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  OTTO / NOVECENTO

Quadrimestrale
Direzione scientifica: Giuseppe Farinelli.
Comitato scientifico: Giorgio Bàrberi Squarotti (Univ. di Torino); Maria Cristina Benussi (Univ. di Trieste); Alberto Cadioli (Univ. di Milano); Angelo Colombo (Univ. di Besançon); Anna Dolfi (Univ. di Firenze); Anna Folli (Univ. di Ferrara); François Livi (Univ. Paris-Sorbonne); Francisco López (Univ. Iberoamericana Ciudad de México); Antonio Lucio Giannone (Univ. del Salento); Alfredo Luzi (Univ. di Macerata); Nicola Merola (Univ. della Calabria); Aldo Morace (Univ. di Sassari); Franco Musarra (Univ. di Leuven); Salvatore Nigro (Univ. Iulm di Milano); Deirdre O’Grady (Univ. College Dublin); Angelo Pupino (Univ. Orientale di Napoli); Silvio Ramat (Univ. di Padova); Giuseppe Savoca (Univ. di Catania); Giuseppe Zaccarua (Univ. del Piemonte Orientale).
Redazione: Ermanno Paccagnini; Angela Ida Villa.
Rubriche: Saggi; Note; Recensioni.

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OTTO / NOVECENTO


Anno 2014 - N. 2
Maggio / Agosto
(a cura di Paolo Senna)

SAGGI

ROSSANO PANCALDI, Giacinto Ricci Signorini tra scuola, poesia e psicologia

Il saggio esamina la figura del poeta Giacinto Ricci Signorini (1861-1893) a partire dalla valutazione che ne fece Benedetto Croce nel 1913, a vent’anni dalla prematura scomparsa. Allievo di Carducci presso l’Ateneo bolognese, condivise con i più celebri condiscepoli, quali Giovanni Pascoli e Severino Ferrari, l’amore per la terra romagnola e la sofferenza causata da una serie di lutti familiari, che ne accentuarono l’indole malinconica. Ricci Signorini fu il meno fortunato e il più sconosciuto dei carducciani. Di animo sensibile, introverso e malinconico, portato per indole all’interrogazione più profonda sul significato dell’esistenza, visse in maniera faticosa e tragica gli anni di insegnamento nel Meridione, prima a Campobasso e poi a Catanzaro, per poi finalmente ritornare nella sua amata regione, a Cesena, dove insegnò fino alla morte avvenuta per suicidio nel 1893.
Pag. 5-43
 


DANIELA CANNAMELA, "La ghirlanda di stelle" di Raoul dal Molin Ferenzona: un’antologia neoalessandrina tra le opere dei corazziniani poeti 'fuori della legge'

Raoul Dal Molin Ferenzona è una figura pressoché sconosciuta nel panorama letterario novecentesco, nota principalmente, e forse quasi unicamente, per la dedica offerta a Sergio Corazzini in "La ghirlanda di stelle", una raccolta di poesie e disegni, pubblicata a Roma nel 1912 in pochissime copie, oggi difficilmente reperibili. Ferenzona, figura enigmatica, appartenente al circolo letterario che si radunava intorno all’enfant prodige Corazzini e alla sua rivista "Cronache latine", è oggi conosciuto principalmente più per le sue opere grafiche (soprattutto incisioni, ma anche xilografie, acquerelli e disegni a china) riferibili ad uno stile eclettico, che fondeva il Liberty con certe suggestioni espressioniste alla Munch ed Ensor, che per i suoi testi poetici e letterari. Il gusto per l’occulto, l’interesse per l’astrologia e per lo studio delle religioni orientali e pagane caratterizzano l’opera letteraria di Ferenzona, che rimane una figura sfuggente ad ogni arbitraria classificazione.
Pag. 45-64
 


