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QUADERNI DEL '900
Annuale
Direttori scientifici: Carlo Chiarenza (California State University, Long Beach); Stefano Giovanardi (Università del Molise, Campobasso). Caporedattrici: Tiziana Morosetti (Alma Mater Studiorum –Università di Bologna); Laura Vitali (Università di Roma “Tor Vergata”).
Coordinamento: Stati Uniti: Clarissa Clò (San Diego State University); Clorinda Donato (California State University, Long Beach); Teresa Fiore(California State University, Long Beach). Italia: Francesca Andreotti (Università di Perugia); Silvia D’Ortenzi; Simona Mancini.
Amministrazione: Fabrizio Serra editore, Pisa-Roma. Uffici di Pisa: via Santa Bibbiana 28 - I 56123. Uffici di Roma: Via Carlo Emanuele I 48 - 00185. fse@libraweb.net
Abbonamenti: Italia: € 70,00 (privati); € 165,00 (enti, con edizione on-line). Estero: € 140,00 (privati); € 195,00 (enti, con edizione on-line). Fascicolo singolo: € 260,00.
Rubriche: [Saggi].
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QUADERNI DEL '900
Anno
2008 - N.
8
(a cura
di
Stefano Marcelli )
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LUCIA STRAPPINI,
Introduzione
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Lucia Strappini presenta un numero monografico intitolato "Fortuna del mito nel teatro e nella letteratura italiana del secondo Novecento", curato da Simona Mancini e Laura Vitali.
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Pag. 9-11
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LAURA VITALI,
Fortuna dell' ''Orestea'' nel teatro della seconda metà del Novecento: Pasolini, Gassman, Lucignani, Ronconi, Stein
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Il saggio offre un'articolata riflessione intorno alla presenza della trilogia tragica degli Atridi nel teatro italiano della seconda metà del Novecento. Nella prima parte del contributo si eviscerano i motivi fondamentali dell'incontro di Pier Paolo Pasolini con il capolavoro di Eschilo, tradotto in maniera non ortodossa rispetto ai dettami della Filologia e assunto come modello ideale di riferimento nella stesura del "Manifesto per un nuovo teatro" (1968). Successivamente vengono analizzati tre degli allestimenti maggiormente significativi dell'Orestea nel secondo Novecento: quello con la regia di Vittorio Gassman e Luciano Lucignani (Siracusa,1960), quello diretto da Luca Ronconi (Belgrado, 1972) e quello diretto da Peter Stein (Berlino, 1980).
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Pag. 13-61
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EUGENIO MURRALI,
''I sogni di Clitennestra" di Dacia Maraini: eredità di Eschilo, suggestioni moderne e autobiografiche
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Murrali mette a fuoco la figura di Dacia Maraini, con il suo femminismo impegnato, all'interno della produzione teatrale italiana degli anni '60 e '70 del Novecento, concentrandosi in particolar modo sul lavoro "I sogni di Clitennestra" (scritto nel 1978 e rappresentato per la prima volta nel 1980). A suo giudizio attraverso un dialogo serrato ed appassionato con la trilogia eschilea ed in particolare tenendo sempre presente la scena del sogno di Clitennestra nelle "Coefore", la Maraini concepisce e licenzia un testo permeato suggestivamente dall'attività onirica dei personaggi e dominato dal tema fondamentale del contrasto tra matriarcato e patriarcato.
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Pag. 63-88
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LUCA LA PIETRA,
''La serata a Colono'' di Elsa Morante: il dramma della conoscenza
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L'articolo esamina l'unica opera teatrale di Elsa Morante, "La serata a Colono" (1968), in particolare soffermandosi sul motivo della presenza di citazioni, reminescenze e suggestioni sofoclee e del mito classico di Edipo nel testo. Attraverso il ricorso ai toni di una "parodia seria" la Morante si concentra sul motivo fondamentale della colpa, che scaturisce dall'aspirazione dell'uomo alla conoscenza, che dunque non può essere che fonte di scacco esistenziale e di dolore. Successivamente il testo della Morante e le sue riflessioni intorno al mito ed alla storia vengono confrontate con la riscrittura pasoliniana del mito di Edipo e con la concezione leopardiana della civiltà come regressione da uno stato di primigenia felicità.
