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  FILOLOGIA ANTICA E MODERNA

Semestrale
Direttore: Nicola Merola.
Direttore responsabile: Nuccio Ordine.
Comitato scientifico: Franca Ela Consolino; John Freccero; Yves Hersant; Amneris Roselli; Winfried Wehle; Heinrich von Staden.
Redazione: Francesco Iusi; Monica Lanzillotta. Dipartimento di Filologia, Università degli Studi della Calabria, 87030 Arcavacata di Rende (Cosenza).
Amministrazione: Rubbettino Editore S.r.L., viale dei Pini 10 - 88049 Soveria Mannelli (CZ).
Abbonamenti: € 40,00.
Rubriche: Saggi; Recensioni.

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FILOLOGIA ANTICA E MODERNA


Anno 2011 - N. 1
gennaio-giugno
(a cura di Carmela Reale)

SAGGI

MARIA LUISA DE SETA, "Thesaurus linguae Latinae": lessico, non dizionario

Il progetto del "Thesaurus linguae Latinae" nacque a fine Ottocento, avendo come punto di partenza le ricerche lessicografiche di Eduard Wolfflin. Esso prevedeva la schedatura di tutti i testi della letteratura latina fino al II sec. d. C. e "excerpta" per i secoli successivi fino al VI. Nel 1900 fu pubblicato il primo fascicolo, comprensivo dell'"Onomasticon", che dopo la lettera B è pubblicato, però, in volumi autonomi ed è fermo alla lettera D. Il progetto, ancora non concluso, ha avuto successivi differimenti per motivi lavorativi, storici ed economici; sembra plausibile una sua conclusione nel 2050. Le schede iniziali sono aggiornate continuamente e il lavoro di coloro che stendono gli articoli è in stretta collaborazione. Il "Thesaurus" vuole fornire non la traduzione, bensì l'interpretazione di ciascun lemma segnalandone comparsa, evoluzione, eventuale scomparsa, cioè la sua 'storia'.
Pag. 5-12
 


ZUZANNA KRASNOPOLSKA, Emma a Parigi. Studio sull'effetto di Parigi sulla signora Bovary e sulle sue sopravvivenze letterarie

Il saggio prende in considerazione Parigi come polo di attrazione per la donna di provincia in letteratura, donna che aspira a diventare 'donna di città'. Ne sono esempi evidenti Emma Bovary e i personaggi letterari femminili che hanno trovato in lei un modello. Madame Bovary non è mai stata a Parigi, ma la sogna come un mondo ideale, che le viene filtrato da oggetti, mappe, riviste, libri, soprattutto romanzi (le opere di Balzac, Geoge Sand, Sue, ma anche letteratura rosa dozzinale). A Emma Bovary è paragonabile la Teresa Uzeda di "L'illusione" di Federico De Roberto, la quale lascia Milazzo per Palermo, ma considera Parigi la vera città ideale e fra le sue letture ha i romanzi francesi 'parigini', nonché "Madame Bovary". Ancora Parigi è la meta ideale di Luisa, protagonista di "Il cugino Basilio" di José Maria de Eca de Queiroz. Il 'bovarismo' è anche alla base delle tre donne di "Menzogna e sortilegio" di Elsa Morante e (ma solo indirettamente Parigi) di "Presidentessa" di Leopold Alas 'Clarin'.
Pag. 13-31
 


ENRICO DE LUCA, Calchi boitiani in una traduzione novecentesca dell'"Otello"

Gabriele Baldini traducendo l'"Otello" negli anni '60 del Novecento utilizza traduzioni parziali di altri. Fra queste si serve molte volte - dichiarandolo solo genericamente nella nota introduttiva - dei versi del libretto di Arrigo Boito per l'"Otello" verdiano (in alcuni cassi lievemente ritoccati), sebbene ciò significhi inserirli in una traduzione in prosa. De Luca confronta il testo inglese con i calchi di Baldini da Boito, offrendone una rassegna completa.
Pag. 33-59
 


GILBERTO MARCONI, Bonaventura Tecchi: gli altri come problema religioso. Una lettura di "Gli onesti"

Il problema di comprendere la sofferenza degli altri è per Tecchi prima di tutto un problema religioso. Il racconto lungo "Gli onesti", scritto nel 1957-58 e pubblicato l'anno dopo in "Nuova antologia" (poi nel 1965 in volume), narra le vicende dei due fratelli Ippoliti, membri di una famiglia borghese di campagna, separati dopo la morte improvvisa del padre e cresciuti in modo diverso: Filippo, il primo, in collegio; Renzo, il secondo, vezzeggiato da tutti a casa. Renzo, però, da giovane sperpera il patrimonio familiare, va in America, ne torna all'improvviso chiedendo molto denaro, che il fratello inaspettatamente gli dà senza alcuna opposizione. Ciò che sembra un gesto buono è in realtà negativo e serve a Tecchi, che si identifica con Filippo, per contestare le proprie scelte rigoriste a favore di un cristianesimo pronto a comprendere e ad aiutare.
Pag. 61-68
 


