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  ITALIANISTICA

Rivista di letteratura italiana
Quadrimestrale
Direzione: Alberto Casadei; Marcello Ciccutto; Davide De Camilli.
Comitato di consulenza: Mikhail Andreev; Johannes Bartuschat; Lucia Battaglia Ricci; Lina Bolzoni; Maria Cristina Cabani; Theodore J. Cachey; Monica Fekete; Klaus W. Hemper; Susanne Kleinert; François Livi; Martin McLaughlin; Rita Marnoto; Giorgio Masi; Cristina Montagnani; Emilio Pasquini;  Lino Pertile; Raffaele Pinto; Niccolò Scaffai; Hanna Serkowska; H. Wayne Storey; Luigi Surdich; Dirk Vanden Berghe; Juan Ignacio Varela-Portas Orduna.
Redazione: Giorgio Masi; Veronica Andreani; Sara Boezio; Ida Campeggiani; Luca Danti; Ida Duretto; Giada Guassardo; Leyla M. G. Livraghi; Federico Rossi.
Amministrazione: Fabrizio Serra editore, Pisa-Roma. Uffici di Pisa: via Santa Bibbiana 28 - I 56123. Uffici di Roma: Via Carlo Emanuele I 48 - 00185.
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Rubriche: Saggi; Note; Critica e metodologia; Bibliografia; Notiziario.

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ITALIANISTICA


Anno 2016 - N. 1
Gennaio-Aprile
(a cura di Teresa Caligiure)

SAGGI

MAIKO FAVARO, La trasparenza e l'artificio. Riflessioni sulle lettere amorose del '500

Il contributo prende in esame nell’epistolografia d’amore del Cinquecento, che ha il proprio punto di riferimento principale nella tradizione petrarchista, il rapporto tra artificio letterario e spontaneità di sentimenti, mediante richiami alle opere di Giovanni Antonio Tagliente, Pietro Bembo, Girolamo Parabosco, Alvise Pasqualigo e Celia Romana. Dall’articolo emerge come la studiata artificiosità retorica delle lettere possa sortire effetti contrastanti sull’amata, e quindi essere apprezzata come dimostrazione della veridicità dell’amore, ma anche rivelarsi uno scaltro mezzo di seduzione. Non mancano casi in cui è la stessa donna a ricorrere alla tradizione letteraria per abbellire il proprio dettato, pur rivendicando l’immediatezza del sentimento. Un esempio particolarmente eloquente dell’ambiguo contrasto tra artificio letterario di origine petrarchista ed espressione autentica di affetti sono le epistole amorose di Pietro Bembo in cui l’autore, in qualità di perfetto amante, si attiene a un codice letterario che fa capo a modelli prestigiosi.
Pag. 11-21
 


MARZIA MINUTELLI, Ancora su Saba e la "capra dal viso semita"

Il saggio si sofferma sul substrato mitico e simbolico di origine ebraico-testamentaria presente in uno dei componimenti più conosciuti di Saba, “La capra”. La studiosa indaga le ascendenze bibliche dell’animale, zooemblema della religione israelita, e la querimonia, elemento distintivo del popolo ebraico, che lega l’io lirico alla bestia. Sono evidenziati, anche in relazione alle varianti d’autore, il senso di solitudine e di appartenenza, evocati dall’animale, e il dialogo fra pari tra l’uomo e la capra che, anticipato nei "Versi militari", qui diventa completa affinità. Conclude l’articolo una riflessione su due componimenti di matrice zoomorfa.
Pag. 23-43
 


NOTE

FEDERICO DI SANTO, Elementi romanzeschi dall'"Italia" del Trissino alla "Gerusalemme" tassiana

