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  RIVISTA DI LETTERATURA TEATRALE

Annuale
Direttori: Pasquale Sabbatino, Piermario Vescovo.
Comitato editoriale: Carmelo Alberti (Venezia); Rossend Arquès (Barcellona); Patricia Bianchi (Napoli); Gianni Cicali (Washington); Nicola De Blasi (Napoli); Riccardo Drusi (Venezia); Konrad Eisenbichler (Toronto); Andrea Fabiano (Parigi); Toni Iermano (Cassino); Stefano Manferlotti (Napoli); Nerida Newbigin (Sydney); Antonella Ottai (Roma); Marzia Pieri (Siena); Paola Quarenghi (Roma); Giuseppina Scognamiglio (Napoli); Franco Vazzoler (Genova); Elissa Weaver (Chicago); Susanne Winter (Salisburgo)
Rubriche: Saggi.

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RIVISTA DI LETTERATURA TEATRALE


Anno 2016 - N. 9
(a cura di Cristiana Anna Addesso)

GIANNI CICALI, Tradizione e innovazione nel teatro sacro del Rinascimento: la "Rappresentazione di San Giovacchino" (metà del secolo XVI)

L'articolo analizza la "Rappresentazione di San Giovacchino", testo teatrale (sacra rappresentazione) anonimo d metà Cinquecento, sopravvissuto in un manoscritto della Biblioteca Nazionale di Firenze. Il testo presenta caratteristiche interessanti che inducono a porsi numerose domande sull'autore, il contesto in cui fu scritta e la probabile datazione. Si ipotizza che questa sacra rappresentazione possa essere attribuita al drammaturgo Beltramo Poggi.
Pag. 9-32
 


PIERMARIO VESCOVO, 'With oaths upon your finger'. Una lettura di "The Merchant of Venice" a partire dalla sua fonte

Il saggio pone in rilievo alcuni elementi del noto testo teatrale shakespeariano "The Merchant of Venice", focalizzando l'attenzione non tanto sul personaggio di Shylock quanto su quello di Portia. L'autore si muove in direzione di una 'giurisprudenza comica' e nella ricca connessione metaforica tra i referenti dell'anello matrimoniale che si salda intorno alla carne di Bassano e del coltello che pretende di estrarre la famosa 'libbra di carne' al mercante Antonio.
Pag. 33-57
 


ALESSANDRA MUNARI, La farsa del rituale negromantico nel dramma in musica del primo Seicento

La tipologia di scena operistica più amata nel dramma in musica del primo Settecento è l'evocazione magica tinta di negromanzia. In questo saggio l'autrice si sofferma su alcuni libretti veneziani di Francesco Melosio ("Sidonio" e "Dorisbe") e di Giovanni Faustini ("Ormindo"), scelti perché esemplificativi di un diverso atteggiamento cortigiano e impresariale nei confronti dell'opera in musica. La rivisitazione della scena dell'evocazione magica è attuata attraverso una sorta di procedimento parodico, con ricadute comiche ma anche cariche di meta-teatralità.
Pag. 59-73
 


ALVIERA BUSSOTTI, Tra 'vita civile' e riforma poetica. Eroi plutarchiani e cristiani nella tragedia del primo Settecento

Prendendo spunto dalla retrospettiva offerta dal dialogo di Gennaro Parrino "Belvedere o il teatro" (1759) e dalle teorizzazioni di Ludovico Antonio Muratori e Gianvincenzo Gravina, vengono esaminati i molteplici modelli di eroe e di virtù nelle tragedie di Gravina, Annibale Marchese e Saverio Pansuti. Si dimostra che sia la trattatistica morale che la produzione teatrale diventano nel Settecento strumenti per la rigenerazione etica.
Pag. 75-85
 


LUCA FRASSINETI, Gli omaggi, le suppliche e le querele della diva al 'principe de' poeti': cinque lettere inedite di Anna Fiorilli Pellandi (con un allegato di Francesco Pimbiolo degli Engelfreddi) a Vincenzo Monti

Il saggio presenta le trascrizioni di cinque lettere inedite dell'attrice veneziana Anna Fiorilli Pellandi risalenti al biennio 1809-10. I testi sono pubblicati sulla scorta degli originali censiti nel "Primo supplemento all'epistolario di Vincenzo Monti" (Milano, 2012), annotato dallo stesso autore del saggio Luca Frassineti. Le lettere sono corredate dell'inquadramento storico-culturale, arricchite da una missiva ugualmente inedita del Monti al conte padovano Francesco Pimbiolo degli Engelfreddi, e da un adeguato commento filologico.
Pag. 87-102
 


GIULIA TELLINI, Un dramma inedito di Angelica Palli

Il saggio presenta il dramma inedito di Angelica Palli, "Le amiche rivali", conservato in un manoscritto autografo della Biblioteca Labronica "F.D. Guerrazzi". Livornese con famiglia di origini greche, la Palli è ricordata in molti studi settoriali riguardanti i salotti, il filellenismo letterario e la condizione delle donne nell'Ottocento (poetesse, giornaliste, pedagogiste), ma le sue qualità di scrittice teatrale, e in particolare il suo talento nell'impianto dei dialoghi e dell'introspezione psicologica, sono meritevoli di nuova attenzione.
Pag. 103-121
 


ROBERTO GIGLIUCCI, Idee per "L'innesto" di Pirandello

Il saggio offre una rilettura de "L'innesto" di Pirandello, seguendo due direttive d'indagine: l'ascendenza darwiniana della concezione della fecondazione incrociata (con confronti su testi presenti nella biblioteca di Pirandello di via Bosio) e la desacralizzazione del modello della sacra famiglia con possibili fonti evangeliche ed extra-evangeliche.
Pag. 123-129
 


VINCENZO CAPUTO, 'Ibridismo' e 'psicologia': "Notte di neve" di Roberto Bracco con una riflessione sulla Madonna del Rosario

Per analizzare le compresenze di italiano e dialetto, ambientanzione napoletana e dimensione nazionale nell'opera di Roberto Bracco, il saggio prende in considerazione il dramma "Notte di neve" (1905-1906). L'attenzione viene puntata inoltre su scritti minori dell'autore (lettere, prefazioni, testi giornalistici), tra i quali un articolo dedicato al Beato Bartolo Longo e al Santuario di Pompei, che permette una riflessione sugli interessi mariani di Bracco.
Pag. 131-141
 


BERNARDINA MORICONI, Un esempio di transcodifica. Dalla novella "La morsa" di Roberto Bracco al dramma "Mater purissima" di Paola Riccora

L'articolo è incentrato sulla commedia "Mater purissima" di Paola Riccora (1930), rifacimento della novella "La morsa" di Roberto Bracco. La Riccora, drammaturga dimenticata dalla critica ma molto attiva negli ambienti napoletani, operò una riscrittura attenta della novella, superando le perplessità dello stesso Bracco e apportando modifiche tali da rendere la vicenda adatta alla rappresentazione scenica.
Pag. 143-155
 


LAURA FASANI, Fra mimesi e diegesi, astrazione e scrittura. Esercizio di analisi strutturale de "Le onde" di Virginia Woolf

Il saggio propone una minuziosa analisi del romanzo sperimentale "Le onde" di Virginia Woolf (1931), un'opera che scardina ogni impianto tradizionale e intreccia differenti livelli di racconto, alternando monologhi da testo teatrale e intermezzi lirici. Servendosi della guida di Genette, viene messo in evidenza il sofisticato spostamento d'accento che la Woolf opera tra mimesi e diegesi, oscillando in una forma non codificabile e sempre interscambiabile tra narrazione, poesia e teatro.
Pag. 157-168
 


TOLJA DJOKOVIC, "L'uomo della sabbia. Capriccio alla maniera di Hoffmann". Un'opera teatrale attraverso la teoria letteraria o i superpoteri della narrazione

Il titolo del saggio trae spunto dall'omonimo spettacolo teatrale della compagnia faentina "Menoventi", risalente al 2001, la cui attitudine è lavorare sui livelli della narrazione, scegliendo per le proprie rappresentazioni strategie compositive volte a problematizzare le norme del codice. Nel saggio ci si sofferma su alcuni passaggi dello spettacolo in cui è stato possibile osservare il funzionamento teatrale di alcune figure del racconto e, attraverso Genette, le modalità con cui la compagnia ha giocato con la diegesi, il tempo, le focalizzazioni.
Pag. 169-175