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  FILIGRANA

Continua con Cahiers d'études italiennes

Annuale
Direttore: Patrick Mula.
Comitato scientifico: Michel Arnaud; Mireille Blanc-Sanchez; Alain Godard; Patrick Mula; Salvatore Nigro; Serge Stolf.
Comitato di redazione: Lucia Castello; Patrizia De Capitani-Bertrand; Giulio Di Lena; Gérard Luciani; Insaf Mami; Maria Cristina Panzera; Michel Paoli; Alberto Raffaelli; Gabrielle Serra; Alessandra Stazzone; Cucile Terreaux.
Rubriche: Saggi; Traduzioni.

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FILIGRANA


Anno 2002-2003 - N. 7
(a cura di Patrick Mula)

ALESSANDRA STAZZONE, "Alla tua onta io porterò di te vere novelle" : dérision et infamie dans le chant XXXII de l'Enfer

Nell'"Inferno", ed in particolar modo nei "canti dei Traditori" (XXXII-XXXIII-XXXIV), l'infamia ottenuta per mezzo della derisione e dell'oltraggio fatto al corpo dei dannati diventa una vera e propria pena. Questo articolo propone lo studio dei procedimenti infamanti impiegati da Dante nel canto XXXII, ed in particolar modo di quello della trasposizione nel testo della "Divina Commedia" di immagini costruite secondo i modelli offerti dalla pittura infamante.
Pag. 9-32
 


MARIA CRISTINA PANZERA, Rire pour guérir de l'amour : les mots "fétides" du Corbaccio

Il "Corbaccio" occupa una posizione controversa lungo il percorso ideologico e artistico di Boccaccio. Questa virulenta satira antifemminile costituisce il manifesto della rottura definitiva con la letteratura di evasione e di ispirazione cortese che aveva generato il "Decameron", o piuttosto l'ambiguo frutto della consueta ispirazione giocosa dell'autore, che moltiplica gli effetti di comicità in contrasto con la morale ascetica del discorso di primo grado ? Le figure retoriche della derisione, che suggeriamo di interpretare alla luce della categoria bakhtiniana di "comico popolare", sembrano collocare in gran parte il riso nel "Corbaccio" sotto il segno dell'ambivalenza, se non dell'ambiguità, tra censura e divertimento, tra critica e fascinazione verso l'immaginario erotico.
Pag. 33-58
 


SERGE STOLF, Francesco Berni, poète de la dérision

Le "Rime" di F. Berni raffigurano il reale in modo caricaturale e grottesco. La poetica della stranezza non ha uno scopo meramente ludico, perché la realtà appare in una luce inquietante. Il rapporto tra parole e cose rivela una tensione che accompagna la derisione sia del discorso (poetico) sia delle cose, come dimostra il Dialogo contra i poeti. Il gusto del paradosso chiarisce il significato di testi provocatori come il Capitolo Primo e Secondo della peste.
Pag. 59-90
 


PATRIZIA DE CAPITANI, De la dérision au rire : fanfaronnades et fanfarons dans la comédie italienne du XVIe siècle

Il soldato fanfarone, personaggio tipico della commedia regolare del XVI secolo e della commedia dell'arte, appare effettivamente sulla scena italiana solo a partire dagli anni 1540-1550. I drammaturghi italiani della prima metà del XVI secolo rappresentano poco questo personaggio preferendo concentrare la loro attenzione su ruoli meno stereotipati ed ispirati all'osservazione della realtà storica. Se i villani di Ruzante e gli Spagnoli delle commedie degli Accademici Intronati di Siena condividono già con il fanfarone il difetto della millanteria, la loro funzione non è puramente comica. Beffandosi delle millanterie del villano, Ruzante denuncia la durezza e l'assurdo che definiscono la condizione dei più deboli. Quanto alla derisione di cui fanno le spese gli Spagnoli nel teatro degli Intronati, essa è una maniera indiretta ma efficace di criticare la politica della Spagna nei confronti di Siena. Al di là delle opere di minori come Nardi, Dolce e Parabosco, è solo con Della Porta che nasce un personaggio di soldato fanfarone decisamente ridicolo. Tra i drammaturghi del XVI secolo, Della Porta è fra coloro che accordano più spazio a questo personaggio.
Pag. 91-131
 


ALAIN GODARD, Salviati et Tasso. La part de la polémique municipalo-régionaliste dans la controverse

Questo studio mira a precisare, nell'ambito della controversia tra Camillo Pellegrino, la Crusca e il Tasso, gli aspetti e le modalità che assume una polemica più propriamente municipalo-regionalistica. Questa polemica, pur rivelandosi solo in modo intermittente, non costituisce pertanto un dato che si sovrapponga dall'esterno alla controversia critica e teorica: le differenze di origini regionali dei protagonisti e, da lì, le loro rispettive specificità in quanto letterati, sono direttamente coinvolte nel dibattito di fondo in cui si oppongono.
Pag. 133-196