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  STUDI E PROBLEMI DI CRITICA TESTUALE

Fondati e già diretti da R. Raffaele Spongano
Semestrale
Direttori: Alfredo Cottignoli; Emilio Pasquini; Vittorio Roda; Gino Ruozzi; Paola Vecchi.
Comitato scientifico internazionale: Zygmunt Baranski, Arnaldo Bruni, Stefano Carrai, François Livi, Giuseppe Mazzotta, Matteo Palumbo, Lino Pertile, Francesco Spera, Sabine Verhulst, Tiziano Zanato.
Responsabile di redazione: Andrea Campana.
Redazione: Rossella Bonfatti; Francesca Florimbii; Angelo Mangini; Alessandro Merci; Sebastiana Nobili; Domenico Pantone; Andrea Severi. Dipartimento di Italianistica, Università di Bologna, via Zamboni 32, 40126 Bologna.
Amministrazione: Fabrizio Serra editore, Pisa-Roma. Uffici di Pisa: via Santa Bibbiana 28 - I 56123. Uffici di Roma: Via Carlo Emanuele I 48 - 00185.
Abbonamenti: Italia: € 165,00 (privati); da € 545,00 a € 9205 (enti, con edizione online). Estero: € 265,00 (privati)
Rubriche: Saggi; Recensioni; Rassegne; Spogli.

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STUDI E PROBLEMI DI CRITICA TESTUALE


Anno 2016 - N. 92
aprile
(a cura di Clara Cardolini Rizzo)

CRISTIANO LORENZI , Un nuovo testimone per le rime di Fazio degli Uberti

Presso la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia è conservato il manoscritto latino Z 478 (=1661) contenente un codice di rime volgari di fine Trecento. L'A. si sofferma sul valore del testimone per la ricostruzione della tradizione delle canzoni "Io guardo i crespi e i biondi capelli" di Fazio degli Uberti e "Subito volontà, nuovo accidente" di Giovanni Boccaccio. In merito alla prima, il manoscritto arricchisce lo stemma di testimoni passati in rassegna dall'A. in una recente edizione critica (Ets, Pisa 2013) delle rime del poeta pisano: 'la [sua] acquisizione conferma - asserisce l'A. - la grande fortuna che la canzone ebbe fra Tre e Quattrocento'. Con vaglio critico, l'A. realizza, inoltre, l'analisi filologica, formale e contenutistica di due sonetti inediti, "Fuori d'ogni vicio, piena di ragione" e "Io maledico, donna, l'anno e 'l mese", traditi dallo stesso manoscritto marciano.
Pag. 11-23
 


SILVIA SERVENTI, 'O sopra tutti ignorante Albo': osservazioni sul laudario del Bianco da Siena

Nella seconda metà del Trecento, Bianco da Siena redige il laudario, annoverando o ponendo al centro dei suoi componimenti la figura di Maria, dedicataria di ben quindici laudi. L'A. indaga sul rapporto vigente tra l'opera e la produzione letteraria e artistica senese e, più genericamente, toscana dei secoli XIII e XIV, proponendo al lettore dei 'cenni' che 'non vogliono certo essere esaustivi, ma intendono se mai offrire materiale per un'auspicabile edizione commentata del laudario, vera miniera per gli studiosi del Basso Medioevo'. In ambito letterario, annovera il "Cantico di frate Sole" di San Francesco d'Assisi, l'"Arbor vitae" di Ubertino da Casale, le "Meditationes vitae Christi" di Giovanni de' Cauli, la "Divina Commedia" dantesca, il "Canzoniere" petrarchesco e i "Cantari" religiosi senesi di Niccolò Cicerchia, Neri Pagliaresi e Tancredi da Massa. Tra le opere artistiche, invece, rileva l'influsso della "Maestà" di Duccio da Siena e degli affreschi realizzati da Pietro e Ambrogio Lorenzetti sulla facciata dell'ospedale di Santa Maria della Scala.
Pag. 25-56
 


JUAN MIGUEL VALERO MORENO, Indicios triunfales. Petrarca, Antonio de Obregon y la imprenta castellana

