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  STILISTICA E METRICA ITALIANA

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STILISTICA E METRICA ITALIANA


Anno 2008 - N. 8
(a cura di Magro Fabio)

SAGGI

GABRIELE BALDASSARI, Formularità del linguaggio lirico boiardesco

Attraverso un confronto con la tradizione (in particolare Petrarca e Giusto de’Conti), l’autore si propone di mettere in luce la cristallizzazione di alcuni elementi ritmico-prosodici operata da Boiardo negli “Amorum libri”. Così per le coppie o dittologie in uscita di verso, con ictus di 8a e 10a, oppure per l’endecasillabo costruito attorno ad un vocabolo sdrucciolo sotto accento di 6a.. La formularità del linguaggio lirico di Boiardo emerge con chiarezza anche nell’uso dell’apocope, soprattutto in posizione centrale, e nella predilezione di diversi costrutti (come quello formato dalla prep. a + infinito apocopato + verbo reggente posposto; oppure il quinario il cor + mi o altro pronome + verbo ecc.) che hanno insieme un valore ritmico-prosodico e sintattico-argomentativo. Baldassarri conclude con una serie di osservazioni sulle implicazioni intertestuali dei fenomeni analizzati.
Pag. 3-58
 


LAURA FACINI, Il linguaggio figurato degli "Amorum libri"

Dopo aver sottolineato la centralità del linguaggio figurato negli “Amorum libri”, l’autrice ne studia i diversi campi metaforici, con un’attenzione anche alla loro scansione nei tre libri del canzoniere e un confronto puntuale all'interno della tradizione lirica. Il fuoco d’amore, metafora petrarchesca per eccellenza, è naturalmente fondamentale nella rappresentazione della passione amorosa, e attraversa l’intero canzoniere opponendosi naturalmente al campo semantico del freddo, del ghiaccio, del gelo. Segue poi l'analisi particolareggiata delle metafore tratte dalla natura (la rosa), dal campo figurato della luminosità, degli oggetti preziosi, della fauna, per chiudere con le immagini della prigionia e della guerra d'amore.
Pag. 59-106
 


GAIA GUIDOLIN, Metrica e sintassi nella canzone amorosa del primo Cinquecento

Lo studio si occupa della metrica e della sintassi delle canzoni inserite nei libri di rime di Gian Giorgio Trissino, Pietro Bembo, Jacopo Sannazaro, Bernardo Tasso e Luigi Alamanni (34 esemplari in totale). Tenendo sempre come punto di riferimento il modello petrarchesco l'autrice analizza in particolare il rapporto che si instaura all'interno della stanza tra le partizioni metriche (piedi e sirma) e lo sviluppo della sintassi, con specifica attenzione ai casi di divaricazione tra le due strutture. Nel complesso, la varietà di soluzioni riscontrate (ben nove casi di stanze monoperiodali) non è interpretabile come ricerca di forme eversive rispetto alla tradizione, poiché si tratta pur sempre di modelli registrati dal canzoniere petrarchesco. Siamo semmai di fronte alla ricerca di “dare dignità di canone anche a quelle opzioni che in Petrarca si ritagliano uno spazio minoritario”.
Pag. 107-151
 


ATTILIO MOTTA, Il "Sabato" del villaggio di Renzo. Per una memoria manzoniana nei canti pisano-recanatesi

Dopo aver discusso alcune tra le fonti (o ‘memorie’ come del resto recita il titolo del saggio) più citate nei commenti leopardiani in relazione alla genesi del “Sabato del villaggio”, l’autore ne propone una inedita tratta dal capitolo VII dei “Promessi Sposi” (nell’edizione ovviamente del ’27). L’attacco del “Sabato” è messo a confronto, sistematicamente, con il passo manzoniano per rilevarne le identità lessicali e quelle semantiche al fine non solo di comprovare l’intertestualità, ma anche di far notare la “diversa funzionalizzazione che due grandi della nostra letteratura operano di materiali molto simili”.
Pag. 153-168
 


FELICITA AUDISIO, Carducci e la saffica: modelli ed esecuzione

Attraverso l’opera critica e di antologista di Carducci l’autrice ricostruisce il rapporto che il poeta intrattiene con la tradizione della saffica italiana stabilendo una netta predilezione per l’opera di Giovanni Fantoni. Audisio descrive poi accuratamente i principali aspetti metrici delle saffiche carducciane, distinguendole per periodo di produzione (e comprendendo l’intera opera, dalle rime giovanili a “Rime e Ritmi” a frammenti tratti dagli autografi o da pubblicazioni sparse). Si delinea così una storia della saffica carducciana, dagli esordi giovanili nel segno del settecentista Fantoni all’acquisto di una voce e di una maturità personali.
Pag. 169-215
 


