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CRISTINA MININ E PÉRETTE-CÉCILE BUFFARIA, "Penso sempre ad un lettore unico, sempre ad uno solo..." Intervista a Claudio Magris

A poco più di un anno di distanza dalla lezione inaugurale al Collége de France, Claudio Magris fa il punto sull'esperienza parigina che ha contribuito, come egli stesso sostiene, ad un mutamento stilistico dei suoi scritti verso una forma più spezzata ed incalzante. Anche l'esperienza giornalistica, come quella dell'insegnamento hanno segnato profondamente una produzione diversificata nei contenuti, ma comunque tesa alla ricerca di nuove forme espressive.

REVUE DES ÉTUDES ITALIENNES, Anno 2002 - N.3-4 - Pag. 309-319

 

 

MATTEO LEONARDI, La retorica del silenzio nelle laude di Jacopone da Todi

Il linguaggio dell'ascesi mostra la difficoltà crescente di esprimere le proprie esperienze mistiche. La parola appare inadeguata fino al punto di interrompersi e il silenzio sembra alludere all'esistenza di una parola perfetta in cui, tuttavia, l'autore di laudi non è riuscito ad identificarsi. Il silenzio, dunque, diventa la massima forma di comunicazione.

REVUE DES ÉTUDES ITALIENNES, Anno 2002 - N.3-4 - Pag. 321-336

 

 

FRANCESCO FURLAN, Da Gualtiero Map a Leon Battista Alberti. Appunti sulla misoginia letteraria, di matrice religiosa o antiamatoria

L'autore del contributo, partendo dal riesame de la "Risposta fatta ad uno singulare amico", volgarizzamento di Leon Battista Alberti dell'opera "Dissuasio Valerii" del Map, approda ad un'analisi comparativa dei due scritti da cui emerge, nel caso dell'Alberti, la concezione laica del "remedium amoris".

REVUE DES ÉTUDES ITALIENNES, Anno 2002 - N.3-4 - Pag. 337-346

 

 

PHILIPPE SIMON, L'Italie et la France dans la "Storia della letteratura italiana" de Tiraboschi

Gerolamo Tiraboschi, nella sua "Storia della letteratura italiana", s'interessò alla presenza della cultura italiana in Francia, avvalendosi anche di confronti tra i classici delle due nazioni. Le osservazioni che scaturiscono dallo studio del Tiraboschi delineano un quadro della percezione italiana e dei giudizi sull'Italia formulati in Francia.

REVUE DES ÉTUDES ITALIENNES, Anno 2002 - N.3-4 - Pag. 347-358

 

 

JEAN NIMIS, Du rythme comme élément de la "verbalisation du monde" dans la poésie d'Andrea Zanzotto

La critica corrente afferma che le raccolte di Andrea Zanzotto "IX Ecloghe" e "La Beltà" sono segnate da una profonda discontinuità stilistica che minaccia il significato stesso dei testi. Il vero significato, sostiene l'autore del contributo, si può ravvisare nella "forma-senso" del ritmo.

REVUE DES ÉTUDES ITALIENNES, Anno 2002 - N.3-4 - Pag. 359-378

 

 

Rubrica volta ad informare su iniziative, convegni ecc. già realizzati o in preparazione.

REVUE DES ÉTUDES ITALIENNES, Anno 2002 - N.3-4 - Pag. 393-394

 

 

FRANCOIS LIVI, Avant-propos. In memoriam: Mario Petrucciani

Il numero monotematico della rivista pubblica gli atti del Convegno internazionale "Ungaretti 2001. Culture e poésie" tenuto alla Sorbona il 19 e 20 Ottobre del 2001 e organizzato dall'Università Paris-Sorbonne, dall'Istituto italiano di cultura a Parigi e dalla Fondazione Università di Roma "La Sapienza". Il direttore della rivista coglie l'occasione per ricordare la figura di Mario Petrucciani, presidente del comitato scientifico della Fondazione, scomparso pochi mesi prima del convegno.

REVUE DES ÉTUDES ITALIENNES, Anno 2003 - N.1-2 - Pag. 3-4

 

 

ALESSANDRO PARRONCHI, La fiamma della poesia

L'autore del contributo dedica alcuni versi a chi, come lui, appartiene alla generazione degli anni Trenta e che ha vissuto l'orrore della guerra. La poesia di Ungaretti ha particolarmente contribuito a far sì che la voglia di sopravvivere e di tendere al futuro restino ancora oggi alimentate dalla "fiamma della poesia".

REVUE DES ÉTUDES ITALIENNES, Anno 2003 - N.1-2 - Pag. 5

 

 

CARLO OSSOLA, "Ah, vivre libre ou mourir!"

Alcuni punti apparentemente oscuri della poesia di Ungaretti "L'Affricano a Parigi" si rivelano come manifestazione di un'eredità della Rivoluzione francese. L'autore del contributo indaga sullo stretto legame tra legge e poesia che ha creato una lunga tradizione di "poema legale" da Campanella a Vico, fino ai testi costituzionali francesi

REVUE DES ÉTUDES ITALIENNES, Anno 2003 - N.1-2 - Pag. 7-22

 

 

ISABEL VIOLANTE PICON, Ungaretti à Paris, un Egyptien au Louvre

Trasferendosi a Parigi, Ungaretti aveva manifestato l'intenzione di fraquentare l'Ecole du Louvre, eppure nella sua opera non vi è traccia del passaggio in tale scuola forse perchè, ipotizza l'autrice del contributo, il poeta aderì alla concezione di un Egitto che non è il territorio degli archeologi, ma la sede ideale della modernità primitivistica dell'anteguerra.

REVUE DES ÉTUDES ITALIENNES, Anno 2003 - N.1-2 - Pag. 23-36

 

 

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