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  OTTO / NOVECENTO

Quadrimestrale
Direzione scientifica: Giuseppe Farinelli.
Comitato scientifico: Giorgio Bàrberi Squarotti (Univ. di Torino); Maria Cristina Benussi (Univ. di Trieste); Alberto Cadioli (Univ. di Milano); Angelo Colombo (Univ. di Besançon); Anna Dolfi (Univ. di Firenze); Anna Folli (Univ. di Ferrara); François Livi (Univ. Paris-Sorbonne); Francisco López (Univ. Iberoamericana Ciudad de México); Antonio Lucio Giannone (Univ. del Salento); Alfredo Luzi (Univ. di Macerata); Nicola Merola (Univ. della Calabria); Aldo Morace (Univ. di Sassari); Franco Musarra (Univ. di Leuven); Salvatore Nigro (Univ. Iulm di Milano); Deirdre O’Grady (Univ. College Dublin); Angelo Pupino (Univ. Orientale di Napoli); Silvio Ramat (Univ. di Padova); Giuseppe Savoca (Univ. di Catania); Giuseppe Zaccarua (Univ. del Piemonte Orientale).
Redazione: Ermanno Paccagnini; Angela Ida Villa.
Rubriche: Saggi; Note; Recensioni.

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OTTO / NOVECENTO


Anno 2014 - N. 1
Gennaio / Aprile
(a cura di Paolo Senna)

SAGGI

PIER ANGELO PEROTTI, Religiosi minori nei "Promessi sposi"

Nei "Promessi sposi", oltre alle figure principali di ecclesiastici, Don Abbondio, Fra’ Cristoforo, il Cardinal Federigo Borromeo e la Monaca di Monza, compaiono altri religiosi minori. L’attenzione dell’autore si sofferma proprio su di essi, sottolineandone le differenti e variegate caratteristiche. Di alcuni, e tra di essi ricordiamo il Padre guardiano del convento dove si rifugia Fra’ Cristoforo dopo l’uccisione del rivale nel duello, così come il Padre provinciale dei Cappuccini che va a discorrere col Conte Zio, e la badessa del convento che parla col padre di Gertrude per decidere del futuro della sventurata, si sottolineano l’ipocrisia e l’asservimento al potere. Di altri, come ad esempio Fra’ Fazio, confratello di Fra’ Cristoforo nel convento di Pescarenico, l’estremo rispetto delle regole dell’ordine unito a una certa dose di ingenuità. Un mondo multiforme, quello dei religiosi nella visione manzoniana, che viene lucidamente analizzato dall'autore.
Pag. 5-20
 


FERNANDO MOLINA, Appunti e testimonianze sulla ricezione di Fogazzaro in Spagna

Nel 1908 veniva pubblicata in Spagna, ad opera di Ramón Tenreiro, la prima traduzione del romanzo di Fogazzaro "Il Santo", uscito in Italia tre anni prima. Il saggio di Molina analizza la ricezione di Fogazzaro (la cui opera era stata fino a quel momento pressoché ignorata nella nazione iberica) a partire dalla pubblicazione della versione spagnola del romanzo, a cui seguì la traduzione di quasi tutta l’opera dell’autore vicentino, la cui fama venne accresciuta dalla condanna del suo romanzo all’Indice. I maggiori diffusori della fortuna di Fogazzaro in Spagna furono José Ortega y Gasset e Miguel de Unamuno.
Pag. 21-36
 


AMEDEO BENEDETTI, Contributo alla biografia di Tommaso Casini (1859-1917)

L’autore esamina la figura di Tommaso Casini, allievo di Carducci presso l’ateneo bolognese negli stessi anni di Giovanni Pascoli, Severino Ferrari e Guido Mazzoni. Le relazioni di Casini con Carducci e gli altri condiscepoli non si interruppero quando Casini si spostò a Firenze per specializzarsi in filologia, ma proseguirono per anni, come testimoniano parecchi scambi epistolari. Pur dedicandosi a tempo pieno all’insegnamento, fino a raggiungere la carica di Provveditore agli studi, continuò a pubblicare saggi e articoli su riviste. Suo fu l’articolo inaugurale del "Giornale Storico della Letteratura italiana" nel 1883, nel 1884 fu cofondatore della "Rivista Critica della Letteratura Italiana" e nel 1897 ideatore della celebre collana "Biblioteca Storica del Risorgimento", presso la Società editrice Dante Alighieri.
Pag. 37-60
 


AGATA IRENE DE VILLI, Movenze d’eterno. Bontempelli tra Leopardi e Nietzsche

Il saggio discute la particolare interpretazione che Bontempelli diede di Leopardi in occasione del discorso commemorativo del 1937, stampato l’anno successivo con il titolo di “Leopardi: l’‘uomo solo’”. Bontempelli sottolinea con decisione il radicale pessimismo del pensiero leopardiano, spinto da una concezione di marca fondamentalmente platonica, e, sulla scorta della lettura che Nietzsche fece dello stesso Leopardi, dipinge il Recanatese come “un ultraidealista platonico-cristiano”. Questo discorso costituisce una spia teorica della prospettiva filosofica bontempelliana che già nel “Purosangue” era giunto al “superamento del nichilismo passivo leopardiano, per approdare ad un vitalismo di stampo nietzschiano”, inaugurando una nuova “religione della vita”, che non risulta determinata dalla concezione della morte come regno del nulla, ma da una prospettiva più ampia del tempo, in grado di contemplare la “ripetizione infinita” dell’esistenza.
Pag. 61-79
 