MANUELA MANFREDINI, "N'ha un po' di colpa il Carducci". Sulla dieresi nella poesia italiana di fine Ottocento

Dopo aver ricordato le condizioni di ammissibilità e di inammissibilità sul piano linguistico-letterario della dieresi, l’autrice traccia un quadro degli usi meno ortodossi (in particolare la dieresi che divide i dittonghi latini, ma non solo) della figura sullo scorcio dell’Ottocento, passando in rassegna l’opera di Carducci, di D’Annunzio (ben più trasgressivo del modello carducciano, soprattutto in “Primo vere”) e di altri poeti minori di fine secolo, e fornendo di ogni tipologia individuata i contesti di riferimento per ciascun autore. Proprio la maggiore libertà introdotta da D’Annunzio (cfr. la dieresi su “lieve”) sembra aver aperto la strada alla proliferazione di usi non attestati nella tradizione (cfr. le dieresi su ‘i’ diacritiche) di poeti per cui è difficile dire dove stia l’imperizia e dove la consapevole intenzione polemica.
Pag. 217-252
 


RODOLFO ZUCCO, Paradigmi metrici mariniani

Partendo dal novenario, dalle ascendenze pascoliane o anche dal ricordo di Heine, il saggio traccia una panoramica sugli usi metrici mariniani, in particolare per quanto riguarda il profilo degli imparisillabi. I versi, dal trisillabo al tredecasillabo (con maggiore interesse per le misure centrali), sono analizzati nei ‘pattern’ accentuativi e ritmici più ricorrenti come nella loro combinazione all'interno della strofa. La tastiera metrica di Marin si rivela così in tutta la sua ricchezza, caratterizzata da un piglio sperimentale che può essere accostato a certe soluzioni sabiane. Su questa strada Zucco individua nell'alternanza di due paradigmi fondamentali – quello giambico e quello anfibrachico – gli assi portanti della metrica mariniana, mentre alcune zone si rivelano interessate da una metricità scalare, in particolare come “meccanismo regolatore delle oscillazioni mensurali”
Pag. 253-286
 


PIETRO BENZONI, Presenze sbarbariane in Caproni (e altre osservazioni stilistiche)

Dopo aver chiarito i rapporti sul piano personale e insieme storico-letterario tra Sbarbaro e Caproni, l'autore si propone di indagare nei testi gli echi e le riprese sbarbariane presenti nell'opera di Caproni. L'analisi verte sia su aspetti tematici (il padre, la lussuria) che stilistici (riprese lessicali, figure retoriche ecc.) incentrandosi in particolare su una serie di testi caproniani identificati come “liriche della perdizione”, tra cui “Didascalia” e “Epilogo” di “All Alone”, “Il becolino”, “Lamento (o boria) del preticello deriso”. Attraverso un serrato parallelo tra i due poeti si giunge non solo ad individuare i momenti di maggiore contatto ma anche quelli in cui spicca una più divergente individualità.
Pag. 287-322
 


NOTE E DISCUSSIONI

ELISABETTA MAURONI, L'ordine delle parole nei romanzi storici dell'Ottocento

Milano , Ed. LED - 2006
(Alessandra Zangrandi)
pag. 325-334

 
RECENSIONI

DAVID ROBEY, Rhythm and metre from the "Liberata" to the "Conquistata"

"The Italianist", N° 26, 2006

(Arnaldo Soldani)
pag. 337-340

 
SEGNALAZIONI

Metrica e poesia a cura di Antonio Daniele

Padova , Ed. Esedra - 2004
(Carlo Enrico Roggia)
pag. 343-344

 

PAOLO FABBRI, Metro e canto nell'opera italiana

Torino , Ed. Edt - 2007
(Gabriele Bucchi)
pag. 344-345

 

ORESTE FLOQUET, Preliminari sulla fonologia della rima nelle filastrocche: aspetti descrittivi ed interpretativi

"Strumenti critici", N° XXII, I, 2007

(Davide Colussi)
pag. 345-346

 

GUGLIELMO GORNI, Prefazione a un "Repertorio metrico" della canzone italiana dai Siciliani al Tasso

"Italique", N° IX, 2006

(Andrea Pelosi)
pag. 346-347

 

MARINA MARIETTI, JEAN-CHARLES VEGLIANTE, La "couronne" de sonnets de Folgore et Cenne à Andrea Zanzotto

"Arzanà", N° 10, 2004

(Fabio Romanini)
pag. 347-348

 

