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  ESPERIENZE LETTERARIE

Rivista trimestrale di critica e di cultura fondata da Mario Santoro, già diretta da Marco Santoro.
Trimestrale
Direzione e redazione
: Carmela Reale (Università della Calabria, Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento Meridionale).

Consiglio direttivo: Giorgio Baroni, Andrea Battistini, Arnaldo Bruni, Paolo Cherchi, Andrea Gareffi, Pietro Gibellini, Nicola Merola, Matteo Palumbo, Marco Santagata, Giovanni Saverio Santangelo.
Comitato di redazione: Maria Cristina Cafisse, Antonia Fiorino, Anna Santoro, Samanta Segatori, Paola Zito.
Comitato redazionale estero: Luigi Avonto (Uruguay), Marie Hélène Caspar (Francia), Françoise Decroisette (Francia), Franco Fido (Stati Uniti), Francesco Furlan (Francia), Francesco Guardiani (Canada), Georges Güntert (Svizzera), François Livi (Francia), Albert N. Mancini (Stati Uniti), María De Las Nieves Muñiz Muñiz (Spagna), Michel Olsen (Danimarca), Francisco Rico (Spagna), Paolo Valesio (Stati Uniti), Krzysztof Zaboklicki (Polonia), Diego Zancani (Gran Bretagna).
Segreteria di redazione: Carmela Reale, Samanta Segatori, Paola Zito.
Amministrazione: Fabrizio Serra editore, Pisa-Roma. Uffici di Pisa: via Santa Bibbiana 28 - I 56123. Uffici di Roma: Via Carlo Emanuele I 48 - 00185.
Abbonamenti: Italia: € 115,00 (privati); 295,00 (enti). Estero: € 165,00 (privati); € 345,00 (enti). Fascicolo singolo: € 80,00
Rubriche: Saggi; Contributi; Note; Occasioni; Recensioni; Schede bibliografiche.

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ESPERIENZE LETTERARIE


Anno 2017 - N. 2
aprile-giugno
(a cura di Carmela Reale)

FRANCESCO PAOLO BOTTI, La virtù impura. La novella di Natan e Mitridanes e la X giornata del "Decameron"

Con la sua celebrazione dei valori del mondo signorile la decima giornata del "Decameron" rivolge un messaggio di nobilitazione ideale alle élites della società mercantile, ma nel contempo, attraverso una galleria di personaggi di esemplare magnanimità, irrigidisce quella rappresentazione aperta e problematica dell’umano propria del capolavoro di Boccaccio. La dissonanza si riflette nell’ambiguità che avvolge le scelte dei protagonisti di questa giornata, la cui grandezza d’animo sembra nascondere talvolta un viluppo di pulsioni torbide ed oscure. Emblematica in tal senso è la terza novella, la cui analisi intende appunto illuminare questo sottofondo impuro della virtù.
Pag. 3-23
 


ANTONELLO PERLI, Romanzo e ideologia. La poetica della banalità nel "Disprezzo" di Moravia

Nella narrativa moraviana, il romanzo Il disprezzo inaugura ciò che l’autore ha denominato "il romanzo saggistico", caratterizzato dalla presenza di uno scheletro tematico intorno al quale prende forma la narrazione. Lo studio mostra come la categoria tematica centrale di questo romanzo moraviano sia la banalità. Nel "Disprezzo" l’analisi del reale è basata strutturalmente sulla rappresentazione romanzesca della banalità quale metafora della società neocapitalistica. Ma alla ideologia della banalità corrisponde una poetica della banalità. La banalità non è soltanto il tema ideologico del romanzo: è il romanzo nella sua intera struttura formale ad essere costruito sulla banalità come categoria narrativa, come principio estetico. "Il disprezzo" è l’espressione di una poetica della banalità. La banalità costituisce non soltanto l’oggettività della realtà rappresentata, ma anche la tonalità stilistica e la modalità estetica della rappresentazione, e in quanto tale essa inerisce alla soggettività autoriale produttrice della rappresentazione: l’"ideologia" è essenza comune allo scrittore e al suo manufatto.
Pag. 25-38
 


