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  RISCONTRI

Rivista quadrimestrale di cultura e di attualità fondata nel 1979 da Mario Gabriele Giordano.

Quadrimestrale
Direttore: Ettore Barra.
Direzione, redazione e amministrazione: Il Terebinto Edizioni - Via degli Imbimbo, 8/E -
83100 Avellino. Tel: 340/6862179 – e-mail: terebinto.edizioni@gmail.com
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Rubriche: Editoriale; Studi e contributi; Occasioni; Miscellanea; Asterischi; Recensioni.

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RISCONTRI


Anno 2018 - N. 2-3
MAGGIO-DICEMBRE
(a cura di Ettore Barra)

FRANCESCO D’EPISCOPO, "Riscontri" di vita e di cultura

Nell’articolo si ripercorre brevemente la lunga storia della testata fondata nel 1979 da Mario Gabriele Giordano. Col ricordo di alcuni episodi significativi, come la pubblicazione dello storico fascicolo su Alfonso Gatto e le arti figurative.
Pag. 7-8
 


EDITORIALE

ETTORE BARRA, Il governo dei mercati

Gli operatori finanziari e le agenzie di rating sembrano ormai monopolizzare il dibattito politico, come se nessuna azione fosse possibile senza il beneplacito dei mercati. Ma questi ultimi possono effettivamente rappresentare l’ago della bilancia dell’azione di governo? Nel testo si analizza l’origine del sopravvento dell’alta finanza sulla politica italiana ed europea.
Pag. 9-14
 


STUDI E CONTRIBUTI

ALESSANDRO RUFFO, Napoleone in Egitto. Incomprensioni e fraintendimenti agli albori dell’orientalismo moderno

Nel 1798 Napoleone pianifica la conquista dell’Egitto basandosi sui testi degli autori classici e degli orientalisti moderni, identificando in toto il paese ivi descritto con quello reale. Questa tendenza, definita “atteggiamento testuale”, gli impedisce di comprendere realmente gli egiziani contribuendo al fallimento della spedizione e impedendo l’instaurarsi di un rapporto di fiducia tra conquistati e conquistatori, fondamentale per garantire il perdurare dell’occupazione francese. La più grande mancanza si ha nei confronti dell’Islam, religione che Napoleone sfrutta per la sua propaganda in loco ma di cui contraddice, nella pratica, perfino i principi più basilari, attirandosi il sospetto e la rabbia dei fedeli musulmani. Ciononostante la Campagna d’Egitto passerà alla storia, grazie alla codificazione offertane nelle memorie di Napoleone e nella monumentale Description de l’Ègypte, come il successo che avrebbe dovuto essere invece che come il mezzo disastro che fu, contribuendo al rafforzarsi di quegli stessi stereotipi che ne erano alla base.
Pag. 15-42
 


MARCO MERCATO, Il sogno concreto. Dalla città ideale alla città reale nel secondo Quattrocento

Con il tramonto dell’età comunale e con l’avvento di nuove forme di potere, le città suscitarono un rinnovato interesse. I nuovi signori, infatti, dovevano trovare un modo per esprimere la loro legittimità e, in un contesto politico burrascoso ed incerto, uno degli espedienti migliori fu quello di intervenire sul tessuto urbano, avendo dunque l’opportunità, con la propria azione, di controllare in modo vasto e, per quanto possibile completo, la società. Le esigenze del momento diedero nuovo prestigio ad una figura, quella dell’architetto, che finì per trovarsi a metà strada tra le ambizioni del potere e le concezioni dell’Umanesimo. In pieno Quattrocento, nel vivo del fermento culturale e con una situazione politica che sembrò ad un certo punto stabilizzarsi, in molti iniziarono a pensare che una città ideale, perfetta armonia fra antico e moderno, leggi umane e leggi della natura, potesse finalmente realizzarsi e ciò trovò corrispondenza nei progetti dei principali architetti ed artisti dell’epoca. Purtroppo però, tutto questo durò soltanto pochi decenni a causa delle Guerre d’ Italia.
Pag. 43-68
 


