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  STUDI E PROBLEMI DI CRITICA TESTUALE

Fondati e già diretti da R. Raffaele Spongano
Semestrale
Direttori: Alfredo Cottignoli; Emilio Pasquini; Vittorio Roda; Gino Ruozzi; Paola Vecchi.
Comitato scientifico internazionale: Zygmunt Baranski, Arnaldo Bruni, Stefano Carrai, François Livi, Giuseppe Mazzotta, Matteo Palumbo, Lino Pertile, Francesco Spera, Sabine Verhulst, Tiziano Zanato.
Responsabile di redazione: Andrea Campana.
Redazione: Rossella Bonfatti; Francesca Florimbii; Angelo Mangini; Alessandro Merci; Sebastiana Nobili; Domenico Pantone; Andrea Severi. Dipartimento di Italianistica, Università di Bologna, via Zamboni 32, 40126 Bologna.
Amministrazione: Fabrizio Serra editore, Pisa-Roma. Uffici di Pisa: via Santa Bibbiana 28 - I 56123. Uffici di Roma: Via Carlo Emanuele I 48 - 00185.
Abbonamenti: Italia: € 165,00 (privati); da € 545,00 a € 9205 (enti, con edizione online). Estero: € 265,00 (privati)
Rubriche: Saggi; Recensioni; Rassegne; Spogli.

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STUDI E PROBLEMI DI CRITICA TESTUALE


Anno 2014 - N. 89
ottobre
(a cura di Clara Cardolini Rizzo)

PAOLO DE VENTURA, Cavalcanti e il suono delle 'Penne isbigottite': un (altro) 'salut' italiano?

L'A. analizza l'esigua tradizione, composta di soli quattro testimoni, che tramanda il sonetto cavalcantiano "Noi siàn le triste penne isbigotite". Alla luce dei più recenti studi, nel contributo si riconosce al testo non solo un ruolo essenziale nella costruzione del discorso amoroso del Cavalcanti ma anche nella ricostruzione del canzoniere del poeta fiorentino. Al genere dei salutz d'amor l'A. riconduce la genesi ideale del sonetto. Lo comproverebbero, a Suo avviso, alcuni elementi rintracciabili nel testo nutriti di stilemi dei saluti: lo stile colloquiale, il destinatario - Madonna in luogo dei Fedeli d'amore -, la firma del mittente e la collocazione proemiale o conclusiva del componimento rispetto al resto delle rime.
Pag. 9-31
 


RICCARDO TESI, Luoghi cruciali in Dante: 'l'antico nostro batisteo' (Par., XV 134)

L'A. analizza gli endecasillabi che chiudono la presentazione di Cacciaguida (vv.130-135) nel quindicesimo canto della terza cantica dantesca, ponendo l'accento sulla polisemia di alcuni lemmi che li compongono. Tra questi, 'Batisteo', considerato un lessema corrente piuttosto che una forma attinta dal volgare delle generazioni precedenti. Inoltre, il deittico affettivo che qualifica il 'bel San Giovanni' è, per l'A., 'nostro', lezione riportata su alcuni codici dell'antica vulgata ed erroneamente considerata, a Suo avviso, 'lectio facilior', e non 'vostro', lezione dell'edizione di riferimento citata nel saggio.
Pag. 33-45
 


ALESSIO DECARIA, Storia e tradizione della lirica fiorentina tra Dante e Petrarca. Il caso di Matteo di Dino Frescobaldi

Il contributo passa in rassegna i codici che tramandano le rime di Matteo Frescobaldi, poeta toscano del Trecento figlio di Dino. L'analisi filologica è condotta ponendo a confronto le posizioni di vari interpreti, dalle meno alle più recenti. La coerenza della storia sviluppata, attraverso una fitta serie di connessioni testuali, nel gruppo di dieci ballate rinvenibile nel codice II.II.40 della Biblioteca Nazionale di Firenze, induce l'A. ad attribuirne la paternità al Frescobaldi. Annoverato tra i tardo stilnovisti, la disamina del suo corpus poetico, consente inoltre all'A. di riflettere criticamente sulla storia e la tradizione della lirica a Firenze nel periodo in cui vissero ed operarono Dante e Petrarca.
Pag. 47-94
 


ELISA TRECCANI, Nuove prospettive sulla tenzone poetica tra Dante e Forese Donati in una recente monografia: la riprensione dei vizi

