Le riviste presenti

 

 

 

 


  NARRATIVA

Publication du Centre de Recherches Italiennes de Paris Ouest Nanterre La Défense.
Annuale
Direttore
: Silvia Contarini.
Comitato scientifico: Maria Rosa Cutrufelli (Roma); Jean-Michel Gardair (Parigi-Firenze); Donata Meneghelli; Claudio Milanesi (Aix-en-Provence); Giuseppe Nicoletti (Firenze); Luca Somigli (Toronto); Bart Van Den Bossche (Lovanio).
Comitato di lettura: Maurice Actis Grosso; Simona Cigliana; Monica Jansen; Margherita Marras; Lucia Quaquarelli.
Direzione e redazione: Presses Universitaires de Paris Ouest, Université Paris Ouest Nanterre La Défense, 200 av. de la République - 92001 Nanterre cedex., Université Paris X – Nanterre, 200, Avenue de la République, 92001 Nanterre, Cedex. tgiotmik@u-paris10.fr.
Rubriche: [Saggi]

 Consulta gli altri fascicoli della rivista:

NARRATIVA
Anno 2007 - N. 29

(a cura di   Dario Pontuale )

LETTERATURA E POLITICA NELL'ITALIA DEGLI ANNI 2000

SILVIA CONTARINI, Politica, Duemila

Presentazione dell'intero volume e su come la letteratura non debba parlare unicamente a se stessa, ma debba parlare anche del mondo, del mondo di oggi. Con il suo paziente lavoro deve saper riflettere e riflettersi nelle sfaccettature dell'universo circostante, arrivando perfino a influenzarlo con la propria azione. Lo scrittore, perciò, fornisce chiavi di interpretazione e comprensione di sè, degli altri, è produttore di senso. I successivi sono atti del convegno internazionale "Letteratura e politica nell'Italia degli anni 2000" svoltosi all'Università di Parigi il 10-12 Maggio 2007.

Pag. 7 - 22

 

 

DANIELE GIGLIOLI, Terrorismo: istruzioni per l'uso

L'autore di questo saggio, compie un attento cammino d'indagine sul concetto di "Terrore" e "Terrorismo", ripercorrendo, nell'evoluzione del pensiero umano, le trasformazioni che questa nozione assunse e di come il dispotismo sia la negazione delle libertà assoluta. Vengono sottolineate le celebri interpretazioni di: Hobbes, Montesquieu, Constant, Tocqueville.

Pag. 23 - 34

 

 

JUDITH REVEL, Personale versus privato: narrazione comune o scrittura di sé?

Vengono presentate inizialmente le due strade percorribili per l'analisi dei rapporti che legano letteratura e politica. La prima rintraccia, nel corpus letterario, gli elementi tangibili di ciò che chiamiamo politica. Nella seconda, invece la politica è il punto di partenza, (esattamente dal politico). Inoltre si studia se e come la letteratura sia in grado di rispondere all'invenzione di una comunanza e alla soggettivazione comune. Tale articolo approfondisce attentamente le relazioni tra politico e letteratura.

Pag. 35 - 50

 

 

LAURA RORATO, Verso una nuova poetica della testimonianza. Ovvero una panoramica dell'evolversi del concetto di impegno attraverso tre esempi di teatro narrazione: Paolini, Celestini, Baliani.

Scopo principale è quello di forbire una panoramica su quanto nel corso degli ultimi decenni il concetto di teatro narrazione, ma soprattutto di impegno politico, abbia subito delle trasformazioni. Dopo un rapido escursus storico su tale genere, e su come sia importante inserirlo nel dibattito sul rapporto tra letteratura e politica, vengono presentate le figure artistiche di Marco Paolini, Marco Baliani e Ascanio Celestini.

Pag. 51 - 66

 

 

LISE BOSSI, Noir su nero:modalità della denuncia politica nei thriller di Massimo Carlotto.

L'analisi si snoda partendo dai cinque romanzi di Carlotto, facenti parte della cosiddetta "serie dell'alligatore". In essi l'autore inserisce gli elementi, atti a far riflettere il lettore su come la società "per bene", a partire dagli anni Ottanta, si sia degradata fin dentro le più intime maglie. Realizza perciò un giallo, meglio un noir, dal chiaro progetto politico, con forte impegno etico-civile che richiama alla mente l'opera letteraria di Leonardo Sciascia e passando abilmente dall'intrattenimento alla denuncia.

