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  RIVISTA DI STUDI DANTESCHI

Semestrale
Direttore responsabile:
Enrico Malato.
Direzione: Gian Carlo Alessio, Marco Ariani, Corrado Calenda, Enrico Malato, Andrea Mazzucchi, Manlio Pastore Stocchi, Jaqueline Risset, Irène Rosier Catach, Cesare Segre.
Redattori: Luca Azzetta, Vittorio Celotto, Massimiliano Corrado, Gennaro Ferrante, Marco Grimaldi, Ciro Perna.
Rubriche: Saggi; Note e discussioni; Notizie della Edizione Nazionale dei Commenti danteschi; Rassegna di studi danteschi; Schedario.

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RIVISTA DI STUDI DANTESCHI


Anno 2016 - N. 2
(a cura di Francesco Giuliani)

MARIA SOFIA LANNUTTI, La commedia degli inganni. Processo cognitivo e registro dottrinale nel canto XXIII dell'"Inferno"

Il saggio è incentrato sull'analisi del canto XXIII dell'Inferno dantesco, dedicato agli ipocriti. La studiosa individua un’articolata rete di rispondenze e opposizioni intratestuali e intertestuali, che tiene insieme i diversi episodi e garantisce la continuità con quanto precede e quanto segue. Il tema principale, il rapporto tra apparenza e realtà, è visto in relazione con la concezione tomistica dell’intelletto e del processo cognitivo: mettendo alla prova la sua capacità di analisi razionale, che gli permette di difendersi dalle insidie insite in questa tappa del suo percorso di conoscenza, Dante prende piena coscienza della sua distanza morale dal mondo degli ingannatori e degli ingannati e acquisisce una maggiore padronanza di sè. La studiosa offre una valutazione dei diversi registri stilistici e propone una nuova interpretazione di alcuni luoghi controversi.
Pag. 225-275
 


SILVIA RIZZO, Lettura del canto XXVI dell'"Inferno"

La studiosa riprende con poche modifiche la lectura Dantis di Inf. XXVI tenuta alla Casa di Dante il 31 gennaio 2016. Nel saggio la Rizzo offre una rilettura complessiva del canto con qualche spunto di novità: la difesa di «i borni» al v. 14 contro «iborni», proposto da Antonino Pagliaro e largamente accettato dagli editori recenti, conduce a riflessioni sull'attenzione che Dante riserva ai vari aspetti degli spostamenti a piedi. Al v. 60 è segnalata una reminiscenza virgiliana finora trascurata. Inoltre, viene riesaminato il problema delle fonti, esclusivamente latine, di cui Dante disponeva per le vicende di Ulisse ed è sottolineata la rilevanza della “lettera di Penelope”, inclusa da Ovidio nelle "Heroides", per l’invenzione dell’ultimo viaggio.
Pag. 276-290
 


GIUSEPPE INDIZIO, La profezia di Cacciaguida: note sulla biografia di Dante nei primi tempi dell'esilio

Il saggio riesamina la cosiddetta profezia di Cacciaguida (Par., XVII 46-78), che rappresenta un raro caso di digressione autobiografica di Dante. Esaminata da grandi storici cd eruditi tra Otto e Novecento (Del Lungo, Torraca, Zingarelli, Barbi), la profezia del trisavolo di Dante ha fornito una base in apparenza sicura per ricostruire le vicende del poeta nei primi anni dell'esilio, in particolare la cacciata da Firenze nera con identificazione dei responsabili, in primis papa Bonifacio VIII, l’adesione al fuoruscitismo bianco e successiva esclusione infine un breve soggiorno presso Bartolomeo della Scala. Al centro dello studio si pone l'esame di vecchie e nuove ipotesi col più ampio sussidio di antiche fonti, allo scopo di dare un assetto più stabile alla biografia di Dante nei primi tempi dell’esilio.
Pag. 291-323
 


VITTORIO CELOTTO, Sondaggi sulla cultura retorica dei primi commentatori della "Commedia"

Lo studioso, attraverso l'esame delle chiose di ordine stilistico e formale di alcuni tra i più antichi commenti alla "Commedia", si propone di indagare la cultura retorica dei primi interpreti del poema, in particolare dell'anonimo autore dell'"Ottimo Commento". Inoltre, utilizzando l'esegesi scritturale di matrice agostiniana, alcune dichiarazioni dell'Epistola a Cangrande e le osservazioni dei commentatori sulla retorica dantesca, lo studioso recupera una modalità di lettura del poema fondata sulla valorizzazione delle strategie compositive come dispositivi propri della 'fictio' letteraria, necessari per comunicare al lettore verità teologiche altrimenti incomunicabili, e nel contempo indurlo ad agire rettamente nel mondo.
Pag. 324-344
 