Con riferimento al volume "Dante's 'Tenzone' with Forese Donati. The reprehension of Vice" del professore Fabian Alfie, il contributo propone una disquisizione sul tramite poetico come mezzo per la riprensione dei vizi. Partendo dalla riflessione sul significato del termine 'tenzone', l'A. colloca il botta-risposta di Dante e Forese all'interno della 'poetica del brutto e dell'osceno', che caratterizza anche l'attività di rimatori precedenti come Rustico Filippi. La ripresa della posizione critica di Alfie è avvalorata dalla disamina delle nozioni di 'tenzone' e 'vituperium' rintracciabili in altre opere dantesche, quali la "Vita Nova", il "Convivio" e la "Divina Commedia". Il saggio, inoltre, si sofferma sulle connessioni filologiche, tematiche e retoriche vigenti tra i sonetti della "Tenzone" e sulla fortuna della stessa nei successivi secoli.
Pag. 95-110
 


ANGELO M. MANGINI, Per una nuova lettura di "Purgatorio" I e II

Passando in rassegna gli studi di critici che hanno individuato in Catone, nel "Purgatorio" dantesco, l'emblema della perfezione spirituale e di coloro che, al contrario, lo hanno ritenuto il detentore di virtù ulteriormente perfezionabili, l'A. ritiene che la santità dell'Uticense non sia priva di limiti e che l'atteggiamento assunto dall'Alighieri nei confronti della figura simbolo per eccellenza della libertà sia ambivalente. La "liminalità di Catone" - titolo del secondo paragrafo - si evince, a Suo dire, dall'incontro con Stazio e a partire dal contrasto tra il 'setting' purgatoriale, contraddistinto dallo scorrere di 'miglior acque' rispetto ai luoghi infernali, e il legame che con questi ultimi, attraverso la sua funzione, la sua condotta e il suo aspetto fisico, Catone intrattiene, disincarnando l'atmosfera del nuovo regno. Soffermandosi altresì sul dialogo tra l'Uticense e Virgilio, l'A. capovolge l'usuale interpretazione secondo cui le parole del poeta latino si inseriscono in un tentativo di 'captatio benevolentiae' nei confronti di Catone e, con riferimento a un passo del "Convivio", dimostra la pertinenza dell'appello virgiliano all'amore di Marzia.
Pag. 111-149
 


MARIA GIOIA TAVONI, Valla tra lettori ed editori. Su una recente raccolta di studi

L'A., evidenziando il valore e l'importanza del volume che raccoglie gli atti del convegno su Lorenzo Valla tenutosi a Prato nel 2008 e la posizione assunta nello stesso dalla Regoliosi, pone l'accento sulla produzione a stampa piuttosto che su quella manoscritta dell'umanista romano e, quindi, sul contributo fondamentale dato da editori e tipografi, oltre che dai copisti, alla diffusione delle opere del Valla, con particolare riferimento a Josse Bade e Heinrich Quentel junior. Si interroga, inoltre, su quale delle tre edizioni del 1471 sia la 'princeps' delle "Elegantiae". La disamina filologica condotta, con riferimento al testo e ai paratesti, induce l'A. a ritenere che l'edizione romana sia stata la prima ad essere pubblicata.
Pag. 151-161
 


FABIO DELLA SCHIAVA, Biondo Flavio, il Digesto e il "De verborum significatione" di Maffeo Vegio

Il saggio propone una disamina sulla "Roma instaurata", opera di Biondo Flavio rappresentante il genere storiografico in età umanista, focalizzando l'attenzione sul suo carattere topografico, antiquario e papale. L'A. evidenzia l'utilizzo del Digesto nell'indagine lessicografica e archeologica condotta da Biondo e considera, al contempo, anche il "De verborum significatione in iure" (1433), trascrizione di 850 lemmi del Digesto realizzata da Maffeo Vegio ed espressione della riflessione linguistica degli umanisti in seguito alle istanze di rinnovamento avanzate da Lorenzo Valla nelle "Elegantiae". L'A. dimostra così, partendo dal confronto tra le definizioni di 'urbs' raccolte dal lodigiano nel "De verborum significatione in iure" e quelle rinvenibili nella "Roma instaurata", che Biondo ha usufruito di lemmi del Digesto non attraverso la consultazione diretta della compilazione giustinianea ma tramite la mediazione del vocabolario giuridico allestito da Maffeo Vegio.
Pag. 163-184
 