Pag. 67 - 80

 

 

MARGHERITA MARRAS, Connessioni e rilettura delle dinamiche politiche nazionali e regionali nell'opera di Marcello Fois

Il legame tra l'autore sardo e la sua regione, spiega l'intento di questo saggio, nel quale Margherita Marras sottolinea come in molti dei romanzi di Fois si evidenzino le contraddizioni storiche e le conseguenze politiche sorte tra l'Italia e la Sardegna. Per Fois, la sua terra è un osservatorio utile per raccontare, in chiave metaforica, tutti i mali che affiggono l'intera nazione, un poliziesco dove non si vuole solo scoprire il colpevole, ma principalmente indagare sulla rovina della politica e della società.

Pag. 81 - 94

 

 

FRANCO MANAI, Storia e politica nella fantascienza di Valerio Evangelisti

Nucleo nodale dell'articolo, è il valore imprescindibile che Valerio Evangelisti, dedica nel suo impianto narrativo alla storia. In molti romanzi, l'azione si svolge su due piani temporali assai distanti, unificati, però, da un elemento comune, in cui la concatenante causa-effetto è sempre visibile. La storia, perciò, svolge un ruolo primario, storia sempre politica, più o meno direttamente, ma costantemente trattata con passione e lucidità espressiva. Vengono analizzati i libri: "Black flag", "Antracite" e "Noi saremo tutto".

Pag. 95 - 106

 

 

CLAIRE LE MOIGNE, La questione dei rapporti tra politica e mass media nel giallo italiano degli anni 2000

Spunto interessante è come, nella narrativa gialla, la finzione poliziesca, ma soprattutto i mass media, svolgano un ruolo di accusa verso i mutamenti sociali e le tensioni politiche. Importante è notare, inoltre, che l'intervento di taglio giornalistico non costituisca più un mero canale informativo, consuetudine della letteratura di genere, ma si proponga come effettiva sorgente d'indagine e scoperta. Le Moigne, approfondisce quanto l'intrusione dei mass media, nel giallo italiano degli anni 2000, non sia più una semplice fonte di notizie o stratagemmi investigativi, bensì possegga connotati più autonomi.

Pag. 107 - 118

 

 

LUCA SOMIGLI, Il carabiniere e il repubblichino: due variazioni in giallo sul tema della 'morte della patria'

L'articolo ritaglia dal tessuto giallistico, il giallo di ambientazione fascista, che vede, come antesignano, il libro di Andrea Camilleri "La forma dell'acqua". Tale genere è differente dal consueto giallo storico, perchè la storia non funge unicamente da sfondo e le vicende del passato si ripercuotono sul presente. Accade ciò, perché il passato non è ancora stato svelato, perché l'Italia non ha ancora regolato i conti con sé stessa. Il testo fondante, iniziatore di siffatta disamina, è "La morte della patria" di Ernesto Galli della Loggia, con il quale Somigli prosegue il discorso giungendo infine a illustrare altri due romanzi tematicamente rilevanti: "Il passaggio" di Leonardo Gori e "L'inverno dei mongoli" di Edoardo Angelino.

Pag. 119 - 130

 

 

ILONA FRIED, Scrittura e memoria storica: Noi la farem vendetta di Paolo Nori

Il titolo del romanzo di Nori, è anche il verso di una canzone anarchica degli anni venti, "Figli dell'officina". Esso svolge una funzionale essenziale nell'intreccio del racconto e nell'esistenza dello scrittore-narratore. Il libro, avvalendosi di una triste pagina della storia d'Italia, (i morti di Reggio Emilia in seguito alle contestazioni del '60), ricostruisce proprio quegli avvenimenti, elaborando il romanzo sia sul piano collettivo che individualistico. Segno di una ferma volontà nel ricostruire un passato storico, una coscienza collettiva e una memoria nazionale fatta di flash back esperienze ed emozioni, ancora non ben elaborata.

Pag. 131 - 140

 

 

MAURICE ACTIS GROSSO, Echi memoriali dell'esodo giuliano. Tre città, uno stesso dolore: Spalato, Fiume, Pola nel ricordo di Enzo Bettiza, Marisa Madieri, Anna Maria Mori e Nelida Milani.