Il saggio, in lingua ispanica, verte sulla traduzione spagnola in versi dei "Trionfi" di Francesco Petrarca di Antonio Obregon, editi da Arnao Guillén de Brocar a Logroño nel 1512. L'A. rileva che la traduzione dell'opera trecentesca si fonda sulla tradizione testuale italiana arricchita di elementi paratestuali di natura editoriale. Dalla disamina della versione spagnola dei "Trionfi" petrarcheschi emerge, allora, il fitto quadro di relazioni economiche e culturali tra editoria spagnola e veneziana nella prima metà del Cinquecento. Secondo l'A., 'el valor del texto de Obregon puede equipararse al de la traduccion del "Libro de Marco Polo" de Rodrigo Fernandez de Santaella o a la insuperable del "Asno de oro" de Apuleyo por Diego Lopez de Cortegana'.
Pag. 57-80
 


GIANLUCA VALENTI, Per l'edizione di un 'corpus' epistolare plurilinguistico. Note sul rapporto tra grafia e pronuncia in testi italiani del Quattrocento e del Cinquecento

Il contributo propone una disamina del progetto di ricerca EpistolART, condotto in seno all'Università di Liegi. Gli studiosi coinvolti hanno in cura una nuova e più moderna edizione dell'antologia di epistole di artisti italiani del Rinascimento curata da Johann Wilhelm Gaye, filosofo tedesco vissuto nella prima metà del XIX secolo. La raccolta, secondo l'A., si presenta molto eterogenea, cioè la 'variazione diacronica, diastratica e diatopica è estremamente elevata': lettere distanti nel tempo e composte da persone linguisticamente e socialmente diverse. L'A., quindi, tenta di stabilire quale possa essere il livello più alto di uniformazione grafica dell'edizione in oggetto, partendo dallo scambio epistolare riguardante la costruzione della facciata della fabbriceria di San Petronio a Bologna e arricchendo il 'corpus' testuale di lettere fiorentine dei secoli XIV e XV: 'lo scopo del presente articolo è proporre una riflessione metodologica su uno dei nodi problematici affrontati dal gruppo di ricerca, ossia il rapporto tra grafia e pronuncia dei testi inclusi nell'edizione'.
Pag. 81-104
 


MARGHERITA DE BLASI, Le varianti d'autore nei manoscritti delle "Osservazioni sulla tortura" di Pietro Verri

L'A. ricostruisce il testo delle "Osservazioni sulla tortura" di Pietro Verri, pubblicato postumo nel 1804, ponendo a confronto i due manoscritti conservati presso l'Archivio Verri di Milano che lo tramandano. Il primo è autografo, il secondo apografo. L'A. si concentra sulle varianti d'autore presenti nel testo, redatto nel biennio 1776-1777, e sulle modalità utilizzate per porre in risalto alcuni temi in luogo di altri: 'è probabile che con i suoi interventi l'autore puntasse non solo a inserire ritocchi stilistici, ma soprattutto a rendere più efficaci le sue argomentazioni. Nello studio delle varianti di un testo del genere bisogna, pertanto, considerare in primo luogo l'argomentazione e le scelte compiute dall'autore in tal senso'. L'apporto del manoscritto apografo alla tradizione, secondo l'A., è fondamentale per la datazione di alcune varianti e l'individuazione di una specifica fase della composizione. Le varianti d'autore sono connesse principalmente a cinque fattori: pianificazione del testo, diminuzione della presenza autoriale, aumento della precisione storica, ordine degli argomenti, enfatizzazione. Sono questi, difatti, i titoli di alcuni paragrafi del contributo.
Pag. 105-122
 


ALFREDO COTTIGNOLI, Lo stile delle passioni. L'"Ortis" e il Foscolo autocritico della "Notizia bibliografica"

L'edizione delle "Ultime lettere di Jacopo Ortis" del 1816, stampata a Zurigo, era corredata da una "Notizia bibliografica" in cui Ugo Foscolo affrontava una serie di temi letterari facendo riferimento al panorama storico-culturale sia italiano che europeo. Concordemente con altri studi, l'A. ribadisce la 'straordinaria importanza' della "Notizia" 'quale singolare esempio di autorecensione, di alta autocoscienza teorica e storica di storia e cronistoria interna del proprio romanzo epistolare e delle sue strategie narrative a un ventennio dalla sua prima ideazione (1796)'. Secondo l'A, la "Notizia" accoglie un 'mirabile bilacio' in cui Foscolo realizza una 'legittima difesa delle proprie scelte narrative e dei suoi fondamenti teorici'. 'L'apologia del proprio romanzo', realizzata da Foscolo in appendice all'edizione zurighese dell'"Ortis", è, per lo studioso, preannunciata nel 1809, nel "Saggio di novelle" e in un'orazione, documenti che, in tal senso, 'appaiono come due straordinari ipotesti'.
Pag. 123-140
 