FULVIO GRIDELLI, La Romagna nell’opera di Alfredo Panzini

Gridelli esamina gli intensi rapporti esistenti tra Alfredo Panzini e la Romagna. Nato per volere del caso a Senigallia, crebbe in una Rimini che, sebbene ancora lontana dai fasti di città turistica per eccellenza che avrebbe vissuto a partire dall’epoca fascista, cominciava ad essere meta balneare. I suoi racconti giovanili, come “Un amore cogli occhi” e “Lettera ad Emma fanciulla ideale”, nacquero dal primo distacco dall’amata terra d’origine, quando per motivi di studio fu costretto a vivere a Venezia. Nei romanzi più celebri, come “La lanterna di Diogene” e “Viaggio di un povero letterato”, la Romagna e le sue figure umili, laboriose, pratiche, sono contrapposte a Milano, città della modernità industriale e di un progresso estremo che stritola l’umanità.
Pag. 65-81
 


MYRIAM GRASSO, “Gioco d’infanzia” di Giovanni Comisso: dal manoscritto alla stampa

L’autrice ripercorre le vicende editoriali del romanzo “Gioco d’infanzia”, scritto tra il 1931 e il 1932, e ispirato dal viaggio in Estremo Oriente compiuto da Comisso tra il 1929 e il 1930. L’unico manoscritto autografo, conservato presso la Biblioteca Comunale di Treviso, attesta come il romanzo dovesse essere, nelle intenzioni iniziali di Comisso, parte di una trilogia mai realizzata. “Gioco d’infanzia” sarà pubblicato, con notevoli varianti rispetto al manoscritto, solo nel 1965 in appendice a “Amori d’Oriente”. Non essendo note stesure intermedie, l’autrice ricostruisce il processo di revisione del testo a partire dal manoscritto confrontandolo con i brani pubblicati su rivista o in raccolta e presentando ai lettori l’edizione critica di una parte significativa del testo.
Pag. 83-111
 


DIEGO BERTELLI, “Qualcosa di altrettanto preciso”: il diario nell’esperienza poetica di Bartolo Cattafi

Il saggio mette a fuoco l’abitudine di Cattafi, iniziata nel 1971, di riportare su un’agenda i momenti della propria giornata, abitudine che in breve tempo divenne un vero e proprio diario. Il poeta ne compilerà nove, uno per anno, portando avanti senza sosta scrittura diaristica e poesia. La raccolta "Segni" (1986) è quella che rivela al meglio il dialogo con i diari, perché le poesie ivi contenute sono ordinate in coerenza con la stesura delle agende e dunque rappresentano, sul piano poetico, “il recto della seconda fase creativa di Cattafi, laddove i diari ne sono più compiutamente il verso”. Bertelli offre una distesa analisi delle qualità scrittorie e contenutistiche dei diari rivelando abitudini, particolarità e vezzi dell’autore, con rilevanti elementi inediti a supporto dell’interpretazione delle liriche cattafiane.
Pag. 113-129
 


SIMONE GIORGINO, Carmelo Bene narratore: “Lorenzaccio” o la maschera del vuoto

A Carmelo Bene, scrittore anomalo e irregolare, difficilmente incasellabile, la fortuna critica non ha arriso, almeno in Italia. Da questa consapevolezze prende le mosse il saggio di Giorgino che, sottolineando la difficoltà di affrontare un autore che persegue dichiaratamente una contaminazione di generi letterari differenti (drammaturgia, saggio, romanzo, autobiografia, sceneggiatura, poesia), propone una analisi di “Lorenzaccio” (1986). Dell’opera sono indagate le fonti (la “Storia fiorentina” del Varchi, la tragedia “The Traytor” di James Shirley e “Lorenzaccio” di Alfred De Musset i), i fenomeni di intertestualità, gli aspetti tematico-stilistici con particolare riferimento alla concezione deleuziana del tempo. Ne deriva, secondo Giorgino, che Bene intenda con quest’opera proporre una giustificazione teorica della propria ricerca teatrale.
Pag. 131-150
 


NOTE

CECILIA GIOVANNELLI, Tra poesia e pittura: il “Nirvana” di Luigi Illica e “Le cattive madri” di Giovanni Segantini