ALESSANDRO GAUDIO, Ciò che è di Morselli e ciò che non è

Nella prima parte dell'intervento, sulla scorta della premessa al proprio libro "Morselli antimoderno", Gaudio definisce lo scrittore antimoderno senza escludere completamente i concetti di moderno e di modernità. Nei romanzi di Morselli permane l'aspetto sostanziale del reale, ma emerge una visione complessa della realtà che passa attraverso il rifiuto degli sperimentalismi, del soggettivismo e dell'intimismo, dell'astoricismo di stampo postmoderno, salvandone solo il margine di riutilizzo, tanto che lo scrittore risulta inattuale rispetto ai tempi, ma non superato, anzi anticipatore in alcuni casi degli sviluppi della narrativa italiana fra gli anni Settanta e Ottanta. Nella seconda parte, poi, Gaudio discute la falsa attribuzione a Morselli del racconto "I vecchi e i giovani", pubblicato nel dicembre 1938 sul "Popolo d'Italia" e dovuto a Mario Puccini, nome in modo errato ritenuto invece da Valentina Fortichiari pseudonimo di Morselli.
Pag. 69-80
 


IVAN PUPO, La piccola storia attraverso un dettaglio. Sciascia, il "paradigma indiziario" e gli "archivi della repressione"

Pupo pone in evidenza gli innegabili punti di contatto fra i lavori di Carlo Ginzburg su stregoneria e inquisizione e le opere di Sciascia che pongono al centro i medesimi elementi. Indipendentemente l'uno dall'altro, lo storico e il narratore scelgono come punti di interesse le microstorie ed entrambi hanno consapevolezza che ciò che ci è stato tramandato è il punto di vista di accusatori e giudici; tuttavia le testimonianze hanno talvolta delle 'crepe', che il metodo indiziario permette di valorizzare, traendone spunto per la costruzione di storie diverse da quelle ufficiali. Tale metodo, fondato sull'analisi, è peraltro affine a quello della filologia e fa emergere significati nuovi anche rispetto a fatti e personaggi importanti. I romanzi inchiesta di Sciascia e i contributi di Ginzburg attenti alle microstorie riesaminano atti di processi inquisitoriali e altri documenti d'archivio e danno voce ad accusati e condannati. Numerosi i riferimenti e le citazioni portati ad esempio.
Pag. 81-95
 


ELEONORA SPOSATO, L'educazione di un 'selvaggio' in un romanzo di Saverio Strati

Lo studio si occupa del romanzo di Saverio Strati "Il selvaggio di Santa Venere (1977), il cui nucleo è in un suo racconto del 1952: "Leo". Nel romanzo sono presenti tutti i temi cari all'autore: infanzia, lavoro, mafia, guerra, emigrazione. Terra d'origine degli Arcadi è un paesino calabrese da cui Dominic emigra nel nord Italia, con scelte diverse rispetto al padre Leo e al nonno don Mico, incarnando la figura di operaio-intellettuale cara all'autore. Il vero protagonista è Leo; le sue vicende - fra cui le umiliazioni a scuola, la partecipazione da giovane agli incontri dei capi mafiosi del paese e la sua affiliazione, la guerra (che gli permette, però, di liberarsi dalla mafia locale)sono tanta parte della narrazione. Funzione positiva per Leo e per il padre assume il servizio militare: conoscenza di luoghi e abitudini diversi; possibilità di imparare a scrivere e a parlare in italiano; conoscenza di metodi di coltivazione che entrambi applicano al proprio ritorno. L'emigrazione è punto di snodo essenziale per la crescita, ma viene vissuta in modo diverso da Leo e dal figlio (emigrare per imparare e ritornare / per restare lontano); la scelta di Strati è a favore del ritorno.
Pag. 97-115
 