CONTRIBUTI

STELLA CASTELLANETA, Dall'oblio alla memoria: cultura di genere e tradizione nel secolo di Don Giovanni

Il contributo propone un’indagine nella civiltà secentesca, crocevia di classicismo e modernità, in un’ottica volta a rilevare le possibili stratigrafie e interferenze fra i codici della tradizione, letteraria, teatrale, iconografica e iconologica, e il delinearsi di un impegno intellettuale femminile non più avvertito come eccezione. In tal senso la riflessione sulla prismatica dimensione della donna nella scrittura e nella drammaturgia d’età moderna si snoda attraverso l’analisi di convenzioni, ruoli, scenografie teatrali che restituiscono l’immagine di un dialogo interculturale di respiro europeo. In particolare il tema della "coronatio" nel teatro d’opera si apre a contaminazioni di segni e di sensi che rimodulano la mappa concettuale delle forme sceniche, in cui la donna diviene tramite, se non artefice, di un movimento di emancipazione della scrittura e dalla scrittura.
Pag. 39-51
 


MICHELE MAIOLANI, Dai "Tropici" alla "Vita agra": Henry Miller e Luciano Bianciardi

Molte volte i nomi di Henry Miller e di Luciano Bianciardi, suo traduttore, sono stati accostati dalla critica; questa ha però spesso mancato di svolgere sondaggi approfonditi per chiarire il rapporto tra i due autori. La prima parte di questo saggio analizza in parallelo il percorso bianciardiano di traduzione dei due “Tropici” e quello creativo, che porterà alla stesura della “Vita agra”. Nei paragrafi successivi vengono presentati numerosi passi ed episodi che Luciano Bianciardi ha ripreso dai romanzi di Miller e viene proposta una valutazione complessiva del ruolo dello scrittore americano nella produzione bianciardiana a livello narrativo ed epistemologico.
Pag. 53-76
 


GIUSEPPE VARONE, 'La mia guerra': Malaparte, Gadda, Comisso

Il saggio intende rilevare come la lettura di libelli, diari e romanzi riguardanti la Prima Guerra Mondiale consenta di cogliere il modo in cui gli scrittori l’abbiano percepita e vissuta, dandole ciascuno a modo proprio consistenza narrativa e sintesi poetica. Le pagine degli autori affrontati – Curzio Malaparte, Carlo Emilio Gadda e Giovanni Comisso –, per ragioni diverse esemplari del rapporto letteratura e guerra sia per il grado di complicità emotiva ed esperienziale, sia per il valore letterario e simbolico delle loro opere ad essa ineluttabilmente connesse, sono, nelle tre rispettive tipologie del pamphlet, del diario e del romanzo, capaci di raccontare soprattutto ciò che la Guerra ha rappresentato sul piano delle coscienze.
Pag. 77-91
 


BERNARDO DE LUCA, Contro il pregiudizio della modernità. "I poeti del Novecento" di Franco Fortini

L’articolo focalizza l’attenzione sui principali elementi di autorialità dell’antologia “I poeti del Novecento” di Franco Fortini, soprattutto tenendo in considerazione la sua doppia veste di critico militante e poeta. Non sono rari i casi in cui le scelte del compilatore celano in realtà le genealogie personali del poeta, che tuttavia si inseriscono in una ricostruzione del canone poetico novecentesco rispettosa delle differenze dei singoli poeti e non teleologicamente orientata. Infatti Fortini si scaglia “contro il pregiudizio della modernità”, che vuole sia il nuovo a dettare i canoni estetici di un’epoca. Per meglio comprendere le scelte fortiniane, “I poeti del Novecento” viene analizzata parallelamente ad un’altra fondamentale antologia, “Poesia italiana del Novecento” di Edoardo Sanguineti.
Pag. 93-105
 


