Le riviste presenti

 

 

 

 


  AUTOGRAFO

Semestrale
Direttori: Maria Antonietta Grignani e Angelo Stella.
Comitato scientifico: Franco Contorbia, Gabriele Frasca, Gianfranca Lavezzi, Anna Longoni, Niva Lorenzini, Clelia Martignoni, Anna Modena, Giuseppe Polimeni, Carla Riccardi.
Comitato scientifico internazionale: Luigi Ballerini (UCLA), Denis Ferraris (Paris III), Martin McLaughlin (Oxford), Fabio Pusterla (Ginevra).
Rubriche: Saggi; Archivio della memoria; Margini.

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AUTOGRAFO


Anno 2017 - N. 57
(a cura di Claudia Bussolino)

MARIA ANTONIETTA GRIGNANI, Premessa

Presentazione del numero della rivista, dal titolo «Sistemi in movimento. Avantesto e varianti dal laboratorio d'autore al laboratorio critico», che raccoglie l'interventi presentati durante le giornate di studio organizzate dal Centro Manoscritti di Pavia e dall’ITEM di Parigi presso il Collegio Ghislieri (1-2 dicembre 2016).
Pag. 7-12
 


SAGGI

ALMUTH GRÉSILLON, Réflexions Cisalpines sur l’approche génétique

Dopo aver richiamato i principi del metodo applicato dalla critica genetica, il presente contributo si sofferma su alcune questioni: definire il concetto di avantesto, considerando la figura dell’autore (in modo meno rigido di quanto si faccia usualmente) e insieme quella del lettore, discutendo poi la questione delle varianti in relazione all’edizione del testo. Nella seconda parte del contributo segue una rassegna dei casi di collaborazione franco-italiana, con particolare attenzione alla figura di Cesare Segre e al ruolo anticipatore di Santorre Debenedetti.
Pag. 15-22
 


PAOLA ITALIA, Carte geo-grafiche. Prosatori al lavoro

Queste pagine introducono alla filologia d'autore con particolare attenzione agli aspetti eccotici e interpretativi, illustrando processi di decontrazione e ricostruzione che non si fermano a livello frasale ma agiscono entro la dimensione testuale. L’allestimento di apparati “diacronici” e “sistemici” permette di comprendere più a fondo le caratteristiche autoriali della scrittura, rivelandosi uno strumento utilmente applicabile agli autori italiani di XIX e XX secolo, individuando tre differenti metodi di lavoro: correzioni per accumulo e per sottrazione (da Gadda a Ungaretti), correzioni per biforcazioni (Manzoni), correzioni “a giornata” (da Bassani a Elsa Morante).
Pag. 22-37
 


CHRISTIAN DEL VENTO, Filologia delle biblioteche di scrittori. Come leggeva e postillava Alfieri

Le biblioteche d'autore si pongono come interfaccia della scrittura con il contesto culturale, inteso come dialogo con i testi altrui. I libri di uno scrittore sono parte del “dossier genetico” delle sue opere. Nel caso di Alfieri, che qui viene tratteggiato, particolarmente rilevanti sono i segni di scrittura sui sei “luminari” (Dante, Petrarca, Ariosto, Tasso, Boccaccio e Machiavelli), presenti nella biblioteca allestita a Parigi e abbandonata precipitosamente nel 1792. Si notano sottolineature con inchiostro differente, correlate o no al contenuto di raccolte di excerpta (che possono essere considerate “biblioteche manoscritte” estensioni di quelle vere e proprie). Nel trascrivere Dante significative sono le scelte retoriche (attenzione per iperbati e antitesi, non per similitudini e tropi che vengono tralasciati). Passando in rassegna altri esempi viene illustrato come la pratica dell’estrazione cessi di essere pratica scolastica per divenire elaborazione letteraria.
Pag. 39-51
 


CARLA RICCARDI, Laboratori ottocenteschi a confronto: Verga e Dossi

Il contributo analizza due itinerari narrativi a livello filologico e critico: la scrittura verghiana da “Primavera” a “Novelle rusticane” e quella di Dossi, quasi contemporanea (tra anni Sessanta e Ottanta dell’Ottocento). Segue un’analisi, attraverso la lettura dei testi autografi e a stampa, dei due differenti stili di scrittura.
Pag. 53-70
 