GIANLUCA SCHIAVO, La scuola italiana vista dagli insegnanti

Il lavoro si occupa dei libri (testimonianza o romanzo) che dal 2000 al 2008 hanno avuto come protagonista la scuola (in particolare quella superiore) e l'esperienza dell'insegnamento e che sono stati scritti da docenti o ex docenti, decretando per alcuni la fama. Emerge immediatamente da parte degli autori l'insoddisfazione per il proprio lavoro, talvolta fin dall'inizio, ma più spesso come risultato di delusioni provocate dalla scuola stessa (fra cui continue riunioni burocratiche, scarsa retribuzione, precariato e, naturalmente, qualità della preparazione iniziale degli studenti). Notevole e importante la situazione di disagio mentale che troppe volte si accompagna oggi alla professione di insegnante. Peraltro nei testi in questione emergono spesso anche impreparazione dei docenti e scarse capacità didattiche. Sono poi messi in rilievo il cambiamento fortemente negativo del ruolo sociale degli insegnanti negli ultimi 50 anni e l'enorme importanza del difficile rapporto psicologico docente-allievo. Malgrado tutto, però, insegnare resta la possibilità di lavorare su discipline amate e di interagire con gli studenti; malgrado tutto - conclude Schiavo - "ne vale comunque la pena".
Pag. 117-147
 


NOTE DI LETTURA

MARIA CRISTINA FIGORILLI, A proposito di un recente volume donnesco: "La donna nel Rinascimento meridionale"

Le riflessioni di Maria Cristina Figorilli riguardano il volume "La donna nel Rinascimento meridionale", cioè gli Atti del Convegno internazionale omonimo - promosso dall'Istituto Nazionale sul Rinascimento Meridionale, tenutosi a Roma dall'11 al 13 novembre 2009 -, pubblicati da Serra nel 2010 a cura di Marco Santoro. La studiosa affronta brevemente il tema della scrittura delle donne e quello della superiorità ed eccellenza femminile come emerge in scritti cinquecenteschi, rilevando poi che la ricerca sulle donne è progredita in ambiti disciplinari diversi, come dimostra appunto il volume in questione. Il periodo coperto dai diversi contributi si estende dal Quattrocento al Seicento e riguarda il territorio dell'Italia meridionale. La tematica generale è organizzata in nove sezioni: "La letteratura", "Teatro, musica, danza", "Le scienze della natura", "Donna e società laica", "In convento", "Le norme di comportamento", "Le arti figurative", "La vita quotidiana", "La donna e il libro". Questi stessi titoli, del resto, dimostrano l'interdisciplinarità del volume, suo pregio rilevante.
Pag. 149-166
 


ANTONELLA FALCO, Appunti su "I demoni e la pasta sfoglia" di Michele Mari

Le pagine di Antonella Falco si occupano del libro di Michele Mari "I demoni e la pasta sfoglia", ripubblicato nel 2010 (ma la precedente edizione - nel 2004 - era stata "pressoché invisibile"). Nel volume Mari parla degli scrittori da lui più amati, ma il testo indica prima di tutto il suo pensiero sul 'fare' letteratura, sulla sua "prassi di scrittura". Il libro è suddiviso in sette sezioni con titoli che Falco definisce "fortemente evocativi" (p. 168), fra cui "Ossessioni", "Sadismo e voyeurismo", "La violenza della calligrafia".
Pag. 167-176
 


RECENSIONI

CLAUDIO SENSI, Parole di fuoco, parole di gelo. Tre saggi sull'"Inferno"

Torino , Ed. Trauben - 2011
(Enrico De Luca)
pag. 177-180

 

NICOLA GARDINI, Rinascimento

Torino , Ed. Einaudi - 2010
(Luca Bani)
pag. 180-182

 

GIUSEPPE SAVOCA, Vocabolario della poesia di Giacomo Leopardi. Vocabolario, liste e statistiche

Firenze , Ed. Olschki - 2010
(Monica Lanzillotta)
pag. 183-185

 

ANNA DOLFI, Leopardi e il Novecento. Sul leopardismo dei poeti

Firenze , Ed. Le Lettere - 2009
(Marco Dondero)
pag. 186-188

 

ROSARIO CASTELLI, Il punto su Federico De Roberto. Per una storia delle opere e della critica

Catania , Ed. Bonanno - 2010
(Stella Caporale)
pag. 188-191

 

GUIDO GOZZANO, Il paese fuori del mondo. Prose per l'Esposizione di Torino del 1911 a cura di Eliana A. Pollone

Torino , Ed. Nino Aragno Editore - 2011
(Monica Lanzillotta)
pag. 192-197

 

Interpretazioni di Gianfranco Contini II

Ermeneutica letteraria, N° VII, 2011

(Anna Guzzi )
pag. 197-202

 

LINO CONCAS, Il mio uomo

Pontevedra , Ed. El Taller del Poeta - 2009
(Marzia Caria)
pag. 202-204

 

L'Archivio Flora in ARCHILET. Inventario archivistico a cura di Gabriella Donnici - Francesco Iusi

Soveria Mannelli , Ed. Rubbettino - 2009
(Rosa Marisa Borraccini)
pag. 204-208