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  ESPERIENZE LETTERARIE

Rivista trimestrale di critica e di cultura fondata da Mario Santoro, diretta da Marco Santoro.
Trimestrale
Direzione e redazione
: Marco Santoro, Università degli studi Suor Orsola Benincasa, via Suor Orsola, 10 -  80135 Napoli. Tel: +39 081 2522352. marcosantoro@italinemo.it

Consiglio direttivo: Giorgio Baroni; Andrea Battistini; Arnaldo Bruni; Michele Cataudella; Remo Ceserani; Paolo Cherchi; Andrea Gareffi; Pietro Gibellini; Nicola Merola; Matteo Palumbo; Carmela Reale; Marco Santagata; Giovanni Saverio Santangelo.
Comitato di redazione: Maria Cristina Cafisse; Antonia Fiorino; Gian Carlo Menichelli; Anna Santoro; Paola Zito.
Comitato redazionale estero: Luigi Avonto (Uruguay); Marie Hélène Caspar (Francia); Françoise Decroisette (Francia); Franco Fido (Stati Uniti); Francesco Furlan (Francia); Francesco Guardiani (Canada); Georges Güntert (Svizzera); François Livi (Francia); Albert N. Mancini (Stati Uniti); María De Las Nieves Muñiz Muñiz (Spagna); Michel Olsen (Danimarca); Francisco Rico (Spagna); Ghan Singh (Gran Bretagna); Paolo Valesio (Stati Uniti); Krzysztof Zaboklicki (Polonia); Diego Zancani (Gran Bretagna).
Segreteria di redazione: Carmela Reale; Paola Zito.
Amministrazione: Fabrizio Serra editore, Pisa-Roma. Uffici di Pisa: via Santa Bibbiana 28 - I 56123. Uffici di Roma: Via Carlo Emanuele I 48 - 00185.
Abbonamenti: Italia: € 115,00 (privati); 295,00 (enti). Estero: € 165,00 (privati); € 345,00 (enti). Fascicolo singolo: € 80,00
Rubriche: Saggi; Contributi; Note; Occasioni; Recensioni; Schede bibliografiche.

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ESPERIENZE LETTERARIE
Anno 2016 - N. 2
aprile-giugno

(a cura di Carmela Reale )

PIETRO SISTO, "Dietro una cerva lieve e fuggitiva". L'animale dalle lunghe corna tra memorie letterarie e immagini simboliche

Dopo aver ricordato la presenza del cervo nei bestiari medievali e negli scritti agiografici da un lato e nelle maschere carnevalesche dall'altro, Sisto pone in rilievo come la sua immagine nella letteratura italiana -tanto nella prosa quanto nella poesia - sia ben presente, soprattutto con significato allegorico o con una valenza allusiva. La sua figura, utilizzata già da Petrarca e Boccaccio, compare non soltanto in scritti umanistici e ancor più nei trattati cinquesecenteschi, non solo italiani, su imprese e emblemi, nonché nell'"Iconologia" di Cesare Ripa e nei poemi eroico-cavallereschi, bensì, dopo aver attraversato opere di autori quali Tesauro, Giordano Bruno, Giacinto Gimma, anche nella letteratura otto-novecentesca come, ad esempio, in Pascoli e Calvino, di cui vengono menzionati "Myricae" e "Il barone rampante".

Pag. 3-16

 

 

ROBERTO SALSANO, Finestre di descrizione nella saggistica di Pasolini

Salsano rileva negli scritti critici di Pasolini, in particolare in quelli apparsi su "Tempo" fra il 1972 e il 1975, poi raccolti in "Descrizioni di descrizioni", l'importanza del concetto di 'descrizione' applicato alla critica letteraria e insieme al testo che la critica prende in esame. Lo studioso ne sottolinea poi l'utilizzo anche in "Petrolio".