PYRA WISE, Due esempi d'edizione genetica di manoscritti di Proust: il «Capire 53» e «L’Agenda 1906»

Fin dalla creazione del gruppo di lavoro su Proust (ITEM), l'obiettivo principale è stato quello della pubblicazione dei manoscritti. I criteri editoriali, costantemente discussi, modificandosi sono approdati all’edizione Brepols dei “Cahiers 1 à 75 de la Bibliothèque nationale de France”. In questa elaborazione la dimensione dell’edizione genetica è sempre stata correlata a quella di avantesto, giungendo a illustrare imprimo tentativo approdare a una pubblicazione digitale, con un’annotazione dinamica.
Pag. 71-81
 


MARGHERITA QUAGLINO, Forme uniche della continuità nel tempo: percorsi tra i diari d’autore

Il titolo dell’intervento rimanda alle dichiarazioni futuriste sulla possibilità dell’opera d’arte – immobile dentro un supporto materiale che la blocca in un unico irripetibile istante – di rappresentare il movimento, di ricreare una continuità dinamica nel tempo da una successione di forme fissate nello spazio. Il paradosso è all’opera anche nelle carte d’autore, che fermano in singole fasi redazionali e in uno spazio fisico delimitato il lavorio tumultuoso, instabile, disordinato, ricchissimo della produzione del testo letterario tra continuità, cesure, rimbalzi, rifacimenti, false piste e nuovi principi. Alcuni anni fa Daniel Ferrer, nel volume Logiques du brouillon, rifletteva su questo paradosso paragonandolo alla tecnica ottocentesca della cronofotografia, che restituiva il movimento di un corpo attraverso una serie di fotogrammi in sequenza:1 su questo terreno lavorano sia la filologia d’autore sia la critique génétique. Dalla discussione e dal confronto critico tra le due discipline si sono moltiplicati, negli ultimi vent’anni, i punti di convergenza tra i metodi di lavoro; in Italia questo dibattito ha favorito una serie di ampliamenti progressivi dello spazio di lavoro critico sul testo.
Pag. 83-111
 


MONICA ZANARDO, La scrittura “modulare” di Elsa Morante

Le carte autografe di Elsa Morante, donate alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma dagli eredi Carlo Cecchi e Daniele Morante, per volontà della scrittrice: rappresentano un patrimonio documentario di indubbio pregio per accentramento, ricchezza, e completezza dei materiali. Accanto ai materiali preparatori dei quattro romanzi morantiani, di «Alibi» e del «Mondo salvato dai ragazzini», sono confluiti diari, scritti infantili e giovanili, progetti incompiuti e inediti, testimonianze dei tentativi di collaborazione con il mondo cinematografico, lettere, e abbozzi di interviste, cui si aggiungono buona parte dei libri appartenuti alla biblioteca personale della scrittrice, la sua collezione di dischi, e parte degli arredi del suo studio. Il contributo descrive il complesso lavoro sul testo manoscritto: dalla tipica abitudine usare per il testo solo il recto lasciando il verso a eterogenee annotazioni, alla compresenza di colori diversi di annotazione che testimoniano la reiterata prassi di ridefinizione dei blocchi narrativi.
Pag. 113-130
 


PAOLO D’IORIO, L’edizione genetica dell’opera di Nietzsche

L’edizione genetica, intesa come pubblicazione dei testi di un autore che ne renda intelligibile la genesi, può ricevere un notevole vantaggio dagli strumenti digitali, nella prospettiva di mettere a disposizione di un pubblico più ampio tale testimonianza. In queste pagine viene presentato il lavoro preliminare all’edizione pensata in questa prospettiva del «Viandante e la sua ombra» di Nietzsche, che può contare su un’articolata base di documenti preparatori.
Pag. 131-146
 


ADELE DEI, Pubblicare le opere complete: due esempi novecenteschi

Nel progetto dell’edizione di tutte le opere di un determinato scrittore i problemi che si presentano al curatore sono di ordine linguistico, editoriale, e più in generale critico, nella prospettiva di interpretare la volontà dell’autore. In questo contributo vengono illustrati due casi accomunati dalla sede editoriale (i Meridiani Mondadori): quello di «Tutte le poesie» di Aldo Palazzeschi (2002) e «Poesie, prose e traduzioni» di Clemente Rebora (2015).
Pag. 147-159
 


