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  IL LETTORE DI PROVINCIA

Testi ricerche critiche
Semestrale

Comitato di redazione: Domenico Berardi; Graziano Benelli; Bruno Pompili; Franco Contorbia; Franco Mollia; Cino Pedrelli.
Amministrazione: Longo Editore, via P. Costa, 33 – 48121 Ravenna.
Abbonamenti: € 35,00 (Italia); € 60,00 (estero). Fascicolo singolo: € 16,00.

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IL LETTORE DI PROVINCIA


Anno 2014 - N. 142
Gennaio/Giugno
(a cura di Carmela Pierini)

ANTONIO CASTRONOVO, Premessa

Considerato spesso un genere minore, quello della diaristica è un modulo narrativo che trova nella letteratura italiana esempi di valore tra cui immancabile è lo "Zibaldone" di Leopardi. Questo numero del "Lettore di provincia" sceglie proprio il diario come motivo conduttore: il diario nel Novecento come strumento di annotazione di avvenimenti storici e sociali esteriori ma anche mutamenti interiori di percezione e sentimento.
Pag. 3-4
 


GLORIA M. GHIONI, "Confidarmi non è il mio forte". I diari di Corrado Alvaro

Alvaro è stato un autore riservato e serioso, apparentemente poco incline al racconto in prima persona. In realtà la sua prosa nasconde - ma solo a occhi poco attenti - motivi autobiografici ben radicati che trovano un chiaro bilanciamento nei trentadue anni di diari che lo accompagnano dal 1927 sino all'anno della sua morte. I suoi scritti diaristici, effettivamente editi secondo una moda incline alla pubblicazione del 'libro segreto' d'autore, conterranno cronache brucianti e critiche puntuali alla società e ai costumi del suo tempo.
Pag. 5-11
 


FRANCO GÀBICI, La 'guerra' di Giuseppe Berto

"Guerra in camicia nera" è un volume di Giuseppe Berto che racconta il suo personale impegno durante la campagna in Etiopia. Un'opera che vuole mostrare la sua indipendenza di intellettuale, libero di scrivere contro o a favore della discussa camicia nera. Nel libro si trovano alcuni temi propri della scrittura di Berto: l'ironia, il conflitto-amore verso il padre, il senso di colpa per la guerra.
Pag. 13-15
 


MATTEO VERONESI, "Mallarmé, questa riva". Carlo Bo e il diario del tempo assoluto

Il percorso critico di Carlo Bo viene interpretato, in questo articolo, come un lungo movimento diaristico che partendo dall'esperienza e dalla narrazione dell'evento alluda a una dimensione assoluta superiore, di cui ogni atto creativo diventa parziale manifestazione. L'autore ripercorre i debiti letterari di Bo, i suoi autori più cari: dalla Woolf alla Mansfield a Gide, da Mallarmé a Valery e Flaubert; una mirabolante tessitura alla ricerca di una 'letteratura pura', nutrita di richiami, e tendente ad una spasmodica ricerca di assolutezza.
Pag. 17-24
 


ANDREA PAGANI, L'epifania di Buzzati. "In quel preciso momento"

L'autore tenta nel saggio di definire il genere, se così possiamo chiamarlo, scelto dalla poliedrica penna di Dino Buzzati per la redazione del volume "In quel preciso momento". L'opera vede Buzzati sperimentare e giocare con la struttura diaristica al di là delle precise regole che ad essa sono sottese per elaborare un volume-contenitore di tutte le principali tematiche autoriali.
Pag. 27-31
 


MARIA PANETTA, "Esercizi spirituali" di un critico. I "Taccuini" di Emilio Cecchi

L'articolo analizza alcune peculiarità dei "Taccuini" di Emilio Cecchi, editi per la prima volta nel 1976 grazie all'impegno di Niccolò Gallo e Pietro Citati. Una scrittura concepita non semplicemente come appunto casuale, ma come esercizio quotidiano di rigore spirituale e ricerca formale.
Pag. 33-40
 


