Le riviste presenti

 

 

 

 


  DANTE

Rivista Internazionale di Studi su Dante Alighieri
Annuale
Direttore: Dante Della Terza.
Comitato scientifico: Rino Caputo (condirettore); Nino Borsellino; Zygmunt Barański; Teodolinda Barolini; Domenico Cofano; Franco Fido; Bodo Guthmüller; Richard Lansing; Nicola Longo; Karlheinz Stierle; John Scott; Jean-Charles Vegliante.
Responsabile della redazione: Florinda Nardi.
Segreteria: Paola Benigni.
Amministrazione: Fabrizio Serra editore, Pisa-Roma. Uffici di Pisa: via Santa Bibbiana 28 - I 56123. Uffici di Roma: Via Carlo Emanuele I 48 - 00185.
Abbonamenti: Italia: Privati: € 85, 00; Enti, con edizione online: € 140,00. Estero: Privati: € 125,00; Enti, con edizione online: € 165,00.
Rubriche: Studi; Note e riflessioni; Recensioni e schede.

 

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DANTE


Anno 2015 - N. 12
(a cura di Teresa Caligiure)

PER I 90 ANNI DI DANTE DELLA TERZA (2)

RINO CAPUTO, Presentazione

Il contributo introduce la rivista, che è il secondo numero speciale - dopo il volume del 2014 - dedicato a Dante Della Terza, eminente studioso, 'Maestro e Dantista dei Due Mondi', in occasione del suo novantesimo compleanno e contiene una serie di studi a lui dedicati.
Pag. 11-11
 


BODO GUTHMÜLLER, La metamorfosi nella "Commedia" di Dante

Prendendo le mosse dall’interpretazione medievale delle “Metamorfosi” ovidiane e dal concetto di ‘mutatio moralis’, che si fonda sulla “Consolatio philosophiae” di Boezio, lo studioso ripercore il tema della metamorfosi nel poema dantesco per mostrare come, anche sulla base di quanto espresso nell’"Epistola a Cangrande", Dante, cantore e testimone della Verità, differenzi il proprio poema dalle ‘fictiones’ dei poeti antichi. Il contributo mette in rilievo come tale aspetto e il ruolo di novello Paolo assunto da Dante non siano accolti proprio dai primi commentatori, ad esempio da Benvenuto da Imola, ossia da coloro che dovrebbereo essere, per motivi cronologici, più vicini alle volontà dell’autore, ma vengano ritenuti una pretesa presuntuosa e a tratti eretica.
Pag. 15-27
 


ALBERTO CASADEI, Dalla "Vita nova" al "Convivio"

Il saggio prende in esame alcuni passi del "Convivio", in particolare II 2, 1-4 e II 12, 1-9, e la sezione finale della "Vita nova", confrontandoli con alcuni ‘loci’ del "Purgatorio" per affrontare la 'vexata quaestio' della cronologia dell'episodio della 'donna gentile' che vede, fra le altre, l'ipotesi di un rimaneggiamento da parte di Dante dei capitoli conclusivi del libello durante il concepimento o l'imminente stesura del poema. Lo studioso dimostra, attraverso una revisione delle indicazioni astronomiche presenti nel "Convivio", come la vicenda della 'donna gentile' sia riconducibile, sia nella "Vita nova" che nel trattato filosofico, agli anni 1292-1293.
Pag. 29-40
 


RAFFAELE RUGGIERO, La "Monarchia": un 'Weltreformer' in agone

Il saggio intende porre l’attenzione, con riferimento alle due recenti edizioni commentate della “Monarchia” a cura di Tabarroni-Chiesa (2013) e di Quaglioni (2014), su alcuni temi presenti nel trattato politico dantesco: la distinzione fra ‘utilitas’ e ‘lucrum’, il concetto di ‘aequitas’, il ruolo di ‘philosophus’ che Dante attribuisce a se stesso, l’immediata derivazione divina dell’autorità imperiale. I legami tra la “Monarchia” e la tradizione politica aristotelica e l’intimo rapporto di Dante con la cultura giuridica dei secoli XIII e XIV manifestano la sua partecipazione alla scena politica contemporanea oltre che su piano teorico a un livello pratico, attraverso la proposta di progetto politico concreto, che esplicita la natura agonale del trattato e il ruolo attivo conferito da Dante al sapere. L'originalità delle argomentazioni e la loro tendenza a convergere con il dettato della “Commedia” ritardano la datazione dell’opera.
Pag. 41-53
 


