Le riviste presenti

 

 

 

 


  PRASSI ECDOTICHE DELLA MODERNITÀ LETTERARIA

Annuale
Direttore:
Alberto Valerio Cadioli (Università degli Studi di Milano).
Responsabile editoriale: Virna Brigatti (Università degli Studi di Milano).
Comitato scientifico: Christian Del Vento (Université Sorbonne Nouvelle - Paris 3), Paolo D'Iorio (Institut des Textes et Manuscrits Modernes (CNRS / École normale supérieure)), Bruno Falcetto (Università degli Studi di Milano, Italia), Giuseppe Frasso (Università Cattolica, Milano), Maria Antonietta Grignani (Università degli Studi di Pavia), Paola Italia (Sapienza - Università di Roma), Giulia Raboni (Università degli Studi di Parma), Carla Riccardi (Università degli Studi di Pavia), Niccolò Scaffai (Université de Lausanne), William Spaggiari (Università degli Studi di Milano), Paolo Squillacioti (Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)).
Redazione:Stefania Baragetti (Università di Friburgo), Claudia Bonsi (Università degli Studi Milano Bicocca), Maria Rita Mastropaolo (Università degli Studi di Milano), Giulia Ravera (Università degli Studi di Milano), Maria Villano (Scuola Normale Superiore), Monica Zanardo ( Institut des textes et manuscrits modernes (ITEM) - Centre national de la recherche scientifique (CNRS)).
Rubriche: Saggi e accertamenti testuali, Convegni e incontri aperti, Osservatorio sulle edizioni critiche, Rassegne e cronache.

 

 

 Consulta gli altri fascicoli della rivista:

PRASSI ECDOTICHE DELLA MODERNITÀ LETTERARIA


Anno 2018 - N. 3
(a cura di Virna Brigatti)

ATTI DEL CONVEGNO «MANZONI E ALTRI GRANDI POSTILLATORI TRA SETTE E OTTOCENTO»

DONATELLA MARTINELLI, Presentazione

Il convegno "Manzoni e altri grandi postillatori tra Sette e Ottocento" (Parma, Università degli Studi, 16 aprile 2018) ha sollecitato una riflessione intorno alle pratiche di lettura ed appropriazione dei testi da parte degli autori, resa possibile dallo studio dei marginalia. Il confronto tra il modus operandi manzoniano e l'attività di altri postillatori, ha permesso infatti di risalire ad alcune pratiche condivise tra gli autori - seppur in contesti molto differenziati - e di conoscere più a fondo i 'cantieri di lavoro' di alcune figure di rilievo della letteratura sette-ottocentesca, in una prospettiva italiana ed internazionale.
Pag. 5-7
 


GILLIAN PINK, Voltaire marginalista: una classificazione tipologica delle sue tracce di lettura

L'articolo presenta una rassegna dei diversi tipi di postille e tracce di lettura che si trovano nei libri della biblioteca personale di Voltaire, conservata presso la Biblioteca Nazionale di Russia (San Pietroburgo). Un'attenzione particolare è riservata alle postille mute, meno studiate sinora rispetto alle postille verbali, e che pongono maggiori problemi interpretativi. Dopo aver proposto una distinzione tra macro e micromarginalia, prendiamo in considerazione le postille di reperimento, le postille critiche, le postille autobiografiche e, infine, le postille di riscrittura.
Pag. 9-28
 


CHRISTIAN DEL VENTO, Come leggeva e postillava Alfieri: le postille «di soglia» tra 'estrazione' e 'marginalizzazione'