COSTANZO DI GIROLAMO, "Madonna mia". Una riflessione sui "salutz" e una nota per Giacomo da Lentini

"Cultura neolatina", N° LXVI, 2006

(Nicola Morato)
pag. 348

 

CARLO BERETTA, La tecnica della rima nelle opere volgari di Bonvesin da la Riva. Parte I: Rimario; Parte II: Studio

"Medioevo letterario d'Italia", N° 1 (2004); 2 (2005), 2004; 2005

(Fabio Romanini)
pag. 348-49

 

L'impronta del "Roman de la Rose": i gallicismi del "Fiore" e del "Detto d'Amore"

"Studi danteschi", N° LXXI, 2006

(Fabio Romanini)
pag. 349-350

 

BRUNO PORCELLI, Nome, numero, peso, tempo in "Inferno XXIII"

"Filologia e critica", N° XXXI, 2006

(Nicola Morato)
pag. 350

 

GABRIELE BALDASSARI, Unum in Locum. Strategie macrotestuali nel Petrarca politico

Milano , Ed. LED - 2006
(Luca Zuliani)
pag. 351

 

ARNALDO DI BENEDETTO, Un'introduzione al petrarchismo cinquecentesco

"Italica", N° 2, 2006

(Laura Facini)
pag. 352

 

MAIKO FAVARO, Su alcune scelte metriche di Campanella

"Italianistica", N° XXXV, I, 2006

(Laura Facini)
pag. 352-353

 

LUIGI MATT, Teoria e prassi dell'epistolografia italiana tra Cinquecento e primo Seicento. Ricerche linguistiche e retoriche (con particolare riferimento a Giambattista Marino)

Roma , Ed. Bonacci - 2006
(Sergio Bozzola)
pag. 353

 

MARIA LUISA ALTIERI BIAGI, Forme dell'ironia e moduli ironici nella scrittura di Galileo

"Atti e memorie dell'Accademia Galileiana di Scienze, Lettere ed Arti in Padova, già dei Ricovrati e Patavina", N° CXVIII, parte III, 2005-2006

(Sergio Bozzola)
pag. 353-354

 

TOBIA ZANON, Corneille nelle mani di Baretti e Paradisi ("Polyeucte", vv. 1105-1160), Traduzioni letterarie e rinnovamento del gusto: dal Neoclassicismo al primo Romanticismo, Atti del Convegno Internazionale (Lecce-Castro, 15-18 giugno 2005) a cura di Giseppe Coluccia, Beatrice Stasi

Galatina (LE) , Ed. Congedo - 2006
(Laura Facini)
pag. 354-355

 

VINCENZA PERDICHIZZI, Le "Rime" alfieriane e il "Canzoniere" petrarchesco

"Italianistica", N° XXXV, II, 2006

(Anna Bellato)
pag. 355-356

 

GIUSEPPE ANTONELLI, Il modello di Petrarca nel dibattito linguistico tra Sette e Ottocento

"Lingua nostra", N° LXVI, 3-4, 2005

(Tobia Zanon)
pag. 356

 

FRANCO GAVAZZENI, Metrica e struttura nella "princeps" dei "Canti" di Giacomo Leopardi

"Strumenti critici", N° XXI, 112, 2006

(Andrea Pelosi)
pag. 356-357

 

PIETRO GIBELLINI, "Il più grande artefice del sonetto". Restauri metrici belliani

"Rivista di letteratura italiana", N° XXIV, 3, 2006

(Anna Bellato)
pag. 357-358

 

MARINA GAGLIANO, De Petrarque à Leopardi: la canzone All'Italia

"Arzanà", N° 10, 2004

(Andrea Pelosi)
pag. 358-359

 

FABIO ROSSI, "Quel ch'è padre non è padre..." Lingua e stile dei libretti rossiniani

Roma , Ed. Bonacci - 2005
(Gabriele Bucchi)
pag. 359-360

 

ALESSIO BALDINI, "Mastro-don Gesualdo". Le forme del tempo e il romanzo storico

"Allegoria", N° 52-53, 2006

(Alessandra Zangrandi)
pag. 360

 

STEFANO TELVE, Scrivere per la musica, scrivere per il teatro: la doppia riduzione della "Lupa" di Verga

"Studi linguistici italiani", N° I, 2004

(Davide Colussi)
pag. 361

 

ENRICO DE LUCA, Recuperi metrici quattrocenteschi ne "I Medici" di Ruggero Leoncavallo

"Interpres", N° XXIII, 2004

(Davide Colussi)
pag. 361

 