PAOLO ALBANI, Antonio Delfini, diarista per passare il tempo

I "Diari" dello scrittore modenese, editi postumi nel 1982 grazie all'impegno della figlia dello scrittore e di Natalia Ginzburg, consentono un percorso fugace nella vita dell'autore, disordinato e svogliato diarista, la cui scrittura è stata definita 'fantastica' e 'surreale': brevi lampi aforistici, a tratti autobiografici a tratti spontaneamente politici o invettivi.
Pag. 41-44
 


MARCO SANGIORGI, Una sedia vuota. Libero de Libero scontroso cronista del proprio tempo

L'articolo invita alla lettura dei diari di Libero de Libero, poeta ciociaro dimenticato dalla critica militante. Una scrittura intima che meglio chiarisce la dimensione umana del poeta in un contesto di pressioni sociali e censure come quello fascista.
Pag. 45-50
 


SARA CALDERONI, I diari di Andrea Emo: una domanda aperta sul mondo negativo

La scrittura diaristica è stata l'unica scrittura di Andrea Emo: una narrazione voluta per 'imparare a pensare', in una dimensione dissertazione che si fa radicale ma non nichilista. Un pensiero rivolto al Nulla come 'unica sintesi', in una meditazione più filosofica che letteraria.
Pag. 51-55
 


SARA RICCI, 'Con i piedi fortemente possiati sulle nuvole'. Una lettura del "Diario degli errori" di Ennio Flaiano

La scrittura polisemica di Flaiano non tradisce le aspettative nel "Diario degli errori" scritto che copre un ventennio della vita dell'autore - quello forse più fecondo tra il 1950 e il 1972 - e ricalca le orme del 'pastiches', della lingua ossimorica e dalle mille volute, del mosaico variopinto.
Pag. 57-28
 


NEIL NOVELLO, L'essere e l'idea. Felicità di Gadda in guerra

Il vissuto gaddiano della guerra, attraverso gli scritti che percorrono le tre dimensioni belliche dell'esperienza d'autore: la vita senza guerra, la vita in guerra e la vita in prigionia. Una narrazione personale che si fa confessione d'ideali perduti e felicità di azione.
Pag. 59-66
 


PIERO MIOLI, Bacchetta e calamaio: Gianandrea Gavazzeni musicista e diarista

"Il sipario rosso" è il titolo del diario di Gianandrea Gavazzeni, musicista e intellettuale milanese a tutto tondo, pubblicato da Einaudi nel 1992. Uno scritto diaristico che raccoglie diciassette anni di vita dell'autore tra spunti di riflessione sul pubblico incontrato, opinioni critica su compositori e autori e lampi di riflessione di vario genere.
Pag. 67-75
 


RITA DE SANTIS, L'umorismo nei diari di prigionia di Giovannino Guareschi

Deportato in un campo di prigionia militare durante la seconda guerra mondiale, Giovannino Guareschi per due anni annoterà con il suo stile pervaso di umoristica speranza, tutte le esperienze del lager in un diario minuzioso la cui pubblicazione si ha solo nel 2008. Lo scrittore scelse di non dare alle stampe questa sua opera, pur considerandola la migliore tra le sue, ma di pubblicarne solo alcuni estratti. Sarà solo grazie al lavoro di recupero e censimento delle carte del suo archivio privato che il 'grande diario' sarà salvato dall'oblio.
Pag. 77-81
 


SIMONA ABIS, Scrivere per morire: i diari di Tommaso Landolfi

La scrittura diaristica per Tommaso Landolfi diventa necessaria alla sua meditazione sulla morte: un utile pegno per una vita autentica che presto si trasforma, nella sua teorizzazione, in inutilità. La vita non muore per rinascere in parole, ma defunge e basta.
Pag. 83-90
 


MARIANGELA LANDO, Luigi Meneghello: dal "Dispatrio" inglese a "Le carte"

Una breve lettura di due opere autobiografiche di Luigi Meneghello, "Il dispatrio" e "Le carte", testimonianza della sperimentazione linguistica e formale utilizzata dall'autore e insolitamente applicata anche nell'uso del frammento narrativo e di memoria.
Pag. 91-99
 