L’articolo discute la lirica “Nirvana” di Luigi Illica, composta nel 1886, della quale è reso noto il testo del manoscritto conservato alla Biblioteca Passerini-Landi di Piacenza, che viene confrontato con l’edizione apparsa a stampa nel 1906. La poesia, che si presenta come una sorta di traduzione di un passaggio del poema indiano Pandjavalli, descrive la condanna di una madre ingrata e crudele. Giovanni Segantini ne propone una trasposizione pittorica in “Le cattive madri”, in cui la donna, dai tratti sensuali, è rappresentata in un bozzolo ed è legata ai rami di un albero, da cui spunta la testa di un bambino.
Pag. 153-161
 


AMEDEO BENEDETTI, Contributo alla biografia di Egidio Gorra (1861-1918)

Benedetti ricostruisce la vita di Egidio Gorra (1861-1918), studioso di natali emiliani. Dopo aver perfezionato gli studi glottologici all’estero, Gorra rientrò in Italia come insegnante dapprima al ginnasio comunale di Piacenza, poi dopo varie vicissitudini all'università di Pavia e infine all'ateneo torinese, a succedere a Rodolfo Renier. L’articolo ripercorre l’attività accademica e la produzione linguistica e critica di Gorra, pubblicando lettere inedite tratte dagli epistolari con Ascoli, D’Ancona, Monaci, Novati, Parodi, Cian (solo queste ultime già edite). Particolare attenzione è riservata alla ricostruzione della polemica con Croce, sorta all’indomani dell’assunzione della direzione del “Giornale Storico della Letteratura Italiana”.
Pag. 163-179
 


MARTA DEL BOCA, Retorica del linguaggio nelle poesie ‘storiche’ del Pascoli

L’autrice propone un’analisi degli aspetti stilistici e retorici che caratterizzano le poesie pascoliane di argomento storico, quali sono i testi dei “Poemi italici”, le “Canzoni di Re Enzio”, e i “Poemi del Risorgimento”. L’attenzione di Del Boca si concentra sul livello ‘pre-’ e ‘post-’ grammaticale, per poi spostarsi alla individuazione delle figure retoriche, in particolare di ordine, attraverso le quali Pascoli propone un recupero formale dell’antico rielaborato in modo originale. La presenza di più figure rende i brani fortemente coinvolgenti nei confronti del lettore, generando un effetto di ‘amplificazione’, in un complesso ma riuscito equilibrio fra tradizione e innovazione.
Pag. 181-194
 


BRUNO ROSSI, “La tempesta invisibile” di Dino Claudio, traguardo raggiunto dell’ascesi di uno scrittore

L’articolo mira a offrire, dopo una sintetica presentazione dell’attività letteraria di Dino Claudio, le qualità dell’opera “La tempesta invisibile”, uscita nel 2014, un romanzo in forma di diario. Lo scrittore indaga la ventura esemplare di un uomo di oggi, che avendo perduto i riferimenti religiosi e morali della giovinezza si dibatte nel dramma che nasce da rapporti sociali formali e vuoti, cercando di vivere lucidamente la propria disperazione. Claudio attraverso una vicenda ordinaria, ne evidenza la straordinarietà, grazie allo scavo interiore e psicologico, osservandola attraverso l’iniziativa di Dio e della sua Grazia.
Pag. 195-202
 


RECENSIONI

QUINTO MARINI, Viva Garibaldi! Realtà, eroismo e mitologia nella letteratura del Risorgimento

Roma , Ed. Edizioni di Storia e Letteratura - 2012
(Luca Beltrami)
pag. 205-208

 

ANTONIO PIETROPAOLI, Le strutture dell’antipoesia. Saggi su Sanguineti Pasolini Montale Arbasino Villa

Napoli , Ed. Guida - 2013
(Federica Millefiorini)
pag. 208-214

 

ENRICO CESARETTI, Fiction of Appetite. Alimentary Discourse in Italian Modernist Literature

Bern , Ed. Peter Lang - 2013
(Vittoria Prencipe)
pag. 214-223