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  CRITICA DEL TESTO

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Segreteria di redazione: G. Paradisi.
Rubriche: Saggi.

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CRITICA DEL TESTO


Anno 2018 - N. 1
(a cura di Marcello Ciocchetti)

SAGGI

DARIO MANTOVANI, Il gesto nella ‘geste’: strategie linguistiche e semiotiche nella “Chanson de Guillaume”

Mentre nell'antropologia, negli studi storici e nella storia delle religioni il gesto è stato oggetto di considerevoli attenzioni, nel campo degli studi letterari esso rimane un territorio largamente inesplorato. Il contributo, attraverso una lettura contrastiva delle due più antiche ‘chansons de geste’, “Roland” e “Guillaume”, cerca di mettere in luce l’ideologia profonda che è alla base di questi testi: ideologia che il gesto, anello di congiunzione tra testo scritto e ‘performance’, consente di meglio descrivere ed interpretare.
Pag. 9-42
 


NADIA CANNATA, Scrivere per tutti. Il volgare esposto in Italia (secc. IX-XV)

Il saggio presenta i primi risultati di una ricerca di gruppo e la presentazione del nuovo catalogo EDV (Epigraphic Database Vernacular ) che raccoglie le iscrizioni in volgare prodotte (e conservate) in Italia tra il IX e il XV secolo, la loro distribuzione cronologica e geografica e le loro funzioni. Il catalogo costituisce una raccolta preziosa di testi di lingua e pratici in volgare finora inediti e spesso sconosciuti, che documenta gli usi del volgare nel Medioevo e nella prima età moderna e la distribuzione funzionale latino-volgare in comunità che sono passate da una situazione di diglossia a una di bilinguismo.
Pag. 43-76
 


ECDOTICA

MARIA ACCAME, Riflessioni di Piero Vettori sulla restituzione dei testi

Il saggio illustra il metodo critico adottato da Piero Vettori nell’emendare i testi come emerge anche dalle lettere di dedica nelle edizioni da lui curate e dai suoi “Commentarii” alle opere di autori greci e latini. Sono qui esaminati alcuni passi delle “Castigationes” ciceroniane in cui Vettori non si attiene rigidamente ai princìpi teorici da lui spesso enunciati, ma di fronte al caso specifico dichiara di non essere convinto della lezione tramandata dal ‘codex optimus’ e rinuncia talvolta a proporre qualsiasi emendamento.
Pag. 79-95
 


SOFIA CANZONA, Il laboratorio redazionale dell’“Ottonieri”: un crocevia filologico tra le carte leopardiane

Il saggio indaga le fasi redazionali dell’operetta morale “I Detti memorabili di Filippo Ottonieri”, composta da Leopardi nel 1824. Il processo di ideazione e scrittura dell’operetta viene ricostruito a partire dall’esame di tre schede di lavoro: un indice di 58 rubriche contenenti rimandi a pagine dello “Zibaldone”, noto come “Danno del conoscere la propria età”, e due schedine di formato minore recanti appunti di diversa natura. Oggetto di indagine è la strutturazione entro la quale Leopardi ha inteso organizzare i suoi pensieri, e l’incrocio di tessere antiche e recenti, tra novità e recuperi, in vista della scrittura dell’operetta: allo studio di questi dati si aggiunge poi l’impegno ad interpretare - oltre che elencare - le corrispondenze intertestuali presenti tra lo “Zibaldone” e l’“Ottonieri”, con l’intento di gettare nuova luce su un’operetta su cui ha a lungo pesato un giudizio negativo.
Pag. 97-127
 


LETTURE

MARIA SERENA SAPEGNO, Oltre Petrarca: Vittoria Colonna da Boccaccio a Dante

La ricerca poetica di Vittoria Colonna si basa fin dall’inizio su una rilettura del petrarchismo. A partire da quel codice lirico consolidato, il suo percorso creativo si svolge tuttavia soprattutto attraverso i testi di Dante, in parte di Boccaccio, e sulla Sacra Scrittura, cosa che la porterà ad elaborare una nuova interpretazione del codice lirico nella forma della poesia spirituale.
Pag. 131-139
 


RADIOGRAFIE

GIOVANNI STRINNA, La “tomida femina” e la via del Calvario. Una rilettura delle benedizioni di Clermont-Ferrand

La letteratura critica intorno alle benedizioni di Clermont-Ferrand ha generalmente ricollegato questi due incantesimi del X secolo alle formule taumaturgiche precristiane. Nel secondo carme, tuttavia, i misteriosi protagonisti evidenziano precisi riferimenti alla Passione: le vicende subite da Cristo sono il mitico antecedente che viene evocato per curare verbalmente un male analogo. L'incantesimo deve essere associato ai “Longinussegen” gli scongiuri deputati ad arrestare i sanguinamenti, diffusi soprattutto nell'area tedesca.
Pag. 143-159
 


VINCENZO CASSÌ, “Pater semper incertus”? Problemi di datazione e attribuzione nel “Cantare di Giusto Paladino”

L’articolo presenta il “Cantare di Giusto Paladino”, ne discute la datazione e l’autore, con considerazioni riguardanti la circolazione e il pubblico dell’opera, in vista di una prossima edizione. L’autore propone inoltre una identificazione del copista che ha allestito il codice più famoso del Giusto Paladino - per secoli considerato l’autore del cantare - grazie a dati ricavati da ricerche d’archivio. Il saggio si conclude con una ricostruzione virtuale del profilo dell’anonimo canterino, attraverso l’esame di alcuni elementi interni, valorizzando lo studio delle fonti e dei materiali narrativi utilizzati.
Pag. 161-201
 


PAOLA NAVONE, Note storiche e archivistiche sul Fondo Mussafia della Biblioteca Umanistica dell’Università di Firenze (parte II)

Questa seconda parte del contributo (per la prima si veda "Critica del testo", XX, 2017, 2) prende in esame la corrispondenza conservata nell’archivio di Adolfo Mussafia: descrittene le caratteristiche principali (arco cronologico, tipologia, consistenza, mittenti, ecc.) se ne delineano gli interventi di conservazione ritenuti necessari e si prospetta una sua possibile riorganizzazione. Vengono anche prese in esame porzioni a vario modo significative del carteggio di Mussafia con Giuseppe Valentinelli, Ernesto Monaci e François Guessard.
Pag. 205-227