L’autore, in contrapposizione all’immagine vulgata e richiamando la critica moderna, in particolare gli studi di Quondam, Zatti e Gigante, mostra, mediante una dettagliata comparazione di brani, come alcune sezioni narrative dell’“Italia liberata da’ Goti” presentino caratteri marcatamente romanzeschi e che diversi episodi della “Gerusalemme liberata” di Tasso sono debitori dell’elemento romanzesco di matrice trissiniana. Il giudizio di valore sull’“Italia liberata da’ Goti” e la riuscita dialettica fra ‘epos’ e romanzo nelle opere di Ariosto e Tasso hanno determinato il misconoscimento dell’influenza di Trissino sul capolavoro tassiano. La componente romanzesca dell’opera trissiniana, seppur subordinata all’elemento epico-storico, risulta, invece, un elemento strutturale determinante e funge da ipotesto per il poema tassiano.
Pag. 47-78
 


LUCA BELTRAMI, La polemica sul Romanticismo tra Mazzini e Spotorno

L’accesa polemica sul romanzo storico e le discordanti opinioni sui “Promessi Sposi” di Manzoni e sulla “Battaglia di Benevento” di Guerrazzi fra il giovane Giuseppe Mazzini e il padre barnabita Giovan Battista Spotorno vengono approfondite nel contributo di Beltrami. Lo studioso ricostruisce, in riferimento al clima culturale gravitante intorno alle riviste “Giornale ligustico”, cui esponente di spicco è Spotorno, e l’"Indicatore genovese", della cui redazione faceva parte Mazzini, le opposte posizioni ideologiche del conservatore cattolico e del giovane rivoluzionario. Viene posto in rilievo come la polemica letteraria manifesti orientamenti politici e sociali contrastanti: agli ideali di Restaurazione e di fiducia nell’assolutismo monarchico e nelle istituzioni religiose del padre barnabita si oppongono i disegni romantici e patriottici di Mazzini, che poco dopo la soppressione dell’"Indicatore genovese", si dedicherà all’azione politica.
Pag. 79-96
 


MARA BOCCACCIO, "Il peccato". Un tentativo formale ed esistenziale

In riferimento ad alcuni scritti critici di Boine e ad una recensione dello stesso autore, pubblicata sulla rivista “La Riviera Ligure”, al suo romanzo “Il peccato”, il contributo indaga il dramma interiore vissuto dal giovane protagonista, che vive un amore contrastato nei confronti di una novizia. Il saggio, soffermandosi sull’autobiografismo lirico dell’opera che rinnova, per alcuni aspetti, il romanzo tradizionale, propone un confronto fra l’opera di Boine e il “Secretum” di Petrarca, esaminando il concetto di peccato, intesto come imprescindibile tappa dell’esistenza umana, e l’immagine del mare, metafora dell’intimo dissidio.
Pag. 97-107
 


GIADA GUASSARDO, Linearità del tempo e narratività nei “Canti orfici”

L’articolo prende in esame le sezioni “Notte” e “Verna” dei “Canti Orfici” di Dino Campana. Il contributo si sofferma, nella prima sezione, sulle figure della matrona e della fanciulla e sulla visione del femminino e della ricerca dell’eros da parte del poeta. Dalla seconda prosa emerge il motivo del ricordo che, rispetto alla prima parte, si snoda in un tessuto narrativo più lineare e definito, seppur ricco di periodi sintattici arditi, ritmi e atmosfere oscure e visionarie. Infine, mediante un confronto della “Verna” con alcuni brani poetici tratti da “Immagini del viaggio e della montagna”, il saggio evidenzia la coerenza strutturale della prima parte dell’opera e dell’esperienza interiore che, attraverso la categoria del tempo e il tema del viaggio, approda alla ricerca di un linguaggio poetico oggettivo.
Pag. 109-129
 


SIMONA TARDANI, 'Il velo', 'la luna', 'la morte': un percorso nelle varianti de “Il Capitano” di Giuseppe Ungaretti

Il saggio indaga la vicenda redazionale e il succedersi diacronico delle varianti della lirica ungarettiana “Il Capitano”, testo cruciale e di raccordo tra i componimenti precedenti e quelli successivi. Tardani commenta interamente la prima redazione del testo, che risale al 1920, per poi analizzare le tre elaborate fasi redazionali, le numerose correzioni apportate dall’autore sino al 1936, con particolare attenzione al tessuto fono-sintattico. L’analisi delle varianti, in relazione al circuito semantico che lega i termini chiave 'velo', 'luna' e 'morte', dimostra un’evoluzione gnoseologica, che dalla perdita delle illusioni volge verso una dimensione allegorica e barocca di meditazione sulla morte.
Pag. 131-164
 


