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PIER LUIGI FERRO, Osservazioni sul volo del prino Balestrini

Ferro esegue un percorso storico sulla carriera letteraria e artistica di Balestrini, nata in un momento di forti cambiamenti in campo culturale e durante il boom economico degli anni Cinquanta. Il primo incontro che segnò l'inizio dell'attività letteraria di Balestrini, fu con Luciano Anceschi, dal 1952, che lo introdusse nel mondo della rivista letteraria, in particolare nel periodico "La Parrucca" fondato da Alessandro Mossotti. La sua prima produzione comparve nel numero del 20 marzo 1954 ed era una poesia intitolata "Verde-Azzurro".

RESINE, Anno 2012 - N.132-133 - Pag. 45-64

 

 

NIVA LORENZINI, Una carpetta azzurra nel Fondo Anceschi

L'autrice si trova davanti al Fondo Anceschi, conservato presso la sala dei manoscritti dell'Archiginnasio di Bologna, in cui, tra i vari documenti, compare anche una carpetta recante sul frontespizio il nome Di Balestrini. Si tratta di 153 missive, di un arco temporale che va dal 1955 al 1985, che testimoniano la collaborazione e l'amicizia tra Anceschi e il suo 'allievo'. Dai documenti emerge la plurima identità professionale di Balestrini: organizzatore di cultura, critico e intelletuale.

RESINE, Anno 2012 - N.132-133 - Pag. 65-70

 

 

FRANCESCO MUZZIOLI, Le macchinazioni del testo

L'autore considera Balestrini uno dei principali esponenti dello sperimentalismo in campo letterario, poiché con lui il significato del testo rimane in secondo piano, lasciando invece spazio alla forma e all'abilità con cui viene espresso.

RESINE, Anno 2012 - N.132-133 - Pag. 77-86

 

 

STEFANIA STEFANELLI, 'Ma noi facciamone un'altra': sul linguaggio poetico di Balestrini

Facendo un percorso che tocca produzioni diverse di Balestrini, da articoli di periodici alle poesie, si può notare la sua contraddizione letteraria: l'allontanarsi da una scrittura alla portata di ogni lettore, il negarsi a facili degustazioni e, in contemporanea, il tentativo di stabilire un dialogo con il lettore.

RESINE, Anno 2012 - N.132-133 - Pag. 87-95

 

 

ANGELO GUGLIELMI, Il 'pissoir' di Balestrini. Oralità e narratività da "Tristano" a "Liberamilano"

Il lavoro critico di Balestrini si sviluppa in due direzioni. Nella prima egli ripesca materiali già esistenti e li rielabora facendo quasi un 'taglia e incolla' letterario; egli trasferisce in ambito letterario la pratica del già fatto, del ready-made, già clamorosamente messa in campo sul fronte visivo da Marcel Duchamp. Dall'altra parte, è uno dei pochi capace di raccontare temi ed espisodi di cronaca attuale, uno scrittore in grado di tenere gli occhi fermi sulla realtà storico politica del Paese. Vengono esaminati alcuni dei suoi romanzi per spiegare meglio le caratteristiche letterarie e le forme espressive dell'autore.

RESINE, Anno 2012 - N.132-133 - Pag. 96-108

 

 

UMBERTO ECO, La violenza illustrante

Umberto Eco offre una sua opinione letteraria su Balestrini e sul suo modo di scrivere e raccontare episodi di attualità nei prorpi romanzi, toccando principalmete due tra i suoi romanzi più importanti: "Vogliamo tutto", legato alla contestazione operaia e "La violenza illustrata", considerato un ritorno al collage sperimentale.

RESINE, Anno 2012 - N.132-133 - Pag. 106-108

 

 

ALBERTO ARBASINO, Impegno, disimpegno, Balestrini

In questo articolo viene preso in considerazione solamente il Balestrini scrittore di romanzi, non più l'esponente del Gruppo 63, lo scrittore di poesie sperimentali ed il produttore dei collages dei titoli dei giornali.

RESINE, Anno 2012 - N.132-133 - Pag. 109-110

 

 

RENATO BARILLI, Quelle trecentomila voci in piazza a Milano, un anno fa

Testo che racconta la grande manifestazione celebrativa svolta a Milano il 25 aprile 1994. Anche in questo caso Balestrini decide di non scrivere tutto di suo pugno, ma di affidarsi a ritagli e frammenti di scrittura di altri articoli di giornali. Il suo modo di scrivere dona al testo una ritmicità che rende l'autore più un regista che regola velocità e suoni, che un semplice scrittore di cronaca.

RESINE, Anno 2012 - N.132-133 - Pag. 111-112

 

 

FRANCO BERARDI BIFO, Una testa calda dal cuore freddo

Balestrini è stato definito 'una testa calda dal cuore freddo' e la sua poetica può essere definita angelico-diabolica. Tema centrale della sua produzione letteraria è la violenza, vista in tutti i suoi aspetti, positivi e negativi. La violenza positiva che emerge dagli operai del 1969, quella rabbiosa degli emarginati e quella negativa dei tifosi di calcio. Lo stesso tema viene ritrovato anche nei suoi romanzi da "Vogliamo tutto" a "La violenza illustrata".

RESINE, Anno 2012 - N.132-133 - Pag. 113-116

 

 

GIAIRO DAGHINI, Per Nanni Balestrini

Daghini esprime la sua approvazione e ammirazione per la forma nello scrivere di Balestrini con cui ha collaborato in diverse occasioni negli anni Sessanta. Elogia i suoi collage sperimentali ed anche le composizioni al computer, allora viste come bizzarre, ma, in realtà, delle vere e proprie anticipazioni del nostro attuale modo di comunicare.

RESINE, Anno 2012 - N.132-133 - Pag. 117-118

 

 

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