NOTE E DISCUSSIONI

CARLO MORELLO, Ipotesi per due chiose dantesche ("Inf., XI 16-111 e XVI 106-114)

Il contributo è diviso in due parti. La prima propone una lettura di Inf, XV 16-111, in cui la mancata menzione degli eretici nell'excursus che Virgilio pronuncia sulla topografia infernale è interpretata come una sorta di chiosa al canto x, quello di Farinata. Nella seconda parte del contributo, la celebre corda che in Inf, XVI 106-114, serve a richiamare Gerione viene identificata, anche attraverso il confronto con un passo delle "Heroides" ovidiane (II 115-16) con la “zona”, ovvero la cinta virginale indossata dalle fanciulle latine.
Pag. 345-354
 


ENRICO MALATO, Il problema di Manto nella "Commedia"

Lo studioso si sofferma su Un’antica crux esegetico-testuale della "Commedia", rappresentata dalla doppia citazione di Manto, figlia dell’indovino Tiresia e indovina ella stessa. Manto è protagonista di un ampio episodio nel canto XX dell’Inferno, dove si esibisce tra i consiglieri fraudolenti dannati nella quarta bolgia di Malebolge, poi ritorna in primo piano nel canto XXII del Purgatorio, dove Virgilio annuncia a Stazio, appena sopraggiunto, che l’indovina tebana è con lui nel limbo. Esclusa, per molte ragioni, la svista dell’autore, si è pensato a lungo a un errore di tradizione, con proposte di emendamento che non reggono all'analisi più stringente. Ricostruendo tutto l’ampio quadro dei riferimenti che coinvolgono Manto, lo studioso propone qui un volontario scarto del poeta dalla linearità narrativa, unico in tutto il poema, finalizzato alla sottolineatura del cristianesimo di Stazio.
Pag. 355-364
 


STEFANO RESCONI, Dante e gli sciiti: l'Alì di Inf. XXVIII, alla luce delle possibili fonti

Lo studioso pone la sua attenzione sulla presenza nella "Commedia", nella nona bolgia dell’ottavo cerchio infernale, dell’anima di Alì ibn Abi Talib, cugino e genero di Maometto, fondatore dello Sciismo. Questa presenza parrebbe implicare, almeno agli occhi del lettore moderno, che Dante fosse a conoscenza di informazioni sulla storia antica dell’Islam decisamente eccezionali per un autore medievale. L'articolo ricostruisce un ampio panorama della circolazione europea di informazioni su Alì, cercando di individuare la tipologia di fonti più probabilmente utilizzata da Dante, alla cui luce si fornisce poi una più circostanziata interpretazione del passo infernale sul quale si incentra lo studio.
Pag. 365-388
 


ALESSIO MONCIATTI, Il cielo rappresentato. Per gli astri nella pittura in Italia al tempo di Dante

Lo studioso parte dalla considerazione che le stelle hanno nella poesia di Dante molteplici funzioni, astronomiche e psicologiche, descrittive ed estetiche, e mettono a frutto conoscenze e tradizioni diverse e stratificate. La loro rappresentazione nella pittura contemporanea, quando non è riconducibile ad una mera sigla morfologica e simbolica, lascia apprezzare una cultura analoga e funzioni comparabili, che si caratterizzano per la rinnovata disposizione all'osservazione della natura, ancorché non si esauriscano in essa. Lo studio offre una rassegna tematica e analizza in particolare opere di Pietro Lorenzetti e di Giotto. Attraverso l’approfondimento dei diversi aspetti della loro realtà pittorica e formale, l'autore le confronta con la “poesia delle stelle” di Dante e le pone in relazione all’opera di trattatisti e letterati che hanno un esplicito interesse per gli astri e accertati rapporti con le arti figurative, come Restoro d’Arezzo e Francesco da Barberino. Il tema astrale offre cosi anche un esempio eloquente della complementarietà delle arti, figurative e letterarie, e della loro connessione storica con la scienza.
Pag. 389-405
 


SILVIO MELCHIONDA, 'Antiquior' e 'recentior' a confronto: Chig. L V 167 e Pad. 2

Lo studioso, attraverso lo spoglio sistematico dei manoscritti sui loci critici fissati da Michele Barbi e da Giorgio Petrocchi, nonché alla luce di una collazione integrale della prima cantica, intende mostrare che il testo della "Commedia" contenuto nel codice 2 della Biblioteca del Seminario Vescovile di Padova, ascrivibile alla seconda metà del Trecento e collocato da Paolo Trovato all'interno della sottofamiglia g del ramo y, è almeno in parte copia o comunque affine a quello contenuto nel codice Ghigiano Latino V 167 della Biblioteca Apostolica Vaticana, i cui limiti cronologici sono collocati entro l’antica vulgata (prima metà del Trecento).
Pag. 406-412
 


