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SCENA APERTA


Anno 2002 - N. 3
(a cura di Cècile Berger)

ÉVELYNE DONNAREL, Introduction

La Direttrice della rivista presenta i contenuti del fascicolo monografico che reca come sottotitolo "Scènes parthénopéennes".
Pag. 7-8
 


HUGUETTE HATEM, Le théâtre à Naples

Breve panorama del teatro napoletano. Fonti, tradizione, lingua, per cercare di capire la filiazione degli autori moderni e contemporanei.
Pag. 9-38
 


MARIA PIA GRANISSO, La place de l'imaginaire dans l'univers dramatique de E. De Filippo

Nel teatro di Eduardo De Filippo che rompe con l'irrazionalità del comico napoletano, l'immaginario ha tuttavia un ruolo rilevante ed è addirittura appannaggio quasi esclusivo del personaggio principale, della parte pensata per e recitata da De Filippo-attore. Questo personaggio che vive in una dimensione immaginaria è necessariamente qualcuno che sfugge il reale e, nello stesso tempo, è qualcuno di necessariamente utopista che crede nella realizzazione di un mondo perfetto, oppure è un sognatore pesuaso che le sue aspirazioni saranno un giorno realtà, o ancora è un ottimista convinto che un mondo migliore è possibile. È un uomo che crede nel cambiamento, il che sembra essere condizione necessaria perché il cambiamento abbia luogo. Per Eduardo De Filippo, la fantasia è dunque qualità indispensabile, perché l'uomo riesca a raggiungere un più alto senso etico e civile.
Pag. 39-76
 


WALTER ZIDARIC, Motivi e temi della tradizione operistica in " Filumena Marturano " di Eduardo De Filippo

Filumena Marturano occupa un posto centrale nel teatro eduardiano venendo, inoltre, a coincidere con la maturità riconosciuta della sua scrittura drammaturgica. La protagonista del dramma ha la duplice caratteristica di essere madre nonché ex prostituta, sorta, cioè, di sintesi assoluta della donna in quanto è riuscita a conciliare in sé, e in modo positivo, quelle caratteristiche estreme ed opposte - l'essere madre e l'essere puttana - che da sempre hanno caratterizzato i personaggi femminili della letteratura italiana e non. Figura eccezionale, dunque, quella di Filumena, nel panorama letterario e teatrale italiano ma che trova, tuttavia, se non un modello, almeno un precedente proprio nell'eroina di un'opera lirica: la geisha protagonista della "Madama Butterfly" pucciniana. L'opera lirica è in realtà parte integrante del background culturale di Eduardo, come risulta in particolare in questa pièce maîtresse del suo repertorio.
Pag. 77-93
 


SILVIA CONTARINI, Notes sur le théâtre de M. Santanelli en France

Lo scopo di queste semplici note è far conoscere meglio il teatro di Manlio Santanelli in Francia. Dopo una breve introduzione sulla drammaturgia napoletana contemporanea, viene presentata la teatrografia dell'autore e una rassegna stampa degli allestimenti delle sue pièces in traduzione francese.
Pag. 95-105
 


JEAN NIMIS, Spécularités dans un monde tellurique : " Uscita di emergenza " (1980) et " L'aberrazione delle stelle fisse " (1987) de Manlio Santanelli "

Il teatro di Manlio Santanelli interpretato come messa in evidenza di tremiti e faglie esistenziali. Attraverso atteggiamenti, abbinamenti e spazi rappresentati, l'autore rivela la struttura dicotomica nella percezione della realtà nei suoi personaggi. Ne risulta une tipo-topologia che tiene insieme dell'assurdo e del crudele, in cui l'ironia esplicita dei dialoghi svela l'ambiguità delle situazioni vissute. In diverse commedie di Santanelli, e più particolarmente in Uscita di emergenza e L'aberrazione delle stelle fisse, l'arco delle vicende rispecchia una filosofia della " realtà duplice ", affine al concetto di Clément Rosset.
Pag. 107-126
 


EVELYNE DONNAREL, Perspectives sur " Bellavita Carolina " (1980) de Manlio Santanelli "

Il saggio si propone di evidenziare nella commedia il paganesimo del culto di San Gennaro a Napoli alla fine della seconda guerra e le sue conseguenze psicologiche sulla protagonista. L'analisi tematica delinea i contenuti satirici sociali politici e religiosi con riferimenti precisi alla scenografia e alla messinscena.
Pag. 127-140
 


GIUS GARGIULO, La figura iconica del travestito nel teatro di G. Patroni Griffi

Patroni Griffi con la sua commedia "Persone naturali e strafottenti" del 1974 rappresenta la degradazione dei rapporti umani nella società postmoderna scegliendo come simbolo portante il travestito Maria Callas. L`intervento vuole sottolineare il modo in cui questa simbologia viene costruita in chiave camp e quindi anti-ideologica, vicina al melting-pot della dimensione esitenziale e massmediatica, vedi l`icona di Madonna, di questo nuovo millennio in sintonia con le ataviche strafottenze mediterranee.
Pag. 141-155
 


MANLIO SANTANELLI, La Polonaise, (1997)

Traduzione francese della commedia di Manlio Santanelli intitolata "I facchini".
Pag. 157-219
 


SANTANELLI MANLIO, Toi, musique assassine


Pag. 157-219