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  POETICHE

Quadrimestrale
Comitato di redazione: Andrea Battistini; Marco Antonio Bazzocchi; Giuliana Benvenuti; Aurora Conde Muñoz; Fausto Curi; Francesco Erspamer; Carlo Gentili; Niva Lorenzini; Piero Pieri; Luca Somigli, Luigi Weber.
Redazione: Daniela Baroncini; Francesco Carbognin; Brunop Capaci; Stefano Colangelo; Filippo Milani (coordinatore); Antonio Schiavulli. Università degli Studi di Bologna, Dipartimento di Italianistica, Via Zamboni 32 - 40126 Bologna
Rubriche: Saggi.

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POETICHE


Anno 2016 - N. 1
(a cura di Lavinia Spalanca)

ÉCRIRE VERS L’IMAGE. IL MAGISTERO DI ROBERTO LONGHI NELLA LETTERATURA ITALIANA DEL XX SECOLO, A CURA DI ELISA ATTANASIO E FILIPPO MILANI

LA REDAZIONE, Introduzione

Il presente numero della rivista accoglie gli interventi presentati al convegno internazionale “Écrire vers l’image. L’empreinte de Roberto Longhi dans la littérature italienne du XXe siècle” (Paris e Amiens, 26-27-28 maggio 2015), dedicato all’esplorazione dei rapporti tra scrittura e immagine - sia in senso pittorico che cinematografico - in alcuni autori italiani del Novecento.
Pag. 3-11
 


MARCO ANTONIO BAZZOCCHI, Sopravvivenza di immagini: Roberto Longhi, le immagini, gli scrittori

Oggetto del saggio è l’intrinseco rapporto tra Roberto Longhi e gli autori che ne sono stati allievi diretti e indiretti: Bassani, Pasolini, Testori. Il metodo longhiano – come qui si dimostra - incise fortemente sugli scrittori che ne seguirono le lezioni negli anni ’30 e ’40 e ne assimilarono le peculiarità stilistiche sulle pagine di «Paragone». Il saggio mostra le notevoli affinità tra la prosa d’arte longhiana e i contributi degli scrittori che hanno attinto con originalità dal suo magistero.
Pag. 13-47
 


HERVÉ JOUBERT-LAURENCIN, L’imperturbable sagesse des femmes émancipées Pasolini et Anna Banti

Il saggio indaga il rapporto umano e critico tra Pasolini e Anna Banti, moglie di Roberto Longhi. L’amicizia fra i due scrittori ha influito largamente sulla riflessione pasoliniana, in un approccio ‘femminile’ al sapere e alla creazione.
Pag. 49-60
 


DAVIDE LUGLIO, ‘Parole inadatte ad esprimer cose che non sono nate come concetti’: Longhi relais de la ‘manière italienne’

L’articolo indaga l’incidenza del metodo filologico-critico di Longhi su Pasolini, che nello storico dell’arte ha sempre riconosciuto uno dei suoi maestri. Come qui si dimostra, il metodo longhiano s’inscrive in una ‘maniera italiana’ che guarda all’immagine come sola forma del pensiero che aderisce alla realtà, influendo sulla nozione di realismo pasoliniano.
Pag. 61-72
 


PIERRE PAUL CAROTENUTO, Pétrole et la dernière vision de Pasolini entre réminiscences et désacralisations longhiennes. Pour une analyse des composantes iconiques et visuelles du roman inachevé de Pier Paolo Pasolini

Se il romanzo incompiuto “Petrolio” si può considerare la sintesi dei miti e degli anti-miti pasoliniani, esso costituisce al contempo un osservatorio privilegiato per analizzare gli apporti della critica d’arte longhiana alla cultura figurativa dell’autore e al suo ‘visibile parlare’, anche a partire dal suo apparato iconico e visionario.
Pag. 73-100
 


RICCARDO GASPERINA GERONI, Veder(si) allo specchio: Carlo Levi e la poetica del ritratto

