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  LE FORME E LA STORIA

Semestrale
Direzione
: N. Mineo, A. Pioletti
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Rubriche: Saggi

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LE FORME E LA STORIA


Anno 2019 - N. 1
(a cura di Sebastiano Italia)

LAURA BOTTINI, Il Kitāb Anbā’ nujabā’ al-abnā’ di Ibn Ẓafar al-Ṣiqillī

Il Kitāb Anbā’ nujabā’ al-abnā’ (Notizie dei giovanetti egregi) redatto da Ibn Ẓafar al-Ṣiqillī, il Siciliano (m. tra il 1170 e il 1172), raccoglie le biografie di uomini illustri raccontando in particolare, giusto il titolo, la loro giovinezza attraverso numerosi e preziosi aneddoti. L'analisi dell’opera è tesa a individuare il modello organizzativo dei materiali, le sue finalità rispetto al contesto storico-politico del tempo, nonché a rintracciare prestiti e migrazioni dei materiali trasmessi mettendo in luce differenze e peculiarità rispetto alla stessa tipologia di testi prodotti in Sicilia e in altre aree geografiche del mondo musulmano in epoca medievale.
Pag. 7-24
 


NICOLÒ MINEO, Purgatorio XXVIII: l’«eterno femminino» o il materno o il simbolismo escatologico? Matelda

Il contesto del canto finale XXXIII del "Purgatorio", all’ultima azione della donna, indica che Matelda si caratterizza nella funzione di rinnovare la capacità di intendere. Eunoè non rinnova solo il ricordo delle buone azioni, ma restaura la capacità conoscitiva, abolisce l’oscuramento della mente. Matelda è usa operare questo ritorno come sua funzione ultraterrena, ma non necessariamente come ruolo fisso e costante.
Pag. 25-42
 


MARIO PAGANO, Una ricetta inedita in volgare siciliano contro il gelso del ms. Venezia, Bibl. Naz. Marciana, It. Cl. III, 27 (5008)

In funzione del periodico aggiornamento del Corpus ARTESIA (Archivio Testuale del Siciliano Antico), base documentaria per la redazione del Vocabolario del Siciliano Medievale on line (VSM), viene pubblicata una ricetta inedita (fine XV sec.) per la cura del gelso, ‘escrescenza carnosa molle simile al frutto del gelso’, che a volte affligge il cavallo. Per il lessico da segnalare la prima attestazione del lessema carnazza.
Pag. 43-54
 


SEBASTIANO ITALIA, Foscolo e i prodromi del dantismo moderno. Un sondaggio preliminare

Ugo Foscolo inaugura la critica dantesca moderna offrendo un’interpretazione orientata e coinvolta, tesa a rimuovere le “favole” e gli errori accumulati dalla secolare esegesi, nonché a ribadirne la funzione pedagogica, illuminata dal sogno di una “nuova Italia” e di una “nuova Chiesa”. Il richiamo di Foscolo allo studio della "Commedia" si staglia nel costruttivo confronto coi suoi riferimenti culturali, ma anche nell’idea del carattere profetico della "Commedia" e della ferma convinzione di Dante della sua investitura divina. Inoltre, la lezione appresa da Vico permetteva a Foscolo di annoverare Dante tra i poeti-teologi i quali «simul fingunt creduntque». Ne esce consolidata la convinzione che Dante avesse creduto realmente nella propria investitura profetica, quanto detto legittimava Dante a prendere posizioni ben determinate sia in materia di dottrina che di politica.
Pag. 55-70
 


DONATELLA SIVIERO , Ideas de Leopoldo Alas Clarín sobre la traducción literaria: el caso de la Eneida de Luis Herrera y Robles (1898)

This paper presents an analysis of the comments on literary translation present in Leopoldo Alas ‘Clarín’’s critical works. Clarín is one of the few intellectuals of his day to discuss problems concerning translation with a competence that was unusual for the late nineteenth century, a time when translation studies were yet to be developed. His observations concerned such questions as faithfulness to the original, the distance and the difference between creation and translation, the translator’s qualities and skills. Using as its starting point Clarín’s review of Luis Herrera y Robles’s translation of the "Aeneid", the paper will discuss in particular the author’s view of translations of the classics.
Pag. 71-86
 


MIRYAM GRASSO, Il mare. Itinerari tra le carte di un racconto di Pavese

Cesare Pavese scrive e pubblica il racconto "Il mare" nel 1942. Presso l’Archivio «Gozzano-Pavese» si conservano un abbozzo privo di titolo, il manoscritto con la stesura completa e definitiva, coincidente per lo più con l’edizione a stampa e un gruppo di carte appartenenti a un altro faldone, con stesure scartate. Nella prima parte di questo contributo si propone un’analisi genetica delle modalità di costruzione del racconto, sia nella forma consegnata al manoscritto integrale, sia nei numerosi e frammentari materiali preparatori. La seconda parte del contributo si concentra invece sui numerosi punti di contatto tra il racconto e "La luna e i falò", di cui Il mare si può ritenere uno dei più significativi 'avantesti'. Sono infatti rintracciabili numerose analogie tra i personaggi (il protagonista anonimo del racconto e Anguilla da ragazzo, Candido e Nuto) e tra gli elementi che caratterizzano il paesaggio delle Langhe.
Pag. 87-102
 


CARMELO TRAMONTANA, Città di carta. Sondaggi sulla persistenza dell'archetipo di Babele nell'immaginario urbano