NATHALIE FERRAND, Un viaggio chiamato scrittura: analisi genetica di una lettera di St. Preux

Partendo dalla metafora del viaggio utile per descrivere il movimento tra le carte d'autore, e proponendosi di seguirei monito di Starobinski (si deve conoscere tutto e tutto rivelare), l’autrice esamina le carte manoscritte relative alla lettera 3 della IV parte della «Nuova Eloisa» di Rousseau. Oltre alle porzioni del testo che si modificano, quello che coglie l’autrice è da una parte la dinamica dello spazio grafico della pagina, dall’altra la cosciente elaborazione dell’intertesto (focalizzando l’attenzione su un rimando tassiano).
Pag. 161-174
 


VIRNA BRIGATTI, Problematicità e valenze interpretative degli avantesti. Tra genesi e varianti di «Uomini e no» di Elio Vittorini

Il breve saggio mostra come il racconto di Elio Vittorin «Una bestia abbraccia I muri» (1943) possa essere considerato uno degli avantesti di «Uomini e no», pubblicato due anni dopo a Milano. Il nesso è confermato da una lettera all’editore Valentino Bompiani, e da altre lettere e documenti conservati nell’archivio personale dello scrittore. Tale sovrapposizione è utile, in particolare, a definire più compiutamente il personaggio di Berta in «Uomini e no», la funzione narrativa che gli viene attribuita, facendo anche luce su un passaggio di rilievo del percorso intellettuale di Vittorini, in anni in cui la sua militanza politica è dominante e direttamente coinvolta nell’elaborazione della sua scrittura letteraria.
Pag. 175-188
 


ALBERTO CADIOLI, Brevi considerazioni sul confronto tra critica genetica e filologia d’autore

Il contributo fa il punto sul confronto tra studiosi francesi di critica genetica e filologi italiani avviato nel 1990 e tuttora ricco scambi di idee ed esperienze. Differenza fondamentale tra i due approcci è la disponibilità o meno a gerarchizzare i materiali in funzione di una precisa stabilizzazione del testo raggiunta con la prima (o una successiva) stampa. Ma, in anni più vicini e tra gli studiosi più giovani, l’importanza di riconoscere che ci si muove sulle stesse strade è ben chiara. Nella prospettiva pratica dell’allestimento di edizioni digitali, emerge la possibilità di pensare a una edizione “d'archivio”, che riconduca la “fluidità” del testo alla sua trasmissione, e non, in modo generico, a una condizione intrinseca.
Pag. 189-194
 


MARGINI

MARIA RITA MASTROPAOLO, Articoli di critica genetica e filologia d'autore nelle riviste italiane e francesi del 2016

Le varie riviste nate allo scopo di diffondere gli studi filologici hanno dato conto dei progressi intervenuti tra critica genetica e filologia d'autore arricchendo il panorama scientifico con nuove occasioni di scambio tra gli studiosi, che non solo alimentano la bibliografia teorica e metodologica ma anche forniscono, attraverso specifici argomenti di studio e un’ampia casistica, nuovi stimoli e punti di vista innovativi; in queste pagine si tenta una rassegna dei contributi più significativi pubblicati in «Genesis» (la rivista dell’ITEM, Institut des textes et Manuscrits Modernes), «Prassi Ecdotiche della Modernità Letteraria»,«Ecdotica»; si segnala infine l’allestimento del«Lexicon of Scholarly Editing» pensato per favorire il confronto internazionale.
Pag. 197-201
 


PIER VINCENZO MENGALDO, La tradizione del Novecento. Quinta serie

Roma , Ed. Carocci - 2017
(Federico Milone)
pag. 202-206

 

FABIO PUSTERLA, Ultimi cenni del custode delle acque (quattordici frammenti)

Messina , Ed. Le Edizioni Carteggi Letterari - 2016
(Silvana Tamiozzo Goldmann)
pag. 206-208

 

CARLO DOSSI, Goccie d'inchiostro a cura di Carla Riccardi

Milano , Ed. Il Muro di Tessa - 2013
(Francesca Castellano)
pag. 210-215