PAOLA URENI, Lo 'stupor mentis' a occhi aperti di Vanni Fucci (Inf. XXIV, 97-118)

L’articolo propone un’analisi scientifica dell’episodio di Vanni Fucci nel canto XXIV dell’'Inferno', in particolare dei versi 97-118, mostrando le competenze di Dante riguardo alle teorie mediche galeniche e la sua presa di posizione nell’ambito del dibattito medico medievale a favore del pensiero del medico di Pergamo rispetto ad alcune prospettive di matrice aristotelica. Dalla descrizione della condizione fisiologica del dannato, della patologia epilettica e dello stupor che ne consegue emerge la consapevolezza di Dante riguardo all’intimo legame fra cervello e intelletto e al ruolo determinante dell’organo cerebrale sulla facoltà razionale dell’anima individuale, temi fondanti e scottanti, oggetto di discussione nel contesto culturale filosofico e teologico del suo tempo. Il saggio scava fra le trame lessicali dantesche, rilevando le fonti appartenenti ai codici linguistici medico-scientifico e teologico-scritturale, soprattutto neotestamentario, che danno origine al sincretismo linguistico e al realismo descrittivo del canto.
Pag. 55-67
 


ANNAMARIA ANDREOLI, D'Annunzio e l'antropologia poetica di Francesca da Rimini

Il contributo fa luce sulla tragedia dannunziana “Francesca da Rimini”, sviscerando le fasi e i materiali per l’ideazione e la stesura del rifacimento dantesco . La studiosa illustra i rapporti coltivati dal Vate sin dai primi anni '80 con accademici e studiosi, soffermandosi sulla ancora poco vagliata preparazione filologica, antropologica e folclorica di D’Annunzio, oscurata dalla sua fama di seduttore e improvvisatore. Vengono messi in rilievo la costante esigenza di confronto e di aggiornamento del drammaturgo, le sue fitte relazioni culturali con eminenti dantisti, tra cui Isidoro del Lungo e Francesco Novati, il suo laboratorio ricco di volumi e documenti, l’intenso lavoro che godette della partecipazione attiva di Eleonora Duse, le visite insieme all’attrice a Ravenna e a Rimini. Questi elementi permettono di valutare l’ammirazione e il dibattito che l’opera, forse troppo erudita e perciò destinata più alla lettura che alla rappresentazione, suscitò fra filologi e intellettuali.
Pag. 69-87
 


TRADUZIONE E TRANSLAZIONE A CURA DI JEAN-CHARLES VEGLIANTE

ROBERTO MONDOLA, La traduzione manoscritta di 'Purgatorio' I e 'Paradiso' I di Pedro Fernández de Villegas (ms. B2183 della Hispanic Society of America)

Mediante una dettagliata serie di comparazioni fra alcuni passi della “Divina Commedia” e le rispettive traduzioni in castigliano, il contributo si concentra sulla traduzione dei primi canti del “Purgatorio” e del “Paradiso” dell’arcidiacono di Burgos Pedro Fernández de Villega, contenuta nel codice autografo (ms. B2183) della Hispanic Society of America. Oltre all’”Infierno”, pubblicato nel 1515 e oggetto di studio da parte della critica, il tentativo inedito di de Villegas di cimentarsi con le altre due cantiche rivela le sue modalità di approccio alla traduzione. Si tratta, come attesta il presente saggio, di ‘coplas de arte mayor’, strofe di otto dodecasillabi, in cui mediante le numerose giunte di sostantivi, attributi, dittologie sinonimiche e parafrasi, spesso con intenti didascalici, la perfezione metrica e la concisa semanticità dei versi danteschi vengono stravolte. Un’operazione che ha goduto di scarsa fortuna e che ha tentato di uniformare il testo originale ai modelli letterari prediletti dai lettori castigliani del primo Cinquecento, lasciando ampio margine alla creatività interpretativa del traduttore e alle potenzialità espressive della lingua d’arrivo.
Pag. 91-104
 