LORENZO ABBATE, Scheda leopardiana: la minuta della lettera al Cassi

Il contributo ricostruisce filologicamente la lettera di Giacomo Leopardi al cugino Francesco Cassi di Pesaro datata 15 marzo 1819. Il testo dell'epistola è tramandato da due testimoni di cui uno autografo e l'altro antigrafo o minuta. Quest'ultimo è stato recentemente acquisito in seguito ad un'asta del 2012 battuta dalla casa Bolaffi di Torino ed è classificabile, a detta dell'A., come una 'lettera di dono' poiché 'accompagnava l'invio di una copia delle prime due canzoni leopardiane, "Sull'Italia" e "Sopra il monumento di Dante"': 'Il testo di questa lettera e la sua tradizione manoscritta - prosegue l'A. - possono fornirci alcuni elementi di riflessione circa le vie di dispersione di molti altri autografi leopardiani e soprattutto far luce su alcune tendenze dell''usus operandi' e 'scribendi' di Leopardi epistolografo'. L'A. pone a confronto i due testi, trascritti l'uno accanto all'altro, rilevandone analogie e differenze. Si sofferma sul contesto storico-culturale di produzione del testo, sulla genesi e la composizione dello stesso e sulle varianti che lo caratterizzano.
Pag. 141-151
 


VITTORIO RODA, Il ritorno del combattente nella memorialistica della Grande Guerra

Attraverso un breve cenno, nell''incipit', ai "Giorni di guerra" di Giovanni Comisso e rinvii, all'interno, tra le diverse testimonianze proposte, ad "Un anno sull'Altipiano" di Emilio Lussu e "Giornale di guerra e di prigionia" di Carlo Emilio Gadda, l'A. si sofferma sulla memorialistica della Grande Guerra (1915-1918) prodotta dai militari in licenza o congedo al termine del conflitto. Egli rileva, nell'animo dei combattenti tornati a casa, la presenza di un sentimento di soddisfazione per la concessione ottenuta e, al contempo, di frustrazione per le speranze e le attese deluse: 'Quella a cui capita di assistere è una gratificazione trascolorante, contro ogni previsione ed aspettativa, in una fenomenologia di disagio e spaesamento, dove l'atteso sfuma nell'inatteso, il noto ed il familiare nel non-familiare d'una realtà contrastante con quella immaginata, e intensamente desiderata'. Il combattente, lontano dal fronte, mostra il desiderio di ritornarvi poiché con chi resta ad aspettarlo tra le mura domestiche e cittadine non c'è comunicazione. Il reduce si sente solo e, se prigioniero di guerra, più imprigionato in casa e nel paese o nella città da cui mesi prima era andato via.
Pag. 153-169
 


FEDERICO CONDELLO, Ultime su Pavese classicista (Orazio, un po' di Esiodo e un po' di Omero)

Al centro del contributo l'edizione postuma delle traduzioni di testi greci e latini effettuate da Cesare Pavese. Passando in rassegna alcune recenti pubblicazioni, l'A. evidenzia i principali problemi connessi all'interpretazione dei testi redatti dal Pavese traduttore: 'è bene che la ricerca sia innanzitutto attenta alle carte, più che alle volatili idee. [...] sarà meglio evitare di cercare a tutti i costi, e spesso col lanternino, uno specialista di studi classici nel poeta, nello scrittore o nel traduttore Pavese'. Partendo dal repertorio online di inediti "HyperPavese", l'A. annovera la silloge esiodeo-omerica curata da Attilio Dughera (Einaudi, Torino 1981), "La Nekyia omerica" (Edizioni dell'Orso, Alessandria 2015) e la miscellanea "La 'Musa nascosta'" - volumi curati, entrambi, da Eleonora Cavallini -, e le "Odi" di Orazio curate da Giovanni Barberi Squarotti (Olschki, Firenze 2013). Rispetto a quest'ultimo, l'A. rileva la presenza di tre 'macrofenomeni' stilistici: 'l'inserzione di emistichi nella prosa della versione'; la mescolanza di grecismi, latinismi, colloquialismi, 'tessere ariostesche, leopardiane e librettistiche'; 'il gran numero di aggiustamenti, di ritocchi'.
Pag. 171-207
 


RICCARDO TESI, Rilievi su una recente "Prima lezione di storia della lingua italiana"

