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  LA MODERNITÀ LETTERARIA

Rivista a cura della Società italiana per lo studio della modernità letteraria
Annuale
Direttori: Sandro Maxia; Nicola Merola; Angelo R. Pupino.
Comitato scientifico: Cristina Benussi; Franco Contorbia; Simona Costa; Anna Dolfi; Jean-Michel Gardair
†; Giuseppe Langella; Romano Luperini; Mladen Machiedo; Martin McLaughlin; Clelia Martignoni; Maria de las Nieves Muñiz Muñiz; Maria Carla Papini; Piero Pieri; Giovanna Rosa; Antonio Saccone; Giuseppe Savoca; Vittorio Spinazzola.
Comitato di redazione: Chiara Marasco, Pasquale Marzano, Maria Rizzarelli, Nicola Turi, Luigi Weber.
Amministrazione: Fabrizio Serra editore, Pisa-Roma. Uffici di Pisa: via Santa Bibbiana 28 - I 56123. Uffici di Roma: Via Carlo Emanuele I 48 - 00185.
Abbonamenti: Italia € 115;00 (privati); da € 295;00 a 440;00 (cartaceo con edizione online); Estero € 175;00 (privati).
Rubriche: Questioni; Saggi; Inediti Rari Dispersi; Recensioni.
 

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LA MODERNITÀ LETTERARIA


Anno 2018 - N. 11
(a cura di Simona Onorii)

QUESTIONI

SIMONA COSTA, Il Novecento, questo sconosciuto

L'articolo affronta, nel duplice itinerario lirico e prosastico, alcune problematiche di fondo della didattica universitaria della letteratura italiana contemporanea, partendo dalla considerazione dell'odierno percorso scolastico di un giovane diplomato e dalle sue pesanti lacune specie novecentesche. Di qui la difficoltà, in aule per giunta sovraffollate, di guidare una platea giovanile, differenziata e indistinguibile per formazione, nel quanto mai complesso labirinto di oltre un secolo rimasto escluso dai programmi scolastici. Una emarginazione che ancor più pesa sugli studenti non frequentanti e che occorre sanare sia con un'adeguata formazione degli insegnanti sia con il maggior spazio da dedicare in aula al Novecento e alla contemporaneità.
Pag. 11-16
 


VITTORIO SPINAZZOLA, Nel paese dei balocchi: la narrativa per ragazzi

Fattore di indubbia rilevanza nell'ammodernamento del sistema letterario della modernità, la narrativa per ragazzi è costitutivamente bilicata fra l'intrattenimento ludico e l'impegno educativo. Coniugando la testimonianza di lettura fanciullesca con l'addestrato acume dello studioso, si delinea il percorso che dai classici dell'Ottocento, "Cuore" e "Pinocchio", giunge alla stagione fra le due guerre, quando, anche nel nostro paese, i fumetti conquistano il pubblico più giovane e spensierato: ai comics della Disney si affiancano gli esperimenti dell'avventurosità fantastica zavattiana "Saturno contro la Terra".
Pag. 17-22
 


SAGGI

ANGELA DI FAZIO, Emblema di un'emozione. L'agente storico della rivoluzione in Alessandro Manzoni

Il contributo si focalizza sul pattern iconologico della teoria della Rivoluzione, che attraversa l'opera manzoniana: è il pugno di Renzo, levato in aria durante una fuga disordinata, gesto che compare nel capitolo XII dei "Promessi sposi" e che Primo Levi, in un noto saggio, riporta all'attenzione del lettore e della critica per la totale assenza di verosimiglianza. Lo stereotipo risulta modulato a partire dall'emblema giacobino di Bruto, ritagliato dalla storia romana di età repubblicana. Tale identificazione sposta il baricentro della riflessione dalla Rivoluzione, intesa come fenomeno popolare, alle passioni di cui il gesto umano si fa correlativo visuale, seguendo in tal modo l'impostazione metodologica dell'iconografia politica e della storia delle emozioni.
Pag. 25-34
 


MONICA VENTURINI, Carducci e le élites culturali femminili. Nuovi paradigmi moderni

Nel saggio, a partire dalle interpretazioni critiche più recenti che rileggono Carducci quale figura-chiave dell'Italia postunitaria e delle trasformazioni connesse con l'idea stessa di modernità, si intende proporre l'analisi delle relazioni che il poeta intrattenne con alcune figure appartenenti alle élites femminili culturali dell'epoca. Si analizzano qui gli incontri che Carducci ebbe con alcune scrittrici e poetesse, da Luisa Grace Bartolini a Adele Bergamini, da Clarice Dalla Bona a Emma Tettoni. Ciò consente di ricostruire un paesaggio storico-letterario complesso e in divenire, meno consueto di quello accreditato dagli studi di genere e, allo stesso tempo, attento alle novità presenti negli studi carducciani più recenti.
Pag. 35-53
 


GIORGIO ZANETTI, D'Annunzio, Shakespeare e la favola della fanciulla perseguitata

L'articolo illumina l'incontro di d'Annunzio con il saggio dedicato nel 1866 alla "Favola della fanciulla perseguitata" da Aleksandr N. Veselovskji, il grande studioso russo destinato negli Anni Settanta del Novecento a esercitare un ruolo di primo piano entro il nuovo paradigma della semiotica applicata allo studio della cultura e delle strutture narrative. In realtà, dalla "Città morta" alla "Pisanelle", aggiornato agli interrogativi e alle ansie fin de siècle sull'identità e il rapporto dei sessi, l'antico 'motivo' della fanciulla perseguitata studiato da Veselovskji riaffora con intensità nell'intavolatura degli spartiti scenici della drammaturgia dannunziana corroborandone l'impianto mitico-rituale: e ciò vale a maggior ragione se della fanciulla perseguitata si può cogliere il forte riverbero anche in Shakespeare. Ma da Veselovskji (e da Shakespeare), d'Annunzio trae slancio anche per il suo senso della tradizione, per l'idea di una memoria della letteratura nei cui palinsesti persiste l'impronta del popolare e del primitivo, con il loro thesaurus di immagini e di simboli.
Pag. 55-84
 


