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  HUMANISTICA

An International Journal of Early Renaissance Studies
Semestrale
Direzione:
Marcello Ciccuto; Francesco Furlan Furlan.
Collegio di direzione: Michel Blay; Maurice Brock; Jean-Louis Charlet; Marcello Ciccuto; Claudio Crescentini; Francesco P. Di Teodoro; Enrico Fenzi; Riccardo Fubini; Francesco Furlan; Guglielmo Gorni; Nicoletta Guidobaldi; Yves Hersant; Charles Hope; Frank La Brasca; Giulio Lepschy; David Marsh; Mario Martelli †; Martin McLaughlin; Stefano Pittalunga; Lionello Puppi; Francisco Rico; Alain-Ph. Segonds; Victor Stoichita; Ranieri Varese; Philippe Vendrix; Gianni Venturi.
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HUMANISTICA
Anno 2009 - N. 1

(a cura di   Lorenzetti Annalisa )

DOSSIER URBINO: L'ETÀ DI GUIDUBALDO E CASTIGLIONE GUIDO ARBIZZONI CURANTE

MARCELLO SIMONETTA, Guidoubaldus dux Urbini: Ritratto del principe da giovane

L'articolo ritrae la figura giovanile di Guidubaldo da Montefeltro, affiancando alle biografie ufficiali lo studio dei ritratti contemporanei. Sulla base di documenti inediti degli archivi di Firenze, Mantova e Milano si ripercorre l'educazione umanistica del giovane principe, la vita di corte e l'inizio della sua carriera come duca di Urbino alla morte del padre. Si tratta di una visione alternativa a quella convenzionale proposta dal Castiglione, dal Bembo e dal Baldi.

Pag. 11-18

 

 

UMBERTO MOTTA, Il principe di Castiglione

Alla morte di Guidubaldo di Montefeltro Baldassarre Castiglione scrive un panegirico in latino che viene dedicato ed inviato ad Enrico VII re d'Inghilterra sotto forma di epistola. La raffinata strategia politica e letteraria dell'opera estrae dalla vita di Guidubaldo il ritratto del principe ideale, secondo un impianto umanistico che, discusso di lì a poco dal Machiavelli, verrà ripreso e sviluppato nel "Libro del cortegiano".

Pag. 19-32

 

 

PAOLO PÒNTARI,

Si indaga l'attività culturale del circolo umanistico di Guidubaldo di Montefeltro, in particolare la produzione storiografica ufficiale degli intellettuali della corte di Urbino, caratterizzata da una continuità della propaganda culturale federiciana.

Pag. 33-46

 

 

ALESSANDRO SCARSELLA, Tra testo e immagine dell'

L'"Hypnerotomachia Poliphili" si apre con la lettera dedicatoria di Leonardo Grassi, curatore e finanziatore della pubblicazione, a Guidubaldo di Montefeltro, motivata non solo dalle vicende autobiografiche del Grassi, ma anche dalla funzione mediatrice della corte di Urbino. L'essenza della richiesta del Grassi risiede, tuttavia, nel riconoscimento sul piano estetico delle edizioni impresse, degne ormai di essere poste all'altezza della grande tradizione del manoscritto miniato in cui il collezionismo librario urbinate si era distinto.

Pag. 47-52

 

 

MARIANNA VILLA, Musica alla corte di Urbino: Plutarco e il

Alla base del modello di gentiluomo del "Cortegiano" accanto al mestiere delle armi si trova la rivendicazione della cultura, da intendersi anche come competenza musicale. Le notazioni sulla musica riflettono i gusti e le pratiche della corte urbinate inaugurate da Federico di Montefeltro in seguito agli insegnamenti ricevuti presso la scuola mantovana di Vittorio da Feltre. Nei primi due liri emerge infatti la preferenza per la maniera musicale dei Greci, ovvero la monodia vocale accompagnata da strumenti. Tra le fonti è il "De musica" pseudoplutarcheo che, riscoperto in seguito alla versione latina del Valgulio, diventa un riferimento importante per coloro che, nel dibattito musicologico del secolo, seguono una linea conservatrice.

Pag. 53-63

 

 

ALESSIO BOLOGNA, Le

Le "Collettanee grece, latine e vulgari[...] nella morte de l'ardente Seraphino Aquilano" sono dedicate a Elisabetta Gonzaga Montefeltro, duchessa di Urbino. Si esamina la dedica per cercare di comprendere le ragioni che indussero l'Achillini a rivolgersi alla donna quale autorità in grado di promuovere questa impresa editoriale.

Pag. 65-69

 

 

STUDIA MISCELLANEA

GUGLIELMO GORNI, Novità sul

Nel Riccardiano 2908 una sola mano, ancora duecentesca, copia i poemetti in couplet di Brunetto Latini, l'adespoto "Mare amoroso" e un sonetto di Cecco Angiolieri. I poemetti di Brunetto sono tramandati anche da latri testimoni: le indicazioni di incipit/explicit dell'intera tradizione manoscritta e le formule iniziali e finali di Brunetto delimitano in realtà quattro detti, che finora le edizioni moderne hanno ridotto a due. Il "Mare amoroso" è a testimonianza unica, ma la lettura filologica della copia modifica l'analisi metrica. Si sottolineano i forti legami culturali tra il "Mare" e Brunetto, e l'importanza del manoscritto.

Pag. 73-79

 

 

MICHEL BLAY, Du monde de la vie à celui de la science au tournant des XVI et XVII siècles: Èléments pour une lecture humaniste

Si afferma spesso, e in particolare lo fa Alexandre Koyré, che la scienza moderna, quella di Copernico, Galileo, Cartesio, Newton, si è affermata separandosi dal mondo della vita, dal senso e dai valori. Nel presente articolo si tenta di dimostrare che tale interpretazione deriva da una particolare concezione della scienza, una concezione dimentica delle condizioni che l'hanno determinata e dominata nel contempo dall'ossessione di ottenere instancabilmente nuovi risultati per nuove applicazioni.

Pag. 81-89

 

 

RASSEGNA

MARCO FAINI, Su alcune recenti edizioni delle opere folenghiane

Recentemente l'opera di Teofilo Folengo sembra oggetto di rinnovato interesse, testimoniato da una traduzione francese ed una inglese del "Baldus". Ad esse si aggiunge l'edizione critica di un importante poema religioso, "La palermitana". Si considerano qui i motivi di interesse di tali edizioni e il loro effetto sulla conoscenza di alcuni settori della letteratura del Cinquecento.

Pag. 93-98

 

 

VALENTINA SESTINI, Per una rassegna degli studi di storia del libro degli ultimi cinque anni (2004-2008)

Il contributo propone un sintetico panorama degli studi di storia del libro pubblicati tra il 2004 ed il giugno 2008, da cui si enuclea una certa tendenza, da parte di tale disciplina, ad orientarsi sempre più verso l'analisi dei singoli aspetti dell'oggetto libro e delle sue dinamiche, a cui fanno eccezione pochi, ma incisivi, studi di carattere generale.

Pag. 99-104