CARLO CARUSO, Genesi e prima fortuna di "Pianto antico"

"Giornale storico della letteratura italiana", N° CLXXXIII, 2006

(Rodolfo Zucco)
pag. 361-362

 

CARLA CHIUMMO, "Il fringuello cieco" e la "scienza del linguaggio"

"Rivista pascoliana", N° 17, 2005

(Arnaldo Soldani)
pag. 362-363

 

Nel centenario dei "Canti di Castelvecchio", Atti del Convegno di studi indetto dall'Accademia Pascoliana San Mauro Pascoli a cura di Mario Pazzaglia

Bologna , Ed. Patron - 2005
(Luca Zuliani)
pag. 363-365

 

GUIDO CAPOVILLA, D'Annunzio e la poesia "barbara"

Modena , Ed. Mucchi - 2006
(Anna Bellato)
pag. 365-367

 

GIOVANNI COMMARE, Il sonetto italiano del Novecento

"Nuova Antologia", N° 2240, 2006

(Carlo Enrico Roggia)
pag. 367

 

NICOLETTA FABIO, Lettura di "Invernale" di Guido Gozzano

"Per leggere", N° 10, 2006

(Alessandro Lise)
pag. 367-368

 

LUIGI PAGLIA, L'itinerario della trasformazione nell'"Isola di Ungaretti

"Giornale storico della letteratura italiana", N° 600, 2005

(Piero Dal Bon)
pag. 368

 

ANTONIO GIRARDI, Saba e Giotti, italiano e dialetto

"Studi novecenteschi", N° 71, 2006

(Sergio Bozzola)
pag. 368

 

ALESSANDRO LISE, Montalismi in Umberto Saba

"Studi novecenteschi", N° 71, 2006

(Fabio Magro)
pag. 369

 

JADER BOSI, Dal "Quaderno di quattro anni" di Eugenio Montale: "Aspasia"

"Archivi del nuovo", N° 14/15, 2004

(Piero Dal Bon)
pag. 369

 

GIANFRANCA LAVEZZI, Rammendo postumo alla rete a strascico: una poesia "dimenticata" di Eugenio Montale

"Studi di filologia italiana", N° LXIV, 2006

(Sergio Bozzola)
pag. 369-370

 

GIUSEPPE ANTONELLI, La voce dei documenti nella scrittura di Maria Bellonci

"Lingua e stile", N° 2, 2006

(Alessandra Zangrandi)
pag. 370-371

 

STEFANO ZATTARIN, "Le immense cose che si erano sognate"... Costanti evocative e presenze leopardiane nella narrativa breve di Buzzati

"Italianistica", N° I, 2005

(Tobia Zanon)
pag. 371

 

DAVIDE COLUSSI, "Falso sonetto" di Franco Fortini

"Per leggere", N° 10, 2006

(Carlo Enrico Roggia)
pag. 371-372

 

PIERO DAL BON, "La macchina mondiale": tra plurilinguismo e prosa lirica

"Otto/Novecento", N° I, 2006

(Pietro Benzoni)
pag. 372

 

FABIO MAGRO, Poesia in forma di prigione. Sul sonetto di Giovanni Raboni

"Studi novecenteschi", N° 73, 2007

(Rodolfo Zucco)
pag. 372-373

 

PIETRO BENZONI, L'inceppo e l'affondo. Oralità e figure di ripetizione in Raffaello Baldini

"Strumenti critici", N° I, 2007

(Rodolfo Zucco)
pag. 373-374

 

PAOLO ZUBLENA, Un malinconico paesaggio di parole. La lingua di Francesco Biamonti, in Francesco Biamonti: le parole, il silenzio

Genova , Ed. Il Melangolo - 2005
(Fabio Romanini)
pag. 374

 

PAOLO ZUBLENA, La 'chambre verte' del feticista. Francesismi nella poesia di Ferruccio Benzoni, in Postumo a me stesso. Ferruccio Benzoni tra vita e poesia

Bologna , Ed. Patron - 2004
(Davide Colussi)
pag. 374-375

 

PAOLO ZUBLENA, Frammenti di un romanzo inesistente. La narratività nella poesia italiana recente, in Il canto strozzato. Poesia italiana del Novecento a cura di Giuseppe Langella, Enrico Elli

Novara , Ed. Interlinea - 2004
(Fabio Romanini)
pag. 375-376

 

GIULIA CALLIGARO, Teatro, una lingua in maschera. La drammaturgia 'neodialettale' e il caso di Enzo Moscato

"Strumenti critici", N° 114, 2007

(Piero Dal Bon)
pag. 376