Il saggio, a partire da alcune considerazioni generali sulle pratiche di estrazione e di postillazione con cui Alfieri lesse e studiò i libri della sua biblioteca in relazione al nuovo regime tipografico e alla moltiplicazione delle pratiche di lettura che si affermano tra il '600 e il '700 (lettura intensiva/estensiva, silenziosa/a voce alta, estrazione/marginalizzazione), presenta il caso particolare delle postille di «soglia». Queste postille sopperiscono all'assenza di alcuni elementi peritestuali, 'ordinano' il testo e trasformano il suo supporto fisico, il volume, nel punto di incontro tra la stampa e il manoscritto, nel luogo in cui si dipana il processo di creazione letteraria. Attraverso alcuni esempi, si mostrerà come lo studio delle postille offra informazioni preziose sul metodo di lavoro di Alfieri, e sul tasso di intenzionalità con cui lo scrittore riordinò il suo archivio letterario e circoscrisse, in seno ai suoi libri, la sua 'biblioteca d’autore', offrendo ai posteri un riscontro della veridicità della ricostruzione che della sua carriera letteraria offre nella "Vita".
Pag. 29-80
 


MONICA ZANARDO, Alfieri e i testi di lingua

L'articolo affronta le annotazioni depositate da Vittorio Alfieri nei margini e nelle carte di guardia di libri legati a questioni linguistiche. Si propone un percorso cronologico, dalle annotazioni dei primi anni della 'conversione' alfieriana alla letteratura, fino alle postille della maturità. Particolare attenzione è rivolta alle annotazioni del periodo 1778-1779, in cui Alfieri condusse studi intensivi della lingua italiana. Quattro tipi di annotazione sono descritti: postille lessicali, razionalizzazione di grammatiche e testi teorici, osservazioni grammaticali e postille «petulanti». Alfieri continuò a studiare l'italiano lungo tutto l’arco della sua vita: ma il modo in cui annotava i testi di lingua è cambiato nel tempo parallelamente al raggiungimento della piena competenza linguistica.
Pag. 81-108
 


CLAUDIA BONSI, «La miglior lezione è sempre quella del buon giudizio»: Monti postillatore dell'"Eneide" del Caro

Dopo un breve profilo di Monti lettore e postillatore, si fornisce in questo contributo l'edizione di una serie di postille inedite di mano montiana riportate su una copia di lavoro dell’edizione Sonzogno dell’"Eneide" del Caro (Triv. G 715), testimone di una versione precedente a quella definitiva. È l'occasione per ricostruire la storia dell'edizione e del protocollo filologico cui si conforma.
Pag. 109-138
 


ARNALDO BRUNI; ILARIA MANGIAVACCHI; ALESSANDRO PECORARO, Le postille foscoliane alla "Chioma di Berenice" nell'edizione Gambarin

Il contributo ricostruisce i criteri ecdotici cui si attenne Giovanni Gambarin nella sua edizione della traduzione foscoliana della "Chioma di Berenice" di Catullo, e delle relative postille d'autore (1972). Dalla collazione fra l'edizione e il postillato originale conservato alla Biblioteca Marucelliana di Firenze (R. E. 151), emerge la figura di uno studioso pronto a rinnovare le prassi filologiche del tempo, introducendo l'apparato critico e reintegrando nell'opera la traduzione dell’epistola a Ortalo, scorrettamente espunta dall'editore precedente.
Pag. 139-157
 


CHIARA PIOLA CASELLI, Note sul postillato del "Discorso sul testo della Commedia di Dante" di Foscolo e commento di una postilla 'quacchera'

La copia livornese della princeps del "Discorso sul testo della "Commedia" di Dante" di Foscolo è un caso esemplare di volume postillato dallo stesso autore. Il saggio propone un primo esame delle postille in esso contenute e delle soluzioni editoriali adottate nell'"Edizione Nazionale". Si concentra quindi sul commento di una postilla autografa che offre nuovi spunti interpretativi sulla concezione foscoliana di Dante riformatore religioso e sui rapporti del poeta con la comunità quacchera negli ultimi anni del suo soggiorno londinese.
Pag. 159-183
 


FRANCO D'INTINO, La «purità» della pagina a stampa. Leopardi postillatore a distanza

Il saggio cerca di spiegare le ragioni per le quali Leopardi non usava postillare i propri libri, che facevano parte di una Biblioteca di famiglia raccolta e conservata religiosamente dal padre Monaldo. Le pochissime eccezioni si giustificano con la necessità di correggere errori. Il dialogo con gli autori dei libri che leggeva avviene in altro modo: con la trascrizione all'interno di un manoscritto di passi selezionati, che poi vengono commentati e annotati.
Pag. 185-203
 