RAFFAELE DI ZENZO, Joseph Tusiani: poeta e scrittore in quattro lingue

Questo saggio cerca di leggere nell’anima di Joseph Tusiani e capire la vita di un emigrato intellettuale, il cantore di Two Languages, Two Lands, Perhaps Two Souls? come egli stesso si domanda. Il saggio presenta anche esempi di poesie nelle quattro lingue: italiano, inglese, latino e dialetto del Gargano. Tusiani attinge la sua ars poetica dalla formazione classico-umanistica, senza mai perdere la sua italianitas. Tale poetica vuole trovare un equilibrio tra emigrazione-esilio, l’essere italo-americano, ritorno possibile-impossibile, autobiografia.
Pag. 69-120
 


JOHN BUTCHER, Remo Ceserani commentatore dell’Orlando furioso

Il presente saggio si propone di anatomizzare l’Orlando furioso commentato da Remo Ceserani (1933-2016), libro edito nel 1962 come ventisettesimo volume dei «Classici italiani», una collezione dell’Unione tipografico-editrice torinese allora diretta da Mario Fubini. L’analisi si sofferma sulle modalità con le quali il commento di Ceserani delucida i singoli lessemi, i toponimi, i periodi poetici più elaborati, i cenni autobiografici, i personaggi e le vicende di storia recente e contemporanea, la storia antica e medievale, i riferimenti biblici, di storia e tradizione cristiana nonché mitologici, le allusioni ai costumi dell’età rinascimentale, la diegesi del Furioso, le relazioni esistenti con l’Inamoramento de Orlando boiardesco, le altre fonti, gli aspetti formali, le qualità dei vari personaggi, le allusioni, i doppi sensi e le antonomasie. A uno studio approfondito il commento di Ceserani si conferma un raffinato lavoro di compilazione – risulta d’altronde agevole individuare i debiti contratti con Pietro Papini e Lanfranco Caretti – allo stesso tempo dotato di tutt’una serie di intuizioni originali e foriere di ulteriori sviluppi esegetici.
Pag. 121-138
 


OCCASIONI

DARIO RIVAROSSA, Vittorio Pica: lʼumile coraggio dellʼuomo atlante

Vittorio Pica, napoletano (1862-1930), fu tra i più importanti recensori italiani nel periodo a cavallo tra lʼOttocento e il Novecento. Già allora imperava una stampa disinformata e urlante che tirava giù giudizi a casaccio senza aver approfondito nulla. Con la sua mania per la documentazione che fosse il più accurata possibile, Pica costituiva quindi unʼeccezione quasi unica. La sua figura, e lʼimportanza estrema che ebbe nella formazione del gusto letterario in Italia in quellʼepoca, vengono ora riprese dal prof. Giorgio Villani nel saggio Un atlante della cultura europea, dove lʼ“atlante” è lo stesso Pica per il ruolo di mappatura che ebbe nei confronti delle novità e delle correnti letterarie e artistiche. In unʼepoca ben lontana dall’invenzione dellʼemail, il critico napoletano faceva il possibile per entrare in contatto diretto con gli scrittori che poi presentava a cadenza mensile su varie riviste.
Pag. 139-144
 


MISCELLANEA

FRANCESCO BARRA, Fra Diavolo e Lèopold-Sigisbert Hugo

Nel saggio si analizza l’origine della leggenda di Fra Diavolo, alias il noto brigante Michele Pezza. L’incarico di dargli la caccia fu dato al comandante Lèopold-Sigisbert Hugo, padre di Victor Hugo che per l’occasione soggiornò – giovanissimo – ad Avellino. Fu proprio Hugo – nei suoi Mémoires, dove dimostra di avere anch’egli il gusto della letteratura – ad amplificare e drammatizzare gli avvenimenti del 1806, fino a fare del suo avversario un eroe, dando quindi un contributo di prim’ordine alla creazione della leggenda di Fra Diavolo.
Pag. 145-150
 