DALILA TASSONE, Sulla lingua di Calvino riscrittore di fiabe

Il saggio intende esaminare, dal punto di vista lessicale e sintattico, la lingua utilizzata da Calvino nelle "Fiabe italiane". L’interesse dell’autrice si focalizza inizialmente sull’intento programmatico esposto nell’introduzione all’opera, dove Calvino afferma di aver attinto testi da quelli che egli considera i più grandi raccoglitori di fiabe italiane, da nord a sud. Tassone esamina, quindi, quattro fiabe per ogni raccolta, giungendo ad una serie di conclusioni sulle scelte lessicali di Calvino (ad esempio, l’adattamento del linguaggio originario ad un pubblico di bambini, omettendo termini a loro non adatti) e sintattici (come l’adozione di una sintassi breve, lineare, ed un’accurata scelta dell’interpunzione).
Pag. 81-104
 


NOTE

MARCO BALZANO, Sull’amor proprio leopardiano

Il saggio analizza il concetto di amor proprio in Giacomo Leopardi, confrontandolo con la visione che Jean-Jacques Rousseau aveva dello stesso concetto. A differenza di quest’ultimo, la visione leopardiana è semplificata e lineare nel suo essere una concezione completamente negativa: l’amor proprio è qualcosa di totalmente incapace di operare senza danneggiare il prossimo. Strettamente connesso all’amor proprio vi è poi l’odio, che ne diviene un elemento opposto e speculare.
Pag. 107-120
 


MANFRED GIAMPIETRO, "Un été a Lucques". Ovvero, storia di uno 'stimabilissimo giovane', dai 'pregi che vanno ben al di là della sua arte'

Nel saggio si esamina l’opera di Theodor von Döhler Un été a Lucques (pubblicata a Milano nel 1844), biografia dell’autore, virtuoso della musica, attraverso la lettura che ne fa Fabrizio Papi nella sua monografia sull’artista edita da Pacini Fazzi nel 2001. Si tratta di un affresco storico, oltre che di una biografia, dal quale emerge la vivacità culturale di Lucca. Scalata sociale del pianista tedesco (nato nel 1814 a Napoli, dove suo padre era maestro di cappella) alla nobiltà, prima attraverso la relazione clandestina con Cristina Trivulzio, poi sposando una nobildonna russa.
Pag. 121-128
 


SONIA SCHILARDI, Su "Miramar" di Carducci. Appunti per una lettura

La nota dà un nuovo contributo all’interpretazione dell’ode carducciana "Miramar", concepita, come è noto, in seguito ad una visita del poeta al triestino Castello di Miramare, da cui trasse spunto per questo testo che delineava la tragica vicenda di Massimiliano d’Asburgo e di sua moglie Carlotta. L’autrice ripercorre le vicende editoriali dell’ode, a partire dalla pubblicazione delle prime sei strofe sul giornale triestino "Eco del Popolo", nel 1882, fino alla versione definitiva, apparsa ben undici anni dopo nell’ultima stesura delle "Odi barbare".
Pag. 129-132
 


KATIA TRIFIRO', Memoria della finzione e autobiografia della cattiva coscienza, da Italo Svevo a Beniamino Joppolo

L’autrice esamina il primo romanzo scritto da Beniamino Joppolo, "Il nido dei pazzi", tuttora inedito, alla luce de "La coscienza di Zeno", pubblicato dieci anni prima, per dimostrare quanto la lezione sveviana sia stata fatta propria dal’autore siciliano. Le similitudini vanno ravvisate nel protagonista, alter ego dell’autore che a tratti vi si sovrappone, il tema della malattia, il protagonista come antieroe, il senso di disagio nei rapporti che il protagonista ha col mondo, la narrazione spesso menzognera.
Pag. 133-148
 


PAOLO SENNA, Virgilio Giotti tra 'idealizzazione poetica' e lingua della prosa (1920-1926)

Il saggio si concentra sulla produzione in lingua italiana di Virgilio Giotti – quella che il poeta chiamava la “lingua della prosa” – che ebbe il suo sviluppo entro un arco temporale piuttosto ridotto, dal 1920 al 1926. Assunto del saggio è che l’esercizio condotto sulla lingua italiana abbia consentito a Giotti di sperimentare sia una serie di soluzioni formali sia una multiforme tastiera di generi che si riveleranno di fondamentale importanza nella ‘invenzione’ di una propria lingua dialettale. Il lavoro analizza le particolarità letterarie della prima stagione poetica e prosastica giottiana evidenziandone puntualmente le scelte e le soluzioni grammaticali, linguistiche (in particolare toscanismi e arcaismi) e stilistiche. Vengono individuati, sulla base di dati testuali, riferimenti letterari inediti, come il Tozzi di “Bestie” e il D’Annunzio sia lirico che in prosa, finora scarsamente considerati dalla critica su Giotti.
Pag. 149-159
 


