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  I QUADERNI DELL'INGEGNERE

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I QUADERNI DELL'INGEGNERE


Anno 2014 - N. 5
(a cura di Lorenzo Panizzi)

TESTI

CARLO EMILIO GADDA, Appunti leopardiani II. A cura di Paola Italia

Nel saggio Paola Italia pubblica la seconda parte degli appunti su Giacomo Leopardi che Gadda stese nel 1924, quando era studente all’Accademia Scientifico Letteraria di Milano. Tutti gli appunti fanno ora parte del Fondo Gadda custodito presso l’Archivio Contemporaneo “A. Bonsanti” di Firenze. Quelli qui presentati sono relativi alla lettura gaddiana delle Operette Morali nell’edizione ottocentesca appartenuta al fratello Enrico. Gli appunti pongono in risalto il profondo impatto che il pensiero di Leopardi esercita su Gadda, che, mostrando apprezzamento verso le idee filosofiche del poeta, “intende mettere alla prova il ‘sistema’ leopardiano nelle sue aporie e negli elementi di forza, confrontandolo continuamente con il proprio” (p. 23). Questa pubblicazione fornisce quindi un importante strumento per comprendere le linee di sviluppo del pensiero del giovane Ingegnere.
Pag. 5-29
 


DOCUMENTI

CARLO EMILIO GADDA, Materiali per la Mostra Leonardesca: postille alla Guida ufficiale, appunti e abbozzo autografo del saggio. A cura di Carlo Vecce.

Nel saggio Carlo Vecce pubblica le note prese da Gadda quando visitò la Mostra Leonardesca nel 1939, riproduce le annotazioni manoscritte apposte da Gadda sulla guida ufficiale dell’esposizione e pubblica la bozza autografa del saggio "Avvicinare Leonardo".
Pag. 33-93
 


CARLO EMILIO GADDA, Lettere a Enrico Falqui e a Gianna Manzini. A cura di Aldo Mastropasqua

Gadda e il critico letterario Enrico Falqui iniziarono la loro corrispondenza nel 1931, un anno prima di quella tra Gadda e Gianna Manzini (1932). La decisione di pubblicare le lettere, scritte dal 1944 al 1957, dunque durante un periodo drammatico della vita di Gadda, è dovuta alle importanti informazioni ivi contenute. Le lettere documentano inoltre la preparazione e, infine, la mancata pubblicazione del primo capitolo di "Eros e Priapo" su "Prosa", rivista che, nel 1946, dirigeva Gianna Manzini. Il rifiuto della Manzini provocò in Gadda un profondo disappunto e la sua frustrazione fu ulteriormente alimentata dalla difficoltà di adeguare il suo complesso linguaggio letterario a una forma più semplice. Ciò fu richiesto da Falqui al fine di pubblicare alcuni testi gaddiani in giornali come “Il Mattino di Roma” e “Il Tempo”. Di questi giornali Falqui, tra gli anni quaranta e cinquanta, dirigeva infatti la terza pagina. La severa critica espressa da Falqui sul Pasticciaccio nel 1957 mise a dura prova la già problematica relazione tra lo scrittore e il critico, mentre il reciproco rispetto, e ammirazione, tra Gadda e Manzini rimase intatto.
Pag. 95-186
 


ICONOGRAFIA

CARLO EMILIO GADDA, Per la mostra leonardesca: dall’abbozzo autografo. A cura di Carlo Vecce

Riproduzione fotografica di alcune pagine manoscritte del saggio di Gadda sulla “Mostra Leonardesca”, pubblicato in "Nuova Antologia" nel 1939. La bozza manoscritta è conservata presso il Fondo Roscioni della Biblioteca Trivulziana di Milano.
Pag. 189-198
 


