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CARLO DI LIETO, Giovanni Pascoli e il ricordo di un delitto impunito

Il 'delitto impunito', richiamato nel titolo, è ovviamente quello descritto nelle due liriche "il x agosto" e "La cavalla storna": l'assassinio del padre di Giovanni Pascoli. A questa tragedia seguì una lunga vicenda giudiziaria per la quale furono seguite poche piste giudiziarie "insabbiate da coperture politiche con inaffidabili testimonianze e prove inattendibili" (p. 55), come ci informa Carlo Di Lieto nel suo saggio. Il lavoro presentato altro non è che il tentativo di ricostruire i fatti, dal momento che, in assenza di atti processuali, il processo fu archiviato senza dare un nome agli assassini. Si stabilì, infatti, che il delitto era stato 'commesso da ignoti', anche se negli ambienti popolari si facevano i nomi dei sicari e del mandante. La tragedia e il lungo processo suscitò nel poeta interesse per altri delitti impuniti e uno scatenarsi di sentimenti contrastanti, "rassegnazione e ribellione, umiltà e orgolio, dolore e amore" (p. 71 ) che arricchirono la sua poesia e la sua umanità.

RISCONTRI, Anno 2008 - N.1-2 - Pag. 53