Pag. 19-28

 

 

ANDREA BATTISTINI, "Il pathos che non si ostenta". Ezio Raimondi lettore di Serra

Battistini pone in rilievo come lo studio di Renato Serra da parte di Raimondi sia stato una scelta autonoma compiuta per affinità intellettuale e, per così dire, esistenziale. Non a caso uno dei primi corsi da docente universitario (1957-58) fu dedicato a Serra, avvicinato prima attraverso la biografia e poi nell'interpretazione dei testi critici. A Serra Raimondi dedicò poi (1964) uno dei suoi libri emblematici: "Il lettore di provincia", in cui, fra l'altro, si sottolinea il sostrato filosofico e l'importanza per la formazione serriana delle lezioni di Francesco Acri. Gli studi di Raimondi hanno segnato un punto d'arrivo indiscutibile e innovativo nell'interpretazione della critica letteraria di Serra. Essi hanno tenuto in grande considerazione anche il carteggio con Giuseppe De Robertis. Dopo una pausa negli anni '70 del Novecento, Raimondi è tornato a occuparsi di Serra nel 1980 e ancora nel 1985 e nel 1996, ma - come Battistini rileva - anche nel 2007 con "Un'etica del lettore", sebbene Serra non vi sia esplicitamente citato.

Pag. 31-43

 

 

CONTRIBUTI

MARWA ABDEL MONEIM ABDEL RAOUF MOHAMED TANTAWY, L'amore come essenza dell'aspirazione all'"infinito" in "L'innamorato della montagna" o ("Impressioni di viaggio") di Igino Ugo Tarchetti

Il lavoro è dedicato al romanzo di Igino Ugo Tarchetti "L'innamorato della montagna". In esso viene narrato il viaggio in carrozza da Eboli a Potenza di un italiano del Nord che prende contatto con la natura a lui sconosciuta del Sud e apprende la storia dell'amore di Giovanni per Fiordalisa, con la quale Giovanni continua a dialogare anche dopo la morte. L'amore risulta essere ciò che più avvicina all'infinito e che realizza la vita e la felicità. Proprio alla comprensione dell'infinito, di una dimensione diversa dalla realtà visibile, tende Tarchetti, che trasferisce quest'ansia nei protagonisti dei suoi romanzi, testimoni delle inquietudini e della crisi di un'intera generazione. Nel romanzo emerge anche un altro tema caro all'autore, quello del conflitto non superabile fra poveri e ricchi, che incarnano rispettivamente la virtù e il vizio.

Pag. 45-63

 

 

LARA MICHELACCI, Capuana e Manzoni: "Psicopatia cristiana" e psicopatologia privata

Lo studio parte dalla recensione che Capuana fa al libro di Ermete Rossi "Psicopatia cristiana", la cui lettura lo fa tornare a riflettere sulle manifestazioni isteriche nelle sfere del sacro e del profano. Capuana peraltro nel confrontarsi con il successo di "I promessi sposi" cerca una nuova teoria del romanzo che si basi sulla volontà di riprodurre la creazione dal vivo, secondo quanto fa la Natura. Tuttavia i legami con il modello manzoniano restano importanti, come è possibile rilevare analizzando in profondità le figure femminili in cui i due autori esprimono la propria visione della donna e dei suoi contrasti fra ragione, amore, passione, con una predilezione per il patologico e la consapevolezza del conflitto tra natura e cultura dominante da parte di Capuana.

Pag. 65-78

 

 

ANNARITA ZAZZARONI, Nella soffitta di Adolfo Albertazzi: la scoperta di un archivio dimenticato

Il saggio si occupa dell'archivio letterario privato di Adolfo Albertazzi, conservato in una sua casa, Villa Sillarola, a Castel San Pietro dell'Emilia (oggi Castel San Pietro terme). In tale archivio, studiato per la prima volta, le carte non sono ordinate né tanto meno catalogate; esse sono conservate in grossi bauli nella soffitta della villa e di fatto non sono aperte alla consultazione. Il fondo archivistico comprende carte manoscritte e a stampa di opere, lettere (oltre 300), fotografie (spesso con dedica), quaderni di appunti, ritagli di giornali e riviste. Zazzaroni dà l'elenco dei 159 corrispondenti identificati da Giuseppina Lelli Guerra, penultima erede di Albertazzi, con l'indicazione della consistenza dei pezzi (suddivisi in biglietti, cartoline, lettere) per ognuno. A questa corrispondenza vanno aggiunte 39 lettere di traduttori stranieri e 200 tra lettere e cartoline di mittenti non identificati. Esiste inoltre un faldone con lettere di famiglia, fra cui 3 di una ragazza di nome Tilde, finora ignoto amore del letterato. Di alcuni documenti la studiosa propone poi un'analisi critica che dimostra ulteriormente l'interesse del Fondo.