GIUSEPPE FONTANELLI, Tra gli inediti di Loris Jacopo Bononi. I "Drammi intimi"

Il saggio si colloca all’interno di un lavoro di investigazione condotto per la prima volta fra i materiali inediti di Loris Jacopo Bononi (caso letterario negli anni settanta del Novecento): una compagine stratificata e di notevole vastità che si conserva nell’archivio del Castello di Castiglione del Terziere (Lunigiana). Viene messo a fuoco in particolare il processo che sottende la silloge “Drammi intimi”, la quale, pur allo stato di “work in progress”, rivela linee elaborative riconoscibili grazie a un’analisi intertestuale che movimenta la produzione poetica degli anni 2009-12. Da questa sorta di ‘cava’ d’autore, da leggere sia nell’autonomia del frammento sia nella tensione all’opera, si dipartono motivi squisitamente bononiani, quali quello del ‘volo’, iscritto in una peculiare ornitologia simbolica, e dell’immortalità poetica. “Drammi intimi”, in linea con la remota stagione dei romanzi “Diario postumo” (1969) e “Il poeta muore” (1973), declinando nelle sue tragiche emergenze il motivo amoroso, porta in apice la poetica del ricordo, nell’interazione col tema della memoria, intesa, in una trama di innervazioni culturali, anche come conquista del patrimonio della parola.
Pag. 107-126
 


NOTE

ROBERTO SALSANO, Filigrane di ermeneutica nella poetica di Pirandello

Il testo è la relazione presentata al Convegno, tenutosi nelle tre Università romane, "Pirandello oggi a centocinquanta anni dalla nascita (1867-2017)". L'intervento, richiamando i nomi di studiosi quali Ricoeur, Dilthey, Gadamer, Lotman, tende a delineare una "filosofia" pirandelliana, dimostrandola attraverso la citazione di alcune opere dello scrittore siciliano.
Pag. 127-132
 


RECENSIONI

VALENTINA SESTINI, Donne tipografe a Messina tra XVII e XIX secolo

Pisa - Roma , Ed. Serra - 2015
(Carmela Reale)
pag. 133-136

 

STEFANO CARRAI, Saba

Roma , Ed. Salerno Editrice - 2017
(Pierluigi Pellini)
pag. 137-142

 
SCHEDE BIBLIOGRAFICHE

La poesia in Italia prima di Dante a cura di Franco Suitner

Ravenna , Ed. Longo - 2017
(Alfonso Ricca)
pag. 143

 

RAFFAELE MORABITO, Le virtù di Griselda. Storia di una storia

Firenze , Ed. Olschki - 2017
(Maria Cristina Cafisse)
pag. 144-146

 

Ius Leopardi. Legge, natura, civiltà a cura di Laura Melosi

Firenze , Ed. Olschki - 2016
(Giovanna Maria Pia Vincelli)
pag. 146-147

 

TONI IERMANO, Francesco De Sanctis. Scienza del vivente e politica della prassi

Pisa-Roma , Ed. Serra - 2017
(Maria Cristina Cafisse)
pag. 147-148

 

ALBERTO COMPARINI, La poetica dei "Dialoghi con Leucò" di Cesare Pavese

Milano-Udine , Ed. Mimesis - 2017
(Carmela Reale)
pag. 148-149

 

ALDO MARIA MORACE, Alvaro nel labirinto. Tre saggi (e un'Appendice)

Soveria Mannelli , Ed. Rubbettino - 2016
(Marcello Ciocchetti)
pag. 149-151

 

FABIO PIERANGELI, Ombre e presenze. Ungaretti e il secondo mestiere (1919-1937)

Napoli , Ed. Loffredo - 2016
(Barbara Manfellotto)
pag. 151-152

 

Scriver veloce. Sistemi tachigrafici dall'antichità a Twitter a cura di Alessandro Tedesco

Firenze , Ed. Olschki - 2016
(Giovanna Maria Pia Vincelli)
pag. 152-155