NICOLA BONAZZI, Utopia e disincanto in Machiavelli. Riflessioni in margine agli "Scritti in poesia e in prosa" dell'edizione nazionale

L'A. utilizza come chiave di lettura del volume "Scritti in poesia e in prosa" dell'Edizione Nazionale uscito per la Salerno Editrice il sogno che Machiavelli raccontò ai suoi amici pochi giorni prima di morire, secondo l'interpretazione che dello stesso offre Roberto Ridolfi nella "Vita di Machiavelli". In sogno Machiavelli segue i dannati, non i beati. Le due schiere diventano, negli "Scritti" presi in considerazione, rispettivamente, l'emblema dell'inferno e del paradiso, cioè del buio, delle nefandezze, delle atrocità del presente e della luce, delle virtù con cui poter riscattare la condizione in cui versa l'Italia del tempo.
Pag. 185-208
 


ANDREA CAMPANA, Ipotesi di lettura sul macrotesto delle "Rime" (1600) di Celio Magno

L'A. indaga la struttura canzoniere delle "Rime" (1600) di Celio Magno mettendone in luce, attraverso un'analisi linguistica e tematica condotta sui singoli componimenti e, al contempo, intertestuale, la natura macrotestuale. Come nel "Canzoniere" petrarchesco, nella silloge Magno narra una storia: il racconto della sua conversione. Pertanto, secondo l'A., le liriche sono selezionate e disposte in ossequio ai contenuti e alle finalità del racconto esposto. La narrazione, nel canzoniere magnano, si sviluppa seguendo tre filoni tematici dominanti - il traviamento del poeta, la purificazione e la sacralità - intorno ai quali se ne addensano altri: il pessimismo - che anticiperebbe quello leopardiano -, l'amore - sensuale, di patria e per Dio -, la devozione religiosa. L'A. associa ad ogni tema alcuni testi-chiave che lo rappresentano. Così, ai Suoi occhi, il canzoniere magnano si configura come una successione di poesie pessimiste e poesie ottimiste, di liriche tetre e rime portatrici di una nuova luce, cioè di istanze controriformistiche e civili in grado di occultare e trascendere gli spetti negativi dell'esistenza.
Pag. 211-252
 


ANGELA ALBANESE, Note a margine di una nuova edizione de "Lo Cunto de li Cunti"

L'A. analizza "Lo Cunto de li Cunti", opera secentesca di Giovan Battista Basile che inaugura il racconto fiabesco come genere letterario. Dopo numerose edizioni e ristampe, la raccolta di fiabe in dialetto napoletano riscosse un più vasto successo quando ne fu realizzata la prima traduzione italiana moderna nel 1925 a cura di Benedetto Croce. Il testo crociano è dall'A. posto a confronto con la più recente edizione critica de "Lo Cunto de li Cunti" edita dalla Salerno e allestita da Carolina Stromboli, con l'intento di mettere in risalto la diversità dei due lavori in relazione al diverso tempo storico in cui sono stati realizzati e prodotti. Stromboli, secondo l'A., focalizza l'attenzione sul piano lessicale e sintattico; Croce, invece, sul metrico e ritmico.
Pag. 253-263
 


ALBERTO BRAMBILLA, Appunti sulla storia editoriale dei "Ricordi di Londra" di Edmondo De Amicis

L'A. propone una disamina sui "Ricordi di Londra" (1874) di Edmondo De Amicis, opera, a Suo avviso, rientrante tra le meno studiate e apprezzate tra i libri di viaggio dell'autore italiano ottocentesco. Il testo offre lo spunto per riflettere sull'evoluzione stilistica di De Amicis e sulle scelte editoriali effettuate rispetto alla letteratura odeporica diffusa nella seconda metà dell'Ottocento. Partendo dalla ricostruzione della genesi dell'opera, realizzata tendendo conto soprattutto delle fonti epistolari, l'A. analizza la storia editoriale e bibliografica dei "Ricordi di Londra", connettendo la sua scarsa fortuna non solo all'esiguità del testo, ma anche alla poca omogeneità e compattezza.
Pag. 265-288
 