Pag. 81-97

 

 

AMEDEO BENEDETTI, Cesare De Lollis nelle lettere a colleghi e maestri

Partendo da sintetiche notizie biografiche su Cesare De Lollis che gli danno modo di citare fin da subito alcune lettere al suo maestro Ernesto Monaci, Benedetti coglie attraverso i carteggi ragioni e circostanze di numerose polemiche che hanno costellato la vita dello studioso. Fra queste quella con Francesco Torraca in merito a "Vita e poesie di Sordello di Goito", pubblicato da De Lollis nel 1896. Le lettere inviate da lui, in massima parte inedite, non solo a Monaci, ma anche a Graziadio Isaia Ascoli, Ernesto Giacomo Parodi, Francesco Novati, Alessandro D'Ancona, Pio Rajna, Vittorio Rossi, Nicola Zingarelli e quelle di alcuni suoi interlocutori, anche fra loro e con altri, permettono di ricostruire uno spaccato della vita intellettuale e accademica italiane fra gli ultimi decenni dell'Ottocento e i primi venticinque anni del Novecento.

Pag. 99-134

 

 

NOTE

LUIGI PEIRONE, La struttura profonda di 'piaggiare' nella "Divina commedia"

Peirone, facendo riferimento alla "Cronica" di Giovanni Villani, a Petrarca, a Boccaccio, avanza l'ipotesi che il termine 'piaggiare' nella "Divina commedia", in cui 'piaggia' compare sei volte, di cui tre con il significato di 'terreno in pendio', significhi "stare su un pendio in attesa di scendere" e quindi "attendere il momento opportuno per decidere".

Pag. 137-139

 

 

RECENSIONI

Dante e il mondo animale, a cura di Giuseppe Crimi, Luca Marcozzi

Roma, Ed. Carocci - 2013

(Annamaria Molnár)

 

pag. 141-143

 

 

 

GIOVAN BATTISTA MARINO, Dicerie sacre, a cura di Erminia Ardissino

Roma, Ed. Edizioni di Storia e Letteratura - 2014

(Paolo Cherchi)

 

pag. 143-145

 

 

 

Lupus in fabula. Fedro e la favola latina tra Antichità e Medioevo. Studi offerti a Ferruccio Bertini, a cura di Caterina Mordeglia

Bologna, Ed. Pàtron - 2014

(Borbála Foltyn)

 

pag. 145-147

 

 

 

SCHEDE BIBLIOGRAFICHE

"Chi dite che io sia?". Dante e la fede, a cura di Lia Fava Guzzetta, Paolo Martino

Firenze, Ed. Cesati - 2014

(Maria Cristina Cafisse)

 

pag. 149-151

 

 

 

LUCIO FELICI, L'italianità di Leopardi e altre pagine leopardiane,

Lucca, Ed. Pacini Fazzi - 2015

(Teresa Caligiure)

 

pag. 151

 

 

 

WILLIAM SPAGGIARI, Carducci. Letteratura e storia,

Firenze, Ed. Cesati - 2014

(Maria Cristina Cafisse)

 

pag. 152-153

 

 

 

CORRADO ALVARO, Un paese e altri scritti giovanili (1911-1918), a cura di Vito Teti

Roma, Ed. Donzelli - 2014

(Rosa Francesca Farina)

 

pag. 153-155

 

 

 

Rubriche d'autore. Boine, Calvino, Campanile, de Céspedes, Flaiano, Manganelli, Mancini, Morante, Palazzesch, Serao, a cura di Valentina Russi

Manziana, Ed. Vecchiarelli - 2015

(Alfonso Ricca)

 

pag. 155-156

 

 

 

RINO AVESANI, Per doverosa memoria. Campana, Battelli, Billanovich, Kristeller e altri amici,

Macerata, Ed. EUM - 2015

(Rosa Marisa Borraccini)

 

pag. 156-158

 

 

 

ROSANNA MORACE, Le stagioni narrative di Carmine Abate. Rapsodie di un romanzo-mondo,

Soveria Mannelli, Ed. Rubbettino - 2014

(Rosa Francesca Farina)

 

pag. 158-159