Vengono ripercorse le drammatiche vicissitudini storiche delle popolazioni italiane della Venezia Giulia: l'invasione jugoslava, l'esodo, i massacri, le foibe. Ognuno di questi tragici episodi, porta a una produzione diaristica o di memoriali accomunati dalla dolore e dalla lacerazione. Spalato, Fiume e Pola sono il loro crocevia di questo strazio, come Bettiza, Madieri, Mori e Milani, seppure con voci sociologicamente diversificate, sono i cantori di simile tormento.

Pag. 141 - 152

 

 

MONICA MINIATI, Quando la fantasia diventa pericolo: 'Le uova del drago' di Pietrangelo Buttafuoco.

Dopo una rapida scheda biografica dello scrittore siciliano, la Miniati affina la propria ricerca sul romanzo "Le uova del drago". In esso, ambientato durante lo sbarco alleato in Sicilia, vengono presentate le contraddizioni di quei giorni, le figure dei "liberators" e degli antifascisti, secondo un progetto tendente a scardinare l'immaginario collettivo, assegnando ai repubblichini, ai nazisti e ai fascisti la palma del coraggio e dell'onore. L'intento di Buttafuoco è di riportare alla luce una storia sommersa, concedendo spazio alla memoria dei vinti, in una ricostruzione rigidamente manicheista e probabilmente provocatoria.

Pag. 153 - 166

 

 

VINCENZO BINETTI, Genova, il G8 e la 'bunkerizzazione' dello spazio urbano

Si rievocano i giorni tra il 20 e il 22 luglio del 2001, quando Genova ospitò il meeting internazionale e la violenza divampò per le vie del capoluogo ligure. Il G8 viene letto come il gesto di un potere politico ed economico sopranazionale, esercitante un controllo oppressivo e dispotico. A tutto ciò si contrappongono forme di resistenza dal basso, che tentano di forzare le barriere costruite a difesa dei potenti del G8, in nome di una libertà urlata. Lo spazio pubblico, perciò, diventa l'epicentro delle tensioni irrisolte e la città è il palcoscenico nel quale atrocemente si rappresentano.

Pag. 167 - 178

 

 

STEFANIA LUCAMANTE, Un kamikaze apocalittico: Tiziano Scarpa, o come 'invadere il lettore'

Questo studio perlustra la produzione etica, estetica e politica dell'intellettuale Tiziano Scarpa, respingendo l'accusa che spesso viene rivoltagli, cioè d'eccessivo narcisismo sfociante in un'incapacità di impegno politico. Lucamante conclude che tale autobiografismo intellettuale e fisico è necessario a Scarpa, poiché l'essere biologico funziona unicamente insieme a quello sociale e culturale. Perciò come essere sessuato pensante e intellettuale kamikaze, si pone al centro delle parole scritte e recitate scoprendo l'esistere/agire dell'artista nella società.

Pag. 179 - 198

 

 

LUCIA QUAQUARELLI, Tra finzione e documento. Mi chiamo Roberta, ho 40 anni, guadagno 250 euro al mese…di Aldo Nove

Libro di Aldo Nove che raccoglie le interviste pubblicate dall'autore su "Liberazione" tra il 2004 e il 2005, un procedimento conosciuto con il nome di docudrama. Quattordici storie, riportate integralmente ma con la modifica di nomi e cognomi, più una voce narrante posta fuori campo. Sulla funzione stessa di questa trovata narrativa, si srotolerà il resto del saggio evidenziando, infine, tre diverse tipologie di rapporto tra voce e documento.

Pag. 199 - 208

 

 

CLAUDIO MILANESI, Raccontare il crimine del 2000. Roberto Saviano, 'Gomorra'.

Fine dell'articolo è quello di svolgere uno studio dall'interno di questo testo. Dopo una breve parentesi sugli elementi centrali della composizione, si passa ad affrescare il quadro culturale che ha consentito la stesura di Gomorra. Milanesi porta a galla i riferimenti di autori o altri libri, che più o meno hanno ispirato e influenzato il frutto di simile reportage letterario. Approfondisce anche l'infinito dibattito sulla letterarietà o meno dell'opera in questione.