BEATRICE ALFONZETTI, Sogni e favole: Pirandello corale

L'intervento ricostruisce la poetica corale di Pirandello che corre parallela a quella copernicana, dalla composizione di "Pasqua di Gea" alla " Favola del figlio cambiato", per poi trovare mirabilmente nei "Giganti della montagna" la sintesi delle due poetiche.
Pag. 85-96
 


MARINA PAINO, Sei personaggi in cerca di una macchina da presa

La recente edizione di una nuova traduzione dak tedesco del trattamento cinematografico dei "Sei personaggi", realizzato da Pirandello nel 1928 a quatrto mani con lo sceneggiatore Adolf Lantz, offre lo spunto per una riflessione anche sugli altri abbozzi per il cinema stesi dal drammaturgo nel tentativo di portare sullo schermo il suo lavoro teatrale più noto. Le riscritture pirandelliane dei "Sei personaggi" rivelano un volto altro del dramma, un dietro le quinte della scrittura non privo di risvolti profondamente legate alla dimensione più intima dell'autore, che sceglie infatti di promuoversi costantemente, nelle ipotesi di riduzione filmica, a protagonista assoliuto di questa nuova opera concepita come vero e proprio antefatto del rifiuto autoriale dei personaggi e della loro condanna all'incompiutezza.
Pag. 97-107
 


EPIFANIO AJELLO, Pirandello e Dostoevskji. "La giara" e "Il coccodrillo". Un contagio?

Questo breve saggio tenta di mettere in controluce due racconti (lontani nel tempo e nello spazio): "La giara" di Luigi Pirandello e "Il coccodrillo" di Dostoevskji, evidenziando un possibile contagio tematico, o, almeno, un coincidere del protocollo dell'intreccio.
Pag. 109-114
 


MIMMO CANGIANO, "Cinquant'anni fa un proletario ha giustificato la guerra". Come Jahier ha utilizzato Proudhon

Dopo aver introdotto le tematiche fondanti il discorso di Jahier così come il ligure le presenta negli articoli giovanili, negli scritti che confluiranno in "Ragazzo" e nelle "Resultanze in merito alla vita e al carattere di Gino Bianchi", l'articolo analizza le particolari modalità in cui Jahier ha utilizzato la prospettiva politico-morale di Pierre-Joseph Proudhon. Facendo inoltre riferimento alle note da Gramsci dedicate a Proudhon e Jahier, il saggio chiarifica tanto i portati del discorso proudhoniano nella formazione di Jahier, quanto l'impiego dislocato delle tematiche del filofoso francese messa in atto dal ligure durante il primo conflitto mondiale.
Pag. 115-131
 


CATERICA VERBARO, "Un sentimento immenso della vita". Penna e Pasolini

La funzione di Pasolini, fondamentale nella vicenda di Sandro Penna, è indagata a più livelli: si ricostruisce il suo ruolo editoriale nella messa a punto di vari volumi penniani, si analizza la lettura critica di Penna proposta da Pasolini nei due decenni '50 e '70, evidenziandone i differenti paradigmi culturali di riferimento, e infine si rileva l'influsso dei più significativi topoi critici pasoliniani nella ricezione penniana del secondo Novecento.
Pag. 133-143
 


INEDITI RARI DISPERSI

CARLA PISANI, Autografi e testimonianze di Luigi Pirandello nelle biblioteche e negli archivi

Da una preliminare ricognizione di tutti i manoscritti pirandelliani custoditi presso le Biblioteche, gli Istituti di Ricerca e le Fondazioni - avviata in occasione dei lavoro in corso per l'Edizione Nazionale dell'Opera Omnia di Luigi Pirandello - risultano innumerevoli le testimonianze disseminate sul territorio nazionale e il Fondo Wanda Capodoglio-Pio Campa ne è senza dubbio un valido esempio. Le due lettere inedite che qui si presentano aggiungono nuovi e interessanti dettagli a cose note, gettando ancora una volta luce sul primo anno di vita del Teatro d'Arte.
Pag. 147-152
 


RECENSIONI

VITTORIO SPINAZZOLA, Il romanzo d'amore

Pisa , Ed. ETS - 2017
(MARIO BERENGHI)
pag. 155-156

 

LUIGI PIRANDELLO, Opere a cura di Simona Costa

Milano-Napoli , Ed. Ricciaedi - 2015
(ANGELO RAFFAELE PUPINO)
pag. 157-158

 

PIETRO MILONE, Pirandello accademico e il 'volontario esilio'. Fascismo, vinti, giganti

Pesaro , Ed. Metauro - 2017
(Corrado Donati)
pag. 159-160

 

VASCO PRATOLINI, L'ammuina a cura di Maria Carla Papini

Firenze , Ed. Firenze University Press - 2'17
(Nicola Merola)
pag. 161-163

 

ANNA DOLFI, Dopo la morte dell'io. Percorsi bassaniani 'di là dal cuore'

Firenze , Ed. Firenze University Press - 2017
(Nicola Turi)
pag. 163-165

 

GIORGIO BARBERI SQUAROTTI, Ricordo di Giorgio Barberi Squarotti

(Giuseppe Langella)
pag.

 

DONATO VALLI, Ricordo di Donato Valli

(Anna Dolfi)
pag.