MICHELE RINALDI, Pietro Alighieri, Haly Abenrudianus e le 'misure' della Terra abitabile (nota sul "Comentum" di Pietro Alighieri a Inf. XXXIV 122-26)

Il contributo esamina i rapporti tra la cosiddetta terza redazione del commento di Pietro Alighieri a Inf. XXXIV 122-126 e l'expositio di Ali ibn Ridwan sul "Quadripartitum" di Tolomeo. L'esame dei manoscritti mediolatini dell'expositio permette di emendare il testo corrotto dell'editio princeps e di riconoscere nell'autore arabo l'"Aly summus astrologus et naturalis" fonte delle osservazioni di Pietro sulle coordinate della terra abitabile.
Pag. 413-419
 


RASSEGNA DI STUDI DANTESCHI A CURA DI MASSIMILIANO CORRADO E DONATO PIROVANO. II SCHEDARIO. 1 EDIZIONI DI TESTI E STUDI PER EDIZIONI DI TESTI

VINCENZIO BUONANNI, Discorso sopra la prima cantica della "Commedia" a cura di Stefano Pavarini

Roma , Ed. Salerno Editrice - 2014
(Donato Pirovano)
pag. 420-421

 
2. CONTRIBUTI CRITICI. L'ESEGESI DELL'OPERA DI DANTE

CLAUDIO VILLA, Il pastore 'senza legge': una nota per "Inferno" XIX 83

"Giornale storico della letteratura italiana", N° 640, 2015

(Francesca Olocco )
pag. 421

 

ANDREA MOUDARRES, Diomedes' Silence: Homer, Suetonius, and Dante's Irony in "Inferno" XXVI

"Le Tre Corone", 2016

(Laura Banella)
pag. 421

 

DAVID RUZICKA, 'Scegliendo fior da fiore'. Exile, Desire and the 'Fiorentinità' of Dante's Matelda

"Le Tre Corone", 2016

(Laura Banella)
pag. 421-422

 

JOHN ALFRED SCOTT, Alcuni aspetti eterodossi del poema dantesco e la svolta ideologica segnata nel "Paradiso"

"Letteratura Italiana Antica", N° XVI, 2015

(Alessandra Chiarla)
pag. 422-423

 

CHRISTIAN MOEVS, "Paradiso" II: Gateway to Paradise

"Le Tre Corone", 2016

(Laura Banella)
pag. 424

 

GIULIA GAIMARI, Il sorriso dei beati nella "Commedia". Un'interpretazione letterale

"Lettere Italiane", N° LXVI, 2014, n. 4

(Teresa Zilio)
pag. 424

 

Dante and the Greeks a cura di Jan M. Ziolkowski

Washington , Ed. Dumbarton Oaks Rererch Library and Collection - 2014
(Giulia Beccaria)
pag. 424-426

 

Boccaccio autore e copista a cura di Teresa De Robertis, Carla Maria Monti, Marco Petoletti, Giuliano Tanturli, Stefano Zamponi

Firenze , Ed. Mandragora - 2013
(Paolo Ambrosi)
pag. 426-428

 

Dante e la sua eredità a Ravenna nel Trecento a cura di Marco Petoletti

Ravenna , Ed. Longo - 2015
(Laura Banella)
pag. 428-430

 

CHIARA SPENUSO, Quel certo "non so che". Beatrice e Dante in Botticelli

"Letteratura e arte", 2014

(Paolo Ambrosi)
pag. 430-431

 

SIMONE INVERNIZZI, Dante, Foscolo, Lombardi e Nidobeato. Il ruolo della Nidobeatina e della Lombardina nella revisione foscoliana del testo dell'"Inferno"

"Studi sul Settecento e l'Ottocento", N° 10, 2015

(Giovanni Fighera)
pag. 431-432

 

Letteratura dalmata italiana. Atti del Convegno internazionale di Trieste, 27-28 febbraio 2015 a cura di Giorgio Baroni, Cristina Benussi

Pisa-Roma , Ed. Serra - 2016
(Davide Colombo)
pag. 432-434

 

"L'Alighieri. Rassegna Dantesca", N° 45, 2015

(Laura Banella)
pag. 434-436

 

"L'Alighieri. Rassegna Dantesca", N° 46, 2015

(Laura Banella)
pag. 436-438

 

"Italianistica", N° 44, 2015

(Emmanuele Riu)
pag. 438-442

 

Dai pochi ai molti. Studi in onore di Roberto Antonelli a cura di Paolo Canettieri, Arianna Punzi

Roma , Ed. Viella - 2014
(Alessandra Chiarla)
pag. 442-445

 

RETO R. BEZZOLA, a cura di Martina Albertini, Johannes Bartuschat

Locarno , Ed. Pro Grigioni Italiani - Armando Dadò - 2015
(Eleonora Corrente)
pag. 445-446