DANTE CONTEMPORANEO A CURA DI DANIELE MARIA PEGORARI

DEIRDRE O'GRADY, Dante e Yeats fra immagine e parola, corpo e spirito

Il contributo offre un’analisi comparatistica e interdisciplinare dell’influenza dell’opera dantesca sulla produzione di William Butler Yets. A mediare le profonde affinità poetiche e ideologiche fra Dante e l’autore celtico sono autori e artisti a lui contemporanei, tra i quali William Blake, Dante Gabriel Rossetti, Stephen Phillips e Arthur Symons. Il saggio si sofferma sul simbolismo della poetica di Yets, sulle immagini della scala, del bacio e della maschera e sui temi dell’amore, del tradimento, della morte e dell’esilio. Rivisitando i miti antichi e il mondo medievale, Yeats offre, come viene comprovato da esempi tratti dalle sue opere teatrali e dai riferimenti storici e politici, una rinnovata interpretazione del mondo dantesco proiettando la letteratura irlandese verso una nuova dimensione.
Pag. 107-119
 


FRANCESCA RIVA, Una filigrana neoplatonico-dantesca nel romanzo inedito di Luigi Fallacara "L'occhio simile al sole"

L'autrice si sofferma, oltre che su evidenti echi neoplatonici, sull’influenza dell’opera dantesca nel romanzo di Luigi Fallacara “L’occhio simile al sole”, la cui storia redazionale è ricostruibile grazie alle carte conservate presso il Fondo Fallacara dell’Università Cattolica di Milano e il Fondo Manoscritti dell’Università di Pavia. In particolare vengono analizzati la figura della donna-angelo, di ascendenza stilnovista, l’immagine del sole, tema-chiave del romanzo, e il concetto neoplatonico-dantesco di Unità che implica l’identificazione dell’anima con Dio.
Pag. 121-129
 


DELIO DE MARTINO, Dante in tablet

Indagando il rapporto tra l’opera dantesca e l’utilizzo dei moderni 'device', il contributo delinea una sitografia dantesca interessante per curiosi e appassionati, comprendente anche siti scientifici, e pone in rilievo l’influenza della “Divina Commedia” sul linguaggio pubblicitario e sulle applicazioni per tablet e smartphone, che favoriscono la fruizione del poema anche da parte dei più giovani, prediligendo l’ipertestualità e il linguaggio iconografico.
Pag. 131-140
 


NOTE E RIFLESSIONI

RAFFAELE CAMPANELLA, Dante e la Chiesa oggi

Il contributo si sofferma sull’interpretazione della figura di Dante e della sua opera nel Novecento da parte della Chiesa in relazione al pensiero dei pontefici Benedetto XV e Paolo VI. Sia il primo, con l’enciclica "In praeclara summorum", in occasione del sesto centenario della morte del poeta e dopo la pubblicazione del saggio “La poesia di Dante”, in cui Benedetto Croce invitava a distinguere la poesia dagli aspetti allegorici, dottrinari, didascalici, teologici e filosofici, che il secondo, con la lettera apostolica "Altissimi cantus", hanno unito strettamente il messaggio dantesco al credo cattolico, attribuendo a Dante il ruolo di poeta cristiano, rispettoso della Chiesa e della funzione pontificia, e hanno promosso iniziative rivolte alla diffusione degli studi danteschi. Chiude una riflessione sull'attuale orientamento della Santa Sede in vista delle celebrazioni per il VII centenario della morte di Dante.
Pag. 143-148
 


RECENSIONI E SCHEDE

DANTE ALIGHIERI, La "Divina Commedia" a cura di Giuseppe Antonio Camerino

Napoli , Ed. Liguori - 2012-2014
(Carmine Chiodo)
pag. 151-153

 

Dante e la critica letteraria. Una riflessione epistemologica a cura di Thomas Klinkert, Alice Malzacher

Friburg im Brisgau , Ed. Rombach - 2015
(Carla Valesini)
pag. 153-155

 

Da Dante al Novecento. In onore di Alfredo Cottignoli a cura di Sebastiana Nobili, Vittorio Roda, Gino Ruozzi, Paola Vecchi Galli

Bologna , Ed. Pàtron - 2014
(Carla Valesini)
pag.