ALFREDO STUSSI, Le "Ricerche medievali e umanistiche" di Augusto Campana

L'A. analizza le "Ricerche medievali e umanistiche" di Augusto Campana, partendo dalla recente edizione delle stesse organizzata in due tomi (t. I: 2008, t. II: 2012) e pubblicata dalle "Edizioni di Storia e Letteratura". La disamina dell'opera offre all'A. lo spunto per riflettere su alcune caratteristiche che Egli definisce 'contraddittorie' di Campana, quali, per esempio, l'eccessiva riservatezza nutrita nei confronti dei suoi testi inediti e la scarsa attenzione posta nei riguardi della loro visibilità dopo la pubblicazione. Negli "Scritti" - soprattutto del primo tomo - l'A. rileva il costante interesse di Campana per la cultura romagnola e le 'minuzie', emblema di un'attività che, a Suo dire, non conosce fasi definitivamente superate, ma 'in itinere', con il passare del tempo, cresce senza affievolimenti di interessi e rinunce.
Pag. 289-296
 


RECENSIONI

MARCO SANTAGATA, Dante. Il romanzo di una vita

Milano , Ed. Mondadori - 2012
(Sebastiana Nobili)
pag. 297-301

 

RENZO RABBONI, Generi e contaminazioni. Studi sui cantari, l’egloga volgare e la prima imitazione petrarchesca

Roma , Ed. Aracne - 2013
(Maiko Favaro)
pag. 301-306

 

ITALO PANTANI, Responsa Poetae. Corrispondenze poetiche esemplari dal Vannozzo a Della Casa

Roma , Ed. Aracne - 2012
(Mauro Marrocco)
pag. 306-309

 

ANTONIO URCEO CODRO, Sermones (I-IV). Filologia e maschera nel Quattrocento a cura di Loredana Chines e Andrea Severi

Roma , Ed. Carocci - 2013
(Alessandro Roffi)
pag. 310-315

 

GIOVANFRANCESCO PICO DELLA MIRANDOLA, La Strega, ovvero degli inganni dei demoni a cura di Ida Li Vigni

Milano-Udine , Ed. Mimesis - 2012
(Alfredo Perifano)
pag. 315-318

 

ANNA GIULIA CAVAGNA, La biblioteca di Alfonso II Del Carretto marchese di Finale. Libri tra Vienna e la Liguria nel XVI secolo

Finale Ligure , Ed. Centro storico del Finale - 2012
(Maria Gioia Tavoni)
pag. 318-321

 

VINCENZO MONTI, Saggio diviso in quattro parti dei molti e gravi errori trascorsi in tutte le edizioni del "Convito" di Dante a cura di Angelo Colombo

Bologna , Ed. Commissione per i testi di Lingua - 2012
(Andrea Scardicchio)
pag. 321-326

 

ALESSANDRO MANZONI, Scritti storici e politici a cura di Luca Badini Confalonieri

Torino , Ed. Utet - 2012
(Alfredo Cottignoli)
pag. 326-328

 

GIACOMO LEOPARDI, Volgarizzamenti in prosa 1822-1827 a cura di Franco D'Intino

Venezia , Ed. Marsilio - 2012
(Andrea Campana)
pag. 328-332

 

FRANCESCO SBERLATI, Filologia e identità nazionale. Una tradizione per l’Italia unita (1840-1940)

Palermo , Ed. Sellerio - 2011
(Alessandro Carlucci)
pag. 332-336

 

FABIO ATZORI, Alias in via Solferino. Studi e ricerche sulla lingua di Buzzati

Pisa-Roma , Ed. Serra - 2012
(Stefano Lazzarin)
pag. 337-341

 

CORRADO PESTELLI, L’universo leopardiano di Sebastiano Timpanaro e altri saggi su Leopardi e sulla famiglia

Firenze , Ed. Polistampa - 2013
(Pantaleo Palmieri)
pag. 341-346

 
RASSEGNE

ALBERTO CASADEI, Dante oltre la "Commedia"

Bologna , Ed. il Mulino - 2013
(Domenico Pantone)
pag. 347-350

 

Lectura Dantis Bononiensis a cura di Emilio Pasquini e Carlo Galli

Bologna , Ed. Bononia University Press - 2014
(Alessandro Merci)
pag. 350-353

 

UGO FOSCOLO, Antiquarj e Critici / On the Antiquarians and Critics a cura di Paolo Borsa

Milano , Ed. Ledizioni - 2012
(Andrea Campana)
pag. 353-355

 

ANNARITA ZAZZARONI, Melodramma senza musica. Giovanni Pascoli, gli abbozzi teatrali e le Canzoni di re Enzio

Bologna , Ed. Pàtron - 2013
(Francesca Florimbii)
pag. 356-358