STUDI

CARLO VECCE, “Avvicinare Leonardo”: Carlo Emilio Gadda alla Mostra Leonardesca

Dopo aver visitato la ‘Mostra Leonardesca’ a Milano (1939), Gadda raccontò l’esperienza del suo incontro diretto con le opere e il mito di Leonardo in un saggio pubblicato sulla “Nuova Antologia” il 16 agosto 1939. Come nacque il saggio? Come si svolse la visita (o le visite) della Leonardesca? Cosa attrasse l’attenzione di Gadda e colpì a tal punto la sua immaginazione? Gli archivi gaddiani depositati sia presso la Biblioteca Trivulziana di Milano sia presso l’Archivio Liberati di Villafranca di Verona consentono di ricostruire con esattezza e con dettagli inediti la cronaca di quell’incontro. Il materiale autografo comprende una Guida ufficiale dell’esposizione annotata da Gadda, un block notes, la bozza del saggio pubblicato in “Nuova Antologia”,così come alcuni estratti dello stesso articolo contenenti ulteriori correzioni manoscritte. Attraverso questi documenti finora inesplorati si rende possibile anche per noi, oggi, accompagnare l’Ingegnere nelle sale della mostra, rivedendo le opere, i modelli,i pezzi e gli allestimenti che ne colpirono fin da subito l’immaginazione.
Pag. 201-221
 


ORNELLA SELVAFOLTA, Con Gadda, tra ville venustissime e villini pastrufaziani

In diverse occasioni Gadda ha affrontato il tema della 'villa' in relazione sia alla sua storia personale sia come fenomeno sociale. La villa, ovvero la casa monofamiliare, è storicamente la più comune forma di insediamento in Brianza,l’area che si estende a nord di Milano e che include Longone al Segrino,la città in cui il padre di Gadda costruì la sua casa all’inizio del Novecento. Attraverso i secoli questa regione ha subito profondi cambiamenti. Gadda ammirava profondamente le magnifiche ville appartenenti all’aristocrazia lombarda dei secoli XVII e XVIII, ma derideva lo spiccato individualismo e il gusto stravagante della ricca borghesia che, successivamente, prese possesso in Brianza delle nuove case di campagna. Questo saggio tiene conto di questi due distinti tipi di villa così come sono osservati dallo scrittore nei suoi romanzi, con particolare attenzione al contesto culturale e architettonico del tempo e agli edifici realmente esistenti descritti nei testi di Gadda.
Pag. 223-253
 


FRANCESCO VENTURI, L'Ingegnere e il Conte. Per qualche traccia del rapporto Gadda-Landolfi

Attraverso l’utilizzo di documenti editi ed inediti, questo articolo mira a ricostruire la tumultuosa amicizia tra Gadda e Tommaso Landolfi. Negli anni quaranta i due vivevano a Firenze e si incontravano regolarmente al caffè letterario delle 'Giubbe Rosse'. Come documentato da due lettere finora inedite, essi ripresero brevemente contatto nel 1956 quando Landolfi, incoraggiato da Gadda, iniziò la collaborazione con la rete televisiva nazionale RAI.
Pag. 255-263
 


ARCHIVI

BARBARA COLLI, Il fondo Gadda nell’Archivio Gian Carlo Roscioni nella Biblioteca Trivulziana (IV parte)

Descrizione archivistica di materiali gaddiani,già proprietà di Giancarlo Roscioni,acquisiti dalla Biblioteca Trivulziana di Milano.
Pag. 267-313
 


STRUMENTI

CLAUDIO VELA, Per un censimento delle lettere di Gadda: aggiunte (al 31 dicembre 2013) e integrazioni al “Repertorio cronologico delle lettere di Gadda pubblicate”.

È una registrazione di 91 lettere di Gadda, scritte tra il 1911 e il 1969, riprodotte interamente o parzialmente in nove diverse sedi nel 1999, 2009, 2013.
Pag. 317-323
 


MAURO BIGNAMINI E FRANCESCO VENTURI, Bibliografia della critica gaddiana 2013 (con recuperi per il 2010-2012)

Si ripercorre la bibliografia degli scritti critici intorno a Gadda, dividendola in anni e sezioni (monografie, miscellanee, atti di convegni, articoli su rivista, saggi, articoli di giornale).
Pag. 325-337