Oggetto del saggio è il rapporto tra la produzione figurativa e quella letteraria di Carlo Levi. Ci si sofferma in particolare sulla centralità del genere del ‘ritratto’ nell’elaborazione poetico-teorica dell’intellettuale torinese, dal preciso significato ideologico e antifascista. Secondo Levi – come qui si dimostra – solo attraverso l’incontro tra se stesso e l’altro raffigurato è possibile dar vita al reale, inteso come luogo in cui l’io riconosce nell’alterità la propria identità.
Pag. 101-124
 


NIVA LORENZINI, I luoghi di Bertolucci: trame di colore sulle aritmie della memoria

Dopo avere investigato i ricordi degli anni trascorsi da Bertolucci come allievo di Longhi, l’autrice dell’articolo indaga il rapporto luce-ombra nella sua poesia, da “Sirio” (1929) a “La camera da letto” (1984-1988), verificando l’influsso longhiano sulla lettura ‘visiva’ della realtà di Bertolucci.
Pag. 125-137
 


FRANCESCO GALLUZZI, Il “romanzo storico” del Manierismo, di (e con) Roberto Longhi

In un rapporto indissolubile fra letteratura e ricerca storica, Longhi ha assunto la tipologia del ‘romanzo storico’ manzoniano come modello di costruzione storiografica, nell’ambito del dibattito anni Cinquanta sulla figura dello scrittore lombardo. L’autore dell’articolo ricostruisce pertanto i tasselli di questa concezione della storia dell’arte come romanzo storico, ripercorrendone le influenze sullo stesso Longhi e su alcune personalità di letterati/storici dell’arte a lui vicini.
Pag. 139-162
 


MARIA RIZZARELLI, L’ordine delle equivalenze: Sciascia e la critica d’arte

La studiosa, indagando il consistente corpus degli scritti sciasciani dedicati alle arti, ne individua la predilezione per una linea figurativa e per alcuni interpreti e, al contempo, la contiguità con le “Proposte per una critica d’arte” di Roberto Longhi. Attraverso alcuni esempi particolarmente significativi, il presente saggio focalizza alcune costanti stilistiche dei saggi sciasciani dedicati alle arti, nella confluenza fra parola e immagine.
Pag. 163-188
 


RICCARDO DONATI, Narrare con ‘la forma delle ombre’: la lezione di Roberto Longhi ne “Il ponte della Ghisolfa” di Giovanni Testori

Oggetto del saggio è l’influsso di Roberto Longhi, maestro di vita e di stile, sull’opera di Giovanni Testori. Si analizza pertanto l’influsso longhiano, soprattutto a livello di strategie autoriali e tecniche narrative, sulle prime prove creative dello scrittore lombardo come “Il ponte della Ghisolfa”: l’impiego di strategie luminotecniche di derivazione pittorica contribuisce infatti a creare l’atmosfera torbida e tormentata in cui si svolgono le vicende del libro.
Pag. 189-213
 


ELISA ATTANASIO, Parise e il visibile: il ‘sentimento dei sensi’

Il presente contributo indaga il ruolo del dato visivo nell’opera di Goffredo Parise, soprattutto attraverso il confronto con la pittura di Filippo De Pisis. Si delinea così un itinerario dominato dal motivo dello sguardo, a partire da “Il ragazzo morto e le comete, romanzo cinematografico e teatrale, fino ai “Sillabari”, dove il dato visivo è in funzione di una più ampia indagine percettiva.
Pag. 215-235
 


FILIPPO MILANI, Giorgio Manganelli: grammatica dell’informale

La convergenza tra letteratura e arte informale – di cui Francesco Arcangeli, allievo di Longhi, è stato il maggior teorizzatore in Italia – è fondamentale per gli scrittori sperimentali degli anni Cinquanta e Sessanta. In questa prospettiva va inteso – come qui si dimostra - il sodalizio artistico tra Giorgio Manganelli e il pittore informale Gastone Novelli, legato alla medesima volontà di esplorare le potenzialità nascoste dell’informe e dell’indistinto, alla ricerca di nuovi ‘altrove’ linguistici sulla pagina e sulla tela.
Pag. 237-270