Pag. 209 - 226

 

 

ADALGISA GIORGIO, Coscienza etico-politica e realtà napoletana nella scrittura di Ermanno Rea

Partendo da uno scritto critico di Romano Luperini, che invoca l'abbandono della leggerezza e dell'irresponsabilità letteraria italiana degli anni '80 e '90, si arriva con lo screditare suddetta affermazione. Infatti, una nuova letteratura, secondo Giorgio, nasceva a Napoli più di vent'anni fa. Oltre alle nuove leve, si annoverano scrittori più anziani e prestigiosi come De Luca, Lambiase e Rea. Proprio su Rea e "Mistero Napoletano" si focalizza il restante brano, sulla sua tensione tra il metodo storico/scientifico e quello letterario, che si pongono ai margini della ricostruzione, dell'autobiografia e della memoria.

Pag. 227 - 240

 

 

ALFREDO LUZI, Politica, Utopia, escatologia in Il signore degli occhi di Roberto Pazzi

Paolo Vanelli con "Icone del testo", dedicato alla narrativa di Roberto Pazzi, rintraccia sul livello epistemologico e tematico, la crescente presenza mitico-fantastica nell'opera citata. Nel medesimo lavoro, spiega come il carattere della scrittura de "Il signore degli occhi" sia sempre proiettata verso la dimensione del presente e del sacro. Luzi, poggiando su queste considerazioni, affronta le tematiche narrative di Pazzi, svelando come egli sia occupato nel manifestare gli attriti, limitazioni e competenze che intercorrono tra laicità dello Stato e intervento della Chiesa. Da non dimenticare, inoltre, l'importanza assegnata alla crisi dell'Io contemporaneo, fragile e facilmente vulnerabile dal misticismo.

Pag. 241 - 252

 

 

ANDREA MALAGUTI, Il grado zero del presente: 'La morte di Marx e altri racconti' di Sebastiano Vassalli

Malaguiti nota, come dopo i libri: "Un infinito numero", "La chimera", "La notte della cometa" e "L'oro del mondo" con il suo ultimo lavoro "La morte di Marx e altri racconti" Sebastiano Vassalli torna, nello stile che lo contraddistingue, ad affrontare un tempo passato "pieno di attualità". Di questo passato, però, non propone un'immagine idealizzata dei personaggi e delle situazioni, utilizza invece il patrimonio storico, con mirato approccio materialista, per smascherare la visione ottimista, conformista e benpensante, delegittimando così, l'ordine precostituito

Pag. 253 - 262

 

 

FLAVIANO PISANELLI, Tra impegno, non impegno e disimpegno politico. Pasolini e gli eredi del terzo millennio.

In un'attenta ricostruzione storica, rivive l'impegno Pasoliniano prima e dopo la scomparsa, decesso che suscitò rabbia e sconcerto palesando, in seguito, tutte le incoerenze italiane. Dal '75 il dibattito si articola su quale sia, l'eredità lasciata dal poeta, scrittore, regista e critico. Illustri personaggi come Moravia, Maraini, Betti, Naldini e Ottone proseguirono il ragionamento Pasoliniano dell'impegno politico e sociale negli anni Ottanta, spingendolo fino agli anni Novanta. Mentre le ragioni e gli esecutori del delitto Pasolini restano ancora oscuri, Pisanelli conclude il proprio studio, indicando i possibili nomi di registi che negli ultimi, a suo parere, hanno raccolto gli insegnamenti del grande intellettuale assassinato.

Pag. 263 - 278

 

 

FRANCOIS-REGIS LORENZO, Frammenti sonori di un discorso politico. Lo specchio infranto delle ideologia nella scrittura dei compositori italiani contemporanei

Aspra critica al terzo capitolo intitolato "La nuova musica" del libro "L'anima di Hegel e le mucche del Wisconsin" di Alessandro Baricco. In tale testo, lo scrittore piemontese, tende a rappresentare la musica come se rinchiusa in case da concerto desolate o in fortezze impenetrabili. Lorenzo, risponde a simile asserzione con fermo dissenso, motivandolo con attente argomentazioni e stilando una tabella di autori, e titoli di opere, che rilevano il legame diretto tra gesto compositivo e impegno civile.

Pag. 279 - 293