SABINA GHIRARDI, Le postille manzoniane al "Dictionnaire des proverbes français" di Pierre de la Mésangère

Il contributo propone la presentazione e il commento di una selezione delle postille manzoniane al "Dictionnaire des proverbes français" di Pierre de la Mésangère (1823). Si tratta di postille di natura linguistica in quanto Manzoni, appoggiandosi ancora a francese e milanese, cerca, con l'aiuto della Crusca, di trovare l’equivalente italiano (o meglio, toscano) dei proverbi postillati. La postillatura del volume, per quanto interrotta a metà circa, rappresenta una preziosa testimonianza della precoce consapevolezza manzoniana dei segmenti di lingua da indagare per il romanzo: il confronto delle postille con la cosiddetta "Seconda minuta" ("Gli sposi promessi") dimostra infatti che molti dei proverbi postillati trovano accoglienza proprio in questa fase redazionale.
Pag. 205-232
 


DONATELLA MARTINELLI, Dalle orecchie di lettura ai collettori: nel cantiere manzoniano delle postille di lingua

La biblioteca di Manzoni, uno dei grandi postillatori dell'Ottocento, è ora oggetto di un nuovo esaustivo censimento inteso a rilevare la presenza di postille e segni di lettura. Tutta la varia tipologia dei marginalia sarà presto accessibili sul nuovo portale Manzoni online, che offrirà agli studiosi nuove opportunità di ricerca. Lo studio saggia un versante poco esplorato di cui è ora possibile dar conto (quello delle 'orecchie di lettura'), e attraverso questo fenomeno marginale, difficile da censire e valutare, tenta una ricostruzione delle modalità di studio e di schedatura, da parte del Manzoni, dei testi di lingua.
Pag. 233-263
 


SAGGI E ACCERTAMENTI TESTUALI

BARBARA TANZI IMBRI, Per l'edizione dei "Sermoni" di Giuseppe Zanoja

La curiosità per i "Sermoni" di Giuseppe Zanoja, pubblicati a Milano nel 1809 a cura di Giuseppe Bossi, nasce da un equivoco che indusse alcuni illustri letterati contemporanei ad attribuire uno dei componimenti al Parini. L’errore rivela il valore tutt'altro che mediocre della poesia dello Zanoja, giustificando l’interesse per una nuova edizione delle satire, basata sullo studio della tradizione manoscritta e a stampa, che si propone di riscoprire un poeta poco conosciuto, ma significativo nel quadro della tradizione che riprese la lezione del grande poeta del "Giorno".
Pag. 267-296
 


ALBERTO CADIOLI, «Architetture di carta». La 'forma dell'edizione' in alcuni libri di Giacomo Leopardi

Giacomo Leopardi fu molto attento alle caratteristiche delle edizioni che trasmettevano i suoi testi e i testi del passato, soprattutto quelli da lui curati, discutendo con gli stampatori gli aspetti della messa in pagina, della grafia, della correzione, delle modalità di stampa e persino della carta. Questo saggio, studiando le indicazioni date da Leopardi per la pubblicazione dei propri libri, permette di porre in rilievo, da un punto di vista nuovo, l'immagine che lo scrittore aveva dei propri testi e dei lettori che voleva raggiungere.
Pag. 297-319
 


ELENA PIERAZZO, Il testo è morto: lunga vita ai testi

L'articolo si interroga sulla relazione fra la tecnologia digitale e l'emergere di un rinnovato interesse per il dettato testuale trasmesso dalle fonti primarie e il conseguente aumento delle edizioni diplomatiche. Dall'analisi della testualità multiforme del periodo medioevale, si passa alla rassegna delle motivazioni sociali, economiche e culturali che hanno portato all'elaborazione dell’idea del Testo Unico, messo in discussione dall'avvento del digitale.
Pag. 321-344
 