L'A. si sofferma sui metodi e gli strumenti della disciplina "Storia della lingua italiana" proposti nel volume "Prima lezione di storia della lingua italiana" (Laterza, Roma-Bari 2015) di Luca Serianni. Con riferimento ai risultati dei più recenti studi sul fiorentino dei secoli XIII e XIV, l'A. sostiene 'la non esistenza di quella che è stata definita l'unità storica della lingua italiana'. A riprova di ciò, ponendole a confronto, rileva le differenze vigenti tra alcune strutture grammaticali di testi canonici e quelle odierne: 'L'errore che si commette identificando le strutture grammaticali dell'italiano di oggi con quelle del fiorentino antico può essere paragonato a chi, un po' ingenuamente, prende per autentica architettura trecentesca una chiesa in stile neogotico dei tempi nostri, dove l'apparato di bifore, trifore, sesti acuti arieggia solo esteriormente i motivi costruttivi delle cattedrali medievali, ma in realtà si fonda su principi di statica completamente diversi da quelli del modello a cui s'ispira'. Da ciò scaturiscono, secondo l'A., le difficoltà che un lettore italofono incontra nell'interpretare con sicurezza, per esempio, un testo dantesco.
Pag. 209-226
 


RECENSIONI

STEFANO CARRAI, Dante e l'antico. L'emulazione dei classici nella "Commedia"

Firenze , Ed. Sismel Edizioni del Galluzzo - 2012
(Nicolò Maldina)
pag. 227-231

 

GIORGIO INGLESE, Vita di Dante. Una biografia possibile

Roma , Ed. Carocci - 2015
(Raffaele Ruggiero)
pag. 231-235

 

DOMENICO PANTONE, Benvenuto da Imola dantista 'in progress'. Un'analisi genetica del "Comentum"

Milano , Ed. Led - 2014
(Angelo Mangini)
pag. 236-240

 

GIANNOZZO MANETTI, De terremotu a cura di Daniela Pagliara

Firenze , Ed. Sismel Edizioni del Galluzzo - 2012
(Andrea Severi)
pag. 240-243

 

CHIARA BUONFIGLIOLI, La fortuna della "Philodoxeos fabula" di Leon Battista Alberti

Firenze , Ed. Polistampa - 2014
(Luca Ruggio)
pag. 243-247

 

BATTISTA SPAGNOLI, Alfonsus

Verona , Ed. Fiorini - 2013
(Angelo Piacentini)
pag. 247-250

 

LUCA D'ANTONIO DEGLI ALBIZZI, Legazione alla corte di Francia, 31 agosto 1501-10 luglio 1502 a cura di Emanuele Cutinelli-Rendina, Denis Fachard

Torino , Ed. Aragno - 2015
(Alessia Loiacono)
pag. 250-254

 

RAFFAELE RUGGIERO, Machiavelli e la crisi dell'analogia

Bologna , Ed. il Mulino - 2015
(Antonio Resta)
pag. 254-258

 

OSCAR SCHIAVONE, Michelangelo Buonarroti. Forme di sapere tra letteratura e arte nel Rinascimento

Firenze , Ed. Polistampa - 2013
(Andrea Severi)
pag. 258-262

 

Visibile teologia. Il libro sacro figurato in Italia tra Cinquecento e Seicento a cura di Erminia Ardissino, Elisabetta Selmi

Roma , Ed. Edizioni di Storia e Letteratura - 2012
(Pietro Delcorno)
pag. 262-267

 

ANTONIO LIRUTI DA UDINE, Sonetti sopra le tragedie di Vittorio Alfieri

Soveria Mannelli , Ed. Rubbettino - 2014
(Antonio Carrannante)
pag. 267-270

 

TANO NUNNARI, Le fonti storiche dei "Promessi sposi"

Milano , Ed. Centro Nazionale di Studi Manzoniani - 2013
(Arianna Giardini)
pag. 270-275

 

GIULIA CORSALINI, 'La notte consumata indarno'. Leopardi e i traduttori dell'"Eneide"

Macerata , Ed. Edizioni Università di Macerata - 2014
(Pantaleo Palmieri)
pag. 275-279

 

GIACOMO LEOPARDI, Canti a cura di Andrea Campana

Roma , Ed. Carocci - 2014
(Pantaleo Palmieri)
pag. 279-285

 

ANDREA SCARDICCHIO, 'Cittadini di mente e di cuore'. Istanze educative nella letteratura italiana dell'Otto-Novecento (Castromediano, Pirandello, Deledda)

Lecce , Ed. Pensa Multimedia - 2014
(Vincenzo Bianco)
pag. 285-289

 