BARTOLO CALDERONE, Il rosignolo di Narciso. Su Pasolini e Petrarca

La nota si sofferma ad analizzare in che modo Petrarca sia presente nell’opera pasoliniana, nella quale abitualmente si sono ricercate le influenze dantesche, dal punto di vista stilistico e lessicale. L’autore del saggio mostra quanto invece anche Petrarca sia presente nella poesia di Pasolini, fin dall’opera d’esordio "Poesie a Casarsa", attraverso l’analisi di quanto lo stesso autore friulano scriveva a Luciano Serra durante gli anni della sua formazione e della genesi dell’opera, fino agli scritti del 1974, in occasione delle celebrazioni petrarchesche.
Pag. 161-169
 


GABRIELE FEDERICI, Gli Stati Uniti di Mario Praz: una prospettiva odeporica postmoderna

La nota di Federici si sofferma ad analizzare "Il mondo che ho visto", le memorie dei viaggi in America del celebre anglista Mario Praz. L’opera conobbe due differenti edizioni pubblicate rispettivamente nel 1955 e nel 1982, a distanza di quasi trent’anni l’una dall’altra. Le scelte operate da Praz sono quelle di itinerari desueti e mete poco esplorate. La seconda edizione si rivela ancora più interessante della prima, grazie al fatto che vede accostati saggi stesi negli anni Cinquanta con altri più tardivi, con differenze stridenti che riflettono i mutamenti della società americana.
Pag. 171-178
 


MAHMOUD SALEM ELSHEIKH, Montale corregge Montale. Frammenti di una giornata speciale (Forte dei Marmi, 18 luglio 1980)

L’autore ripercorre una particolarissima giornata, quella del 18 luglio 1980, che lo vide a dialogo con Eugenio Montale a Forte dei Marmi, dove gli sottopose la versione araba di "Nuove Stanze" (per volere dello stesso Montale, infatti, e tramite l’intermediazione di Maria Corti, ad Elsheikh era stata commissionata la traduzione araba di un testo montaliano). Attraverso il ricordo e la trascrizione della registrazione audio di quella giornata, ci viene consegnato il gustoso ritratto di un pomeriggio assolato in compagnia, oltre che del poeta, di Rosanna Bettarini, curatrice dell’"Opera in versi", e della collaboratrice familiare di Montale, Gina.
Pag. 179-188
 


ULLA MUSARRA-SCHRØDER, I generi del falso in alcuni romanzi di Umberto Eco (“Il pendolo di Foucault”, “Baudolino”, “Il cimitero di Praga”)

L’articolo prende le mosse dalla discussione del rapporto tra verità e finzione nei saggi di Umberto Eco e in particolare in “Falsi e contraffazioni” in cui l’autore ha messo a fuoco le funzioni del falso letterario. In seguito l’autrice esamina il falso inteso “come motivo narrativo” in tre romanzi echiani: “Il pendolo di Foucault”, “Baudolino” e “Il cimitero di Praga”. In essi “il falso appartiene a vari generi e ha esiti diversi”, andando di pari passo con i tratti caratteriali dei diversi soggetti che lo costruiscono. Tra i generi rappresentati quello più frequentato è quello della contraffazione ex nihilo, ossia in cui l’oggetto originale non esiste o, se anche è esistito, è ormai perduto.
Pag. 189-201
 


RECENSIONI

GABRIELE D'ANNUNZIO, In Toscana. Appunti a cura di Ermanno Paccagnini

Milano , Ed. Edizioni di Otto/Novecento - 2013
(Sefania Triachini)
pag. 205-207

 

AA.VV., FuturPRismi: Rifrazioni futuriste di centro e di periferia a cent'anni dal "Manifesto" di Marinetti a cura di Paolo Briganti, Andrea Briganti

Parma , Ed. UNI.NOVA - 2012
(Francesca Strazzi)
pag. 207-209

 

CRISTINA BENUSSI, GRAZIELLA SEMACCHI GLIUBICH, Marisa Madieri. La vita, l'impegno, le opere

Empoli , Ed. Ibiskos Editrice Risolo - 2011
(Brunella Baita)
pag. 209-2011

 

AA.VV., La dorata parmelia. Licheni, poesia e cultura in Camillo Sbarbaro. Atti del Convegno (Brescia, 29 febbraio-1° marzo 2008)

Roma , Ed. Carocci - 2011
(Marco Testi)
pag. 211-213

 

AA.VV., Paesaggio ligure e paesaggi interiori nella poesia di Eugenio Montale. Atti del convegno internazionale "Credo non esista nulla di simile al mondo", 11-13 dicembre 2009 a cura di Paola Polito, Antonio Zollino

Firenze , Ed. Olschki - 2011
(Carola Ludovica Farci)
pag. 213-218

 

AA.VV., Apocrifi moderni. Riscritture dei Vangeli nel Novecento e oltre a cura di Giuseppe Langella

Borgomanero , Ed. Giuliano Ladolfi Editore - 2013
(Elena Rondena)
pag. 218-221