degli scritti mutano negli anni: da un iniziale riconoscimento del valore di Luzi si passa a una comunanza che nasce dal mutato panorama letterario del dopoguerra e che si estende anche ad altri poeti come Sereni e Bertolucci.
Pag. 109-125
 


ALBERTO BRAMBILLA, I ‘mestieriʼ della scrittura. In margine agli atti di un convegno su Pietro Chiara

L’autore propone l’intervento per la presentazione degli atti del convegno Il «mago del lago». Piero Chiara a cent’anni dalla nascita avvenuta a Luino l’11 ottobre 2014. Lo scritto, oltre a porre l’accento sui più recenti studi dedicati a Chiara e sulla produzione narrativa ricca di interesse, propone una nuova prospettiva d’indagine dell’opera dello scrittore di Luino, che può essere affrontata a partire dalle numerose notizie offerte dai recenti carteggi e dall’edizione dei “Meridiani”. Inoltre è utile la compilazione di una bibliografia degli scritti giornalistici di Chiara, che può far luce sulle opere e sui rapporti intrattenuti dall’autore.
Pag. 127-138
 


LUCIA DANIELE SALAMONE, Tra paesaggi morali e città invisibili: Calvino interprete di Turner

Il saggio si sofferma sullo scritto di Calvino "Dipingeva solo nature morte", dedicato al pittore Joseph Mallord William Turner, di cui lo scrittore mette in evidenza la componente simbolica e contenutistica, focalizzando l’attenzione in particolare sullo iato tra significante pittorico e significato ideale e proponendone una lettura secondo le categorie che approfondirà nelle Lezioni americane. Salamone mette in luce le affinità tra la pittura di Turner, così come la interpreta Calvino, e Le città invisibili, di cui offre un’ampia campionatura.
Pag. 139-147
 


MARIA BORIO, Invettive e licenze e la poesia degli anni Settanta. Analisi di Il mare di soggettività sto perlustrando… di Dario Bellezza

Invettive e licenze (1971) rappresenta il momento di scarto della nuova generazione poetica. Borio individua in Il mare di soggettività sto perlustrando… un interessante esempio del mutamento dei riferimenti culturali della nuova stagione poetica (irrazionalismo, neo-individualismo, centralità dell’io, mitologia metapoetica) e del nuovo uso linguistico e metrico. Centro della poetica di Bellezza è l’«io sbudellato», attorno a cui si sviluppa il discorso metapoetico, che riproduce lo stile della confessione tipico della letteratura degli anni Settanta. La tonalità malinconica dell’intera raccolta è data dal sistematico abbassamento delle reminiscenze formali di matrice classica e dall’autobiografismo maudit. Tra i possibili modelli ispirativi Borio riconosce soprattutto Amelia Rosselli, Rimbaud e Dylan Thomas, soprattutto per la centralità dell’io, ora riproposta in modo provocatorio; proprio la forte caratterizzazione dell’io permette di inserire Bellezza all’interno del postmodernismo e collocando la sua poesia molto lontano dalla Neoavanguardia e dal materialismo intellettuale del Sessantotto.
Pag. 149-165
 


RECENSIONI

"Un compito infinito". Testi classici e traduzioni d'autore nel Novecento italiano a cura di F. Condello, A. Rodighiero

Bologna , Ed. Bononia University Press - 2015
(Alberto Comparini)
pag. 169-171

 

G. A. CAMERINO, Primo Novecento. Con analisi specifiche su Pascoli, d'Annunzio, Saba e Montale

Avellino , Ed. Sinestesie - 2015
(Luca Mendrino)
pag. 171-176

 

A. R. PUPINO, Pirandello. Poetiche e pratiche di umorismo

Roma , Ed. Salerno - 2013
(Matteo Veronesi)
pag. 177-180

 

MORAVIA, Se è questa la giovinezza vorrei che passasse presto. Lettere 1926-1940. Con un racconto inedito a cura di Grandelis

Milano , Ed. Bompiani - 2015
(Gandolfo Cascio)
pag. 180-183

 

BIAMONTI, Il romanzo di Gregorio. Testi e materiali preparatori verso "L'angelo di Avrigue" a cura di Morando

Genova , Ed. Il canneto - 2015
(Matteo Grassano)
pag. 183-185