L'immagine biblica della torre di Babele è uno degli archetipi che più hanno segnato la forma della città nella letteratura, in particolare in alcune significative opere che, a partire da Dostoevskij, hanno fatto dell'ambiente urbano un dispositivo capace di generare senso e valore, e non un semplice sfondo. Dal progetto della torre babelica e dalla condanna che ne segue derivano alcuni dei tratti più significativi dell'immaginario urbano moderno. L'intervento ricostruisce questa storia per quadri significativi e individua alcune opere che meglio di altre fanno emergere i tratti 'babelici' della città, come quelle di come Dostoevskij, Auster, DeLillo, Eisner, Saviano.
Pag. 103-122
 


RAFFAELE ZAGO, Complexity in film dialogue

Al pari delle altre discipline umanistiche la linguistica applicata può configurarsi come uno strumento per cogliere e descrivere la complessità del reale. Per ‘complessità’ s’intende, in questo caso, il fatto che gli oggetti e i fenomeni esaminati, anche quando si presentano come semplici, sono costituiti, pressoché sistematicamente, da più parti 'co-occorrenti' e sono spiegabili chiamando in causa un insieme di fattori che interagiscono e s’intrecciano fra loro. Il presente contributo si sofferma, appunto, sulla questione della complessità linguistica intesa come prismatica molteplicità di elementi, fattori e funzioni, prendendo in esame il caso del parlato filmico in lingua inglese.
Pag. 123-132
 


LA COSTRUZIONE DELL’ALTRO NELLE SERIE TELEVISIVE

MARIAVITA CAMBRIA, 'Going into a nosedive'. Re-languaging the other via the Speech Act Theory in Black Mirror

La serie antologica "Black Mirror" offre una critica sociale della contemporaneità che si esplica attraverso diverse strategie narrative nelle quali la lingua e gli eventi comunicativi in generale rivestono un ruolo primario. Il saggio intende analizzare la rappresentazione delle pratiche discorsive in "Nosedive" ("Caduta Libera"), il primo episodio della terza stagione, utilizzando la teoria degli atti linguistici di Austin (1962).
Pag. 135-152
 


VALERIA MONELLO, Sarah and Tammy: Butch and Femme in Transparent

"Transparent" è una serie TV americana, creata da Jill Soloway e trasmessa a partire dal 2014 da Amazon, che ha riscosso un notevole successo e che ha ricevuto numerosi riconoscimenti sia in termini di critica che di pubblico. Nonostante la trama sia incentrata principalmente sulla scoperta che Mort, il padre della famiglia Pfefferman, sia transessuale, le vicende degli altri membri della famiglia offrono numerosi spunti per lo studio e l’analisi della costruzione e, in certi casi, la rinegoziazione del genere in prodotti audio-visivi come le serie TV. Nello specifico, integrando gli strumenti di indagine forniti dall’analisi critica multimodale e dagli studi di caratterizzazione televisiva e cinematografica, il seguente contributo si propone di analizzare la costruzione linguistica e culturale di due personaggi di Transparent, Tammy e Sarah, come coppia lesbica Butch and Femme, e di verificare se tale rappresentazione attinga a stereotipi di genere, diffondendoli di conseguenza.
Pag. 153-170
 


ILARIA MOSCHINI, May the Fan Be with You! Languaging Identities and Representation between “Pan-fanaticism” and “Aug-melted” Reality

La «expanded transmediality» o transmedialità estesa è un processo bidirezionale in cui i media franchising sfruttano la partecipazione dal basso degli utenti dalla quale risultano a loro volta influenzati nel processo di creazione dei testi televisivi. In tale contesto, che potrebbe essere definito «pan-fanatico», la sfera dei valori appartenenti alle comunità dei fan è pervasiva in quanto, non solo questi gruppi interagiscono con i creatori delle serie TV, ma anche molti sceneggiatori e registi tendono a definirsi «fan» delle storie che desiderano raccontare. Attraverso l’analisi critica e multimodale di un corpus di esempi, il saggio si propone di indagare la realizzazione linguistica e semiotica delle identità nell’ambito del «pan-fanatismo trasmediale». Si tratta di rappresentazioni che si collocano in una “aug-melted reality”, ovvero, in uno spazio discorsivo nel quale la realtà si fonde con i flussi globali dei cosiddetti «fantasyscapes» e dove le identità collettive e individuali sono negoziate in «comunità immaginate» che sono transculturali, transnazionali e transmediali.
Pag. 171-186
 


MARIA RIZZARELLI, Cloning self. Roles and Identies in Orphan Black

L’obiettivo è quello di mettere a fuoco gli intrecci fra performance e dinamiche identitarie nella costruzione dei personaggi di "Orphan Black". La serie canadese (andata in onda su Space in Canada e su BBC America dal 2013 al 2017 e distribuita oggi sulla piattaforma NETFLIX) ha come protagonista una donna, Sarah Manning, che assume l’identità di un’altra, identica a lei, dopo avere assistito al suo suicidio. Le sue avventure, narrate nelle 5 stagioni, sono innescate dalla scoperta di essere uno dei molti cloni in circolazione, e dalla volontà di smascherare – insieme alle “sorelle” conosciute nel corso della sua indagine – i responsabili della sperimentazione e il loro progetto criminale. Il paesaggio distopico che fa da sfondo alla narrazione fantascientifica sembra leggibile alla luce della correlazione individuata da Mitchell fra terrorismo, clonazione e guerra delle immagini.
Pag. 187-203