MARIANGELA LANDO, La guerra del '15 nel "Diario sentimentale" di Alfredo Panzini

Tre anni di guerra, della Prima Grande Guerra, narrati nell'appuntamento quotidiano con il proprio diario: questo il contenuto de "La guerra del '15: diario sentimentale". Alfredo Panzini raccoglie impressioni e emozioni di quei giorni in una scrittura densa di incontri e venata di umorismo.
Pag. 100-111
 


DANIELA MARCHESCHI, Giuseppe Pontiggia in "Prima persona"

I testi nati dalla collaborazione di Giuseppe Pontiggia con il "Sole 24 Ore" riuniti in un unico volume edito nel 2002 e arricchito da prose sparse. Uno zibaldone contemporaneo denso di riscritture e collage letterari dalle più molteplici tematiche.
Pag. 112-116
 


GIUSEPPE SERGIO, Il diari di Antonia Pozzi

Le pagine diaristiche della scrittrice e fotografa Antonia Pozzi raccontano i tormenti e le meditazioni di una giovane donna che lotta con il desiderio di restare in vita. Nessuna percezione di un destinatario, ma solo la scrittura impellente e la poesia poco sedimentata trascritte a distanza di poche ore - se non raramente giorni - rispetto all'accadimento dei fatti.
Pag. 116-123
 


DIANA RÜESCH, Il diarismo è una malattia nervosa? L' 'io' di Prezzolini dal "Diario di New York" alle "Bruschette ticinesi"

I diari di Prezzolini permeano la sua attività di autore instancabile in un continuo rimando tra scrittura autobiografica e meditazione narrativa. La scrittura quotidiana come esercizio ininterrotto praticato sul sé che non può che sostenere l'opera letteraria.
Pag. 125-127
 


MASSIMO SANNELLI , Il "Diario ottuso" di Amelia Rosselli. Una introduzione incongrua

Un diario inteso come 'vita nuova' in un'accezione dantesca: una scrittura intima e autobiografica che si fa anche teoria di stile e manuale di poetica.
Pag. 133-136
 


ANTONIO CASTRONUOVO, Sul diario di Bino Sanminiatelli

Bino Sanminiatelli è stato autore prestato - nella poesia - all'avanguardia da cui si staccherà per una sperimentazione che permei di tradizione. Conosciuto e apprezzato da Cecchi come narratore, rinasce nella scrittura dei suoi diari che diventano apprezzabile momento di meditazione intima. Riflessione sulla senilità, sulla morte, sulla lettura come momento contemplativo, sulla difesa del proprio io - poetico e personale.
Pag. 137-145
 


ANTONIO CASTRONUOVO, Mario Soldati diarista con personaggi

'Diarista con personaggi'' è la definizione che Geno Pampaloni diede di Mario Soldati: una scrittura radicata alla vita e all'esperienze, ma rifratta nella narrazione non strettamente autobiografica. Nonostante questo l'autore avrà una produzione diaristica in senso stretto che pur conserva i tratti del racconto senza mai diventare semplice scrittura dell'io, per profilarsi nell'abbozzo di figure - per esempio di intellettuali noti -, di incontri, di impressionistiche tassonomie antropologiche.
Pag. 147-151
 


GILBERTO MORDENTI, Pensare tra i monti. Sul diario di Anacleto Verrecchia

"Il diario del Gran Paradiso" di Anacleto Verrecchia si rifà alle descrizioni dei moti dell'intelletto più che degli accadimenti. Isolato, per scelta, nelle Alpi Graie raccoglie il suo pensiero filosofico tra le pagine del suo taccuino: riflessioni ironiche e acute, dissertazioni teoriche e osservazioni naturalistiche, base di ogni sua meditazione.
Pag. 153-158
 


PINA PAONE, Dialogo in pubblico con Elio Vittorini

Il 1957 è l'anno in cui Elio Vittorini pubblica il "Diario in pubblico": raccolta cronologica di una parte dei suoi interventi critici. Il titolo dell'opera racconta la scelta prospettica operata dall'autore: non un'espressione intima del proprio percorso, un concedersi all'esterno, bensì un ripensare alla scrittura e al pensiero espresso in passato secondo il tempo presente. Ri-pubblicare per ri-scrivere per ri-conoscere.
Pag. 158-166