STEFANIA BARAGETTI, Le rime di Giuseppe Parini: problemi testuali

Parallelamente alla pubblicazione delle "Odi" (1791), Giuseppe Parini predispose, con la collaborazione dell'allievo Agostino Gambarelli, una raccolta di proprie poesie disperse (ms. Ambrosiano III.4), composte in un lungo arco di tempo; la silloge avrebbe dovuto costituire una sorta di pendant delle giovanili "Poesie di Ripano Eupilino" (1752). Alla morte di Gambarelli (1792), Parini avviò un ampio processo di revisione del 'quaderno', con cassature e correzioni che ne alterarono la fisionomia originaria; ma il progetto editoriale non ebbe seguito. Il presente contributo è relativo all'assetto testuale di un segmento significativo del III.4, che comprende quindici componimenti di vario metro (poi ridotti a dodici), il più importante dei quali (dal punto di vista filologico) è la conclusiva cicalata "I Ciarlatani" (1762-1763).
Pag. 345-365
 


CONVEGNI E INCONTRI APERTI

CLAUDIA BONSI, Liste lessicali e nascita di un lessicografo: il caso di Vincenzo Monti

Le liste lessicali presenti all'interno dell'avantesto della "Proposta di alcune correzioni ed aggiunte al Vocabolario della Crusca" (1817-1826) di Vincenzo Monti permettono di lumeggiare alcuni meccanismi di formazione del pensiero lessicografico e linguistico del poeta da un punto di vista inedito.
Pag. 369-383
 


FILIPPO FONIO, De quelques avant-textes et épitextes inédits du "Martyre de saint Sébastien" de Gabriele d'Annunzio: une genèse 'polycentrique' à l'œuvre

Alcuni avantesti inediti e alcuni brani del "Martirio di San Sebastiano" di Gabriele D'Annunzio: una genesi "policentrica" dell'opera Il presente contributo costituisce una versione rimaneggiata di una conferenza presentata a Parigi nel novembre del 2016. Il suo scopo principale consiste nel mostrare una serie di elementi di natura avantestuale ed epitestuale, utili a gettare le basi per la costituzione del dossier genetico del "Martyre de saint Sébastien" di Gabriele D'Annunzio. Buona parte del materiale qui discusso è inedito. Esso mette in luce in particolare la lunga gestazione e la natura composita dell’opera dannunziana.
Pag. 385-414
 


LUCIA BACHELET, Per una nuova edizione critica dei trattati politici alfieriani

Il contributo è stato proposto per la prima volta al convegno "Vittorio Alfieri: éditer, commenter, traduire" (Parigi, 16-17 febbraio 2018). L'articolo presenta la nuova edizione critica in corso di allestimento dei due trattati politico-letterari di Vittorio Alfieri, "Della Tirannide" e "Del Principe" e delle lettere". L'attenzione è focalizzata in particolare sul ms. Ferrero Ventimiglia, testimone inedito di una redazione intermedia avvenuta a Parigi nel 1789. Lo studio contribuisce alla ricostruzione della storia del testo, analizzando il rapporto fra il manoscritto e il primo abbozzo del 1777.
Pag. 415-439
 


OSSERVATORIO SULLE EDIZIONI CRITICHE

ALBERTO CADIOLI; PAOLO CHIESA; WILLIAM SPAGGIARI; STEFANO MARTINELLI TEMPESTA; ROBERTO TAGLIANI, Osservatorio sulle edizioni critiche

Ospitiamo qui il progetto dell' "Osservatorio sulle edizioni critiche" proposto da un gruppo di ricerca del Dipartimento di Studi letterari, filologici e linguistici dell'Università degli Studi di Milano, composto da Alberto Cadioli, Paolo Chiesa, Stefano Martinelli Tempesta, William Spaggiari, Roberto Tagliani. Ora il gruppo di lavoro intorno al progetto, coinvolge anche Paolo Borsa, Virna Brigatti, Massimiliano Gaggero, Rossana Guglielmetti, Giulia Ravera. Il progetto è stato presentato in un seminario tenutosi a Milano il 13 settembre 2017.
Pag. 443-451