ONOMASTICA E LETTERATURA

MATTEO MILANI, L'italiano aulico del 'prode Fernando' in “Pane e tulipani” (Soldini, 1999)

L’articolo prende in considerazione la presenza della componente linguistica derivante dall’"Orlando furioso" di Ariosto nella commedia cinematografica “Pane e tulipani”, diretta da Silvio Soldini. Il linguaggio libresco di matrice ariostea diventa il modello linguistico dell’italiano aulico parlato dal protagonista Fernando, un cameriere olandese che si innamora di una donna a Venezia.
Pag. 167-178
 


LETTERATURA D’OGGI

TOMMASO PEPE, Su una riscrittura della “Tregua”: “La prova” di Marco Belpoliti

Il contributo approfondisce i rapporti tra “La tregua” di Primo Levi e “La prova” di Marco Belpoliti, che già nel film “La strada di Levi”, prodotto inseme a Davide Ferrario, aveva documentato l’itinerario di ritorno da Auschwitz vissuto dallo scrittore torinese. Pepe presenta i viaggi compiuti e descritti da Belpoliti sulle tracce di Levi e le multiformi esperienze odeporiche, centrifughe e centripete, che legano indissolubilmente presente e passato, attraverso la Germania nazista e diversi paesi un tempo parte dell’Unione Sovietica. A partire da alcune riflessioni sul crollo del muro di Berlino, sul socialismo e sul disastro di Chernobyl, Belpoliti giunge a una diagnosi dell’attentato al World Trade Center. Sfondo dell’opera è un paesaggio spettrale, ricco di memorie, rovine e macerie, esteticamente dominato dal kitsch postmoderno, che svincola spazi e oggetti dal loro originario contesto semantico.
Pag. 181-204
 


BIBLIOGRAFIA

VALERIO MARUCCI, Per me, Dante. Incontri e riflessioni con alcuni canti della “Commedia”

Ravenna , Ed. Longo - 2014
(Marco Leone)
pag. 207-209

 

PULCI LUIGI, Sonetti extravaganti a cura di Alessio Decaria

Firenze , Ed. Società Editrice Fiorentina - 2013
(Silvia Litterio)
pag. 209-2011

 

Folengo in America a cura di Massimo Scalabrini

Ravenna , Ed. Longo - 2012
(Alessia Terrusi)
pag. 2011-2013

 

Liriche del Cinquecento: Vittoria Colonna, Veronica Franco, Isabella Andreini, Gaspara Stampa, Veronica Gambara, Isabella Morra, Chiara Matraini, Laura Terracina a cura di Monica Farnetti, Laura Fortini

Roma , Ed. Iacobelli - 2014
(Veronica Copello)
pag. 2014-2016

 

CESARE BECCARIA, Dei delitti e delle pene a cura di Marialuigia Sipione

Massa , Ed. Luce - 2014
(Giulia Zava)
pag. 216-217

 

ALESSANDRO MANZONI, Opere di Alessandro Manzoni, IV, Scritti storici e politici a cura di Luca Badini Confalonieri

Torino , Ed. UTET - 2012
(Fabio Danelon)
pag. 217-221

 

Lirici greci e lirici nuovi. Lettere e documenti di Manara Valgimigli, Luciano Anceschi e Salvatore Quasimodo a cura di Giovanni Benedetto, Roberto Greggi, Alfredo Nuti

Bologna , Ed. Editrice compositori - 2012
(Davide Burgio)
pag. 221-223

 

GIOVANNI CATTANI, Scritti in prosa e in versi 1938-1990 a cura di Luigi Neri

Faenza , Ed. Fratelli Lega - 2014
(Pantaleo Palmieri)
pag. 223-226

 

CINZIA RUOZZI, Raccontare la scuola. Testi, autori e forme del secondo Novecento

Torino , Ed. Loescher - 2015
(Greta Redaelli)
pag. 226-230