WILLIAM SPAGGIARI, Carducci. Letteratura e storia

Firenze , Ed. Cesati - 2014
(Vincenzo Bianco)
pag. 289-293

 

GIOSUÈ CARDUCCI, Chiose e annotazioni inedite all'"Inferno" di Dante a cura di Stefania Martini

Modena , Ed. Mucchi - 2013
(Stefania Baragetti)
pag. 293-297

 

LORENZO TOMASIN, De Amicis tra riflessione e prassi linguistica

Lingua nostra, N° LXXIII, 2012

(Fabio Marri)
pag. 297-298

 

L'idioma gentile. Lingua e società nel giornalismo e nella narrativa di Edmondo De Amicis a cura di Giuseppe Polimeni

Pavia , Ed. Santa Caterina - 2012
(Fabio Marri)
pag. 298-301

 

GIOVANNI PASCOLI, Per Giosuè Carducci. Lezioni disperse a cura di Francesca Florimbii

Bologna , Ed. Pàtron - 2013
(Giorgio Marcon)
pag. 301-305

 

GEORGES HÉRELLE, Gabriel d'Annunzio ou théorie et pratique de la surhumanité a cura di Mario Cimini

Berna , Ed. Lang - 2015
(Alessandro Merci)
pag. 305-308

 

CARLO DIONISOTTI, GIOVANNI POZZI, Una degna amicizia, buona per entrambi. Carteggio 1957-1997 a cura di Ottavio Besomi

Roma , Ed. Edizioni di Storia e Letteratura - 2013
(Angelo Colombo)
pag. 308-312

 

GIANFRANCO CONTINI, Filologia a cura di Lino Leonardi

Bologna , Ed. il Mulino - 2014
(Tommaso Salvatore)
pag. 312-317

 

VITTORIO BODINI, Il fiore dell'amicizia a cura di Donato Valli

Nardò , Ed. Besa - 2014
(Vincenzo Bianco)
pag. 317-322

 
RASSEGNE

a cura di Alfredo Cottignoli, Emilio Pasquini

Bollettino dantesco. Per il settimo centenario, N° III-IV, 2014-2015

(Alessandro Merci)
pag. 323-326

 

DANTE ALIGHIERI, La Divina Commedia a cura di Giuseppe Camerino

Napoli , Ed. Liguori - 2014
(Elena Pederzoli)
pag. 326-328

 

Lectura Dantis Bononiensis a cura di Emilio Pasquini, Carlo Galli

Bologna , Ed. Bononia University Press - 2014
(Alessandro Merci)
pag. 328-331

 

Letture classensi a cura di Emilio Pasquini

Ravenna , Ed. Longo - 2014
(Alessandro Merci)
pag. 331-333

 

MARCO SANTORO, I Giunta a Madrid: vicende e documenti

Pisa-Roma , Ed. Serra - 2013
(Paolo Tinti)
pag. 333-337

 

CECILIA GIBELLINI, Giovan Battista Casti tra Boccaccio e Voltaire. Lettura intertestuale delle "Novelle galanti"

Lanciano , Ed. Carabba - 2015
(Edoardo Ripari)
pag. 337-339

 

LUCA MAZZONI, Fra Dante, Petrarca, Boccaccio e studi eruditi. Carteggio Giovanni Iacopo Dionisi - Bartolomeo Perazzini (1772-1800)

Verona , Ed. QuiEdit - CRES - 2015
(Rossella Bonfatti)
pag. 339-342

 

LUIGI WEBER, Due diversi deliri. Manzoni storico dei fatti della peste e della Rivoluzione Francese

Ravenna , Ed. Pozzi - 2013
(Rossella Bonfatti)
pag. 342-344

 

GIOSUÈ CARDUCCI, Nuove poesie a cura di Chiara Tognarelli

Venezia , Ed. Marsilio - 2014
(Pantaleo Palmieri)
pag. 344-346

 

ANTONIO FOGAZZARO, Piccolo mondo antico a cura di Tiziana Piras

Venezia , Ed. Marsilio - 2014
(Pantaleo Palmieri)
pag. 346-348

 

ITALO SVEVO, Una burla riuscita. Edizione critica sulla base di un nuovo testimone a cura di Beatrice Stasi

Lecce , Ed. Pensa - 2014
(Pantaleo Palmieri)
pag. 348-350

 

LUCIANO CURRERI, Misure del ritorno. Scrittori, critici e altri 'revenants'

Milano , Ed. Greco&Greco - 2014
(Alessandro Merci)
pag. 350-352