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Pag. 89-101
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GIOVANNI GRECO,
'The Body in Pain': la morte di Eracle (Sofocle, "Trachinie", vv. 983-1274) in "Affabulazione" di Pasolini (VI Episodio)
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Il saggio propone un'indagine intorno alla presenza delle "Trachinie" di Sofocle all'interno di "Affabulazione" di Pasolini. Dopo aver enfatizzato come questa scelta appaia singolare, vista la scarsissima rilevanza accordata a questo testo sofocleo in precedenza, ci si concentra sul finale della tragedia, dominato dalla figura straziata dalla sofferenza di Eracle, "body in pain" per antonomasia, scelto da Pasolini quale paradigma della sua concezione del corpo quale unica apertura dell'uomo sul mondo. Infine viene analizzata la riflessione pasoliniana intorno al motivo del Padre e del Figlio e la sua rilettura drammatica del "complesso di Laio".
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Pag. 103-120
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SIMONA MANCINI,
Eco del mito classico nella produzione dell'ultimo Ungaretti
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Il contributo presenta una disamina della presenza di figure e temi della mitologia classica all'interno del tardo corpus poetico di Ungaretti, che per le vicende della sua errabonda e travagliata esistenza viene paragonato egli stesso ad un novello Ulisse. Dopo aver insistito sulle figure di Didone e Palinuro così come compaiono all'interno dei versi de "La Terra Promessa", si conclude analizzando la presenza in Ungaretti della figura di Ulisse e del motivo dell'esistenza come viaggio in perenne ricerca di un approdo.
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Pag. 121-133
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MARGHERITA MESIRCA,
Lo sguardo di Penelope: anamorfosi del mito in "Itaca per sempre"
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La Mesirca si sofferma sul rapporto instaurato da Luigi Malerba nel suo romanzo "Itaca per sempre" (1997) con la narrazione mitica delle vicende di Ulisse e Penelope, sottolineando come l'autore, grazie all'inserimento del divenire nella dimensione fisica e psichica dei personaggi, riesca a modernizzarla.
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Pag. 135-142
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NOVELLA PRIMO,
Alcesti. Riscritture italiane del mito
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Il contributo indaga sulla presenza della tragedia di Alcesti nella produzione teatrale italiana del secondo Novecento; in primo luogo viene analizzata l'opera di Alberto Savinio "Alcesti di Samuele" (1949), in cui il mito antico viene incarnato dalla tragica figura di Teresa Schlee, ebrea suicidatasi in seguito alle leggi di Norimberga. Successivamente ci si sofferma sul testo "Alcesti o la recita dell'esilio" di Giovanni Raboni (2002).
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Pag. 143-150
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APPENDICE
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FABIO PIERANGELI,
'Edipus', il mito, la storia del teatro
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Il saggio esamina la "Trilogia degli Scarozzanti" (1973-1977) di Giovanni Testori e la presenza al suo interno di alcuni tra i personaggi più importanti nella storia del teatro di tutti i tempi: Edipo, Amleto e Macbeth. Uso espressionistico della lingua e rilettura di figure mitiche teatrali all'interno della società contemporanea caratterizzano questo lavoro dell'autore lombardo.
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Pag. 153-166
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ARIANNA CACCIAMANI,
Bibliografia essenziale
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Il contributo intende fornire una bibliografia essenziale di riferimento sul tema della presenza del mito nella letteratura e nel teatro italiani del Novecento e sugli autori trattati nei contributi (Savinio, Ungaretti, Pasolini, Morante, Maraini, Malerba, Testori).
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Pag. 167-172
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