TINA D’ANIELLO DI BENEDETTO, Scienza e tecnica nella ricerca archimedea

Nel contesto della cultura ellenistica alessandrina, il Metodo – opera breve di Archimede ritrovata nel 1907 dal professore danese Joan Ludwig Heiberg in un antico codice – permette una puntuale caratterizzazione della ricerca archimedea. Eccelso matematico e geniale ingegnere, Archimede spicca tra gli accademici alessandrini, pari ad Euclide, per le rigorose esposizioni logiche delle sue scoperte; solo all’amico Eratostene, cui è dedicato il Metodo, confida il suo approccio empirico ai problemi, il suo procedere nella ricerca con l’uso di strumenti tecnici come le bilance, le sue intuizioni di applicazioni pratiche, inconcepibili nell’ambiente della cultura alessandrina. Archimede, pertanto, si sposta in Egitto e in Sicilia, in contesti più aperti alle sue intuizioni, alle sue sperimentazioni, alle sue applicazioni pratiche. Proprio a Siracusa muore per mano di un soldato romano; la sua tomba viene ritrovata da Cicerone che la riconosce per le incisioni che riportano una sfera inscritta in un cilindro. Archimede è un autentico antesignano della fisica come scienza che – dopo quasi due millenni – nascerà in Italia, grazie al genio di Galileo Galilei.
Pag. 151-156
 


LORENZO MORI, Il pericolo ottomano in Europa. Giovanni III Sobieski e l’assedio di Vienna

A partire dalla fine del XV secolo, gli ottomani si erano mostrati pericolosamente vicini ai confini della Confederazione polacco-lituana, dando inizio ad una lunga serie di guerre fra polacchi e turchi che si svilupperanno soprattutto nel corso del ’600. La Polonia alla metà del XVII secolo era ancora lo stato regionale più temibile della zona centro-orientale del continente, anche se il secolo successivo avrebbe visto un rapido indebolimento del paese e soprattutto la perdita della sua indipendenza. Nonostante ciò, il ’600 viene considerato un secolo di grande crisi per il paese. Spesso in guerra contro i numerosi vicini (Prussia, Russia, Svezia, Turchia, nonché cosacchi e tartari), e senza il sostegno di adeguate riforme statali che stavano investendo i paesi dell’Europa occidentale, la Polonia alla fine del secolo dovette affrontare l’ultima grande stagione di offensive ottomane. A riequilibrare la turbolenta situazione negli ultimi decenni del ’600 contribuì la brillante ascesa militare del nuovo monarca Giovanni III Sobieski (1674-1696).
Pag. 157-174
 


MARIO LOSCO, Cinque nuove indagini crociane

Con questi cinque interventi l’Autore cerca di indagare una serie di aspetti dell’opera filosofica del Croce che, si può dire, sono coordinati da un filo conduttore: la questione del rapporto tra molteplicità e unità, tra idealismo e storicismo, tra empirismo e idealismo dal momento che, a parere dell’A., la filosofia del Croce è un dipanarsi tra esigenze empiriche ed esigenze trascendentali in una problematicità e inconcludenza sostanziali. Il saggio su la interpretazione crociana del Tessitore cerca di porre in evidenza il legame, strettissimo in Croce, tra il momento della storia pragmatica e il momento della risoluzione di essa nella sintesi categoriale.
Pag.
 


ASTERISCHI

FRANCESCO D’EPISCOPO, Decadenza della cultura

Nell’asterisco “Decadenza della cultura” si sottolinea la grave scissione venutasi a creare tra cultura e imprenditoria, che aveva dato rilevanti risultati nel nostro Paese, nel corso del Novecento, come basterebbe a dimostrare la straordinaria esperienza di Adriano Olivetti e la collaborazione, ad esempio, di Leonardo Sinisgalli ad importanti aziende.
Pag. 175-188
 


RECENSIONI

MARIO GABRIELE GIORDANO, Una lanterna accesa. Aforismi vagabondi

, Ed. Il Terebinto Edizioni - 2017
(Giuseppina Di Luna)
pag. 189-192

 

MAX LOBE, La Trinità Bantu. Viaggio nella Svizzera di Max Lobe

, Ed. 66thand2nd - 2017
(Arianna Cerusa)
pag. 193-197

 

CARLO CRESCITELLI, Viaggio nei Seventies. Gli anni Settanta di Carlo Crescitelli

, Ed. Il Terebinto Edizioni - 2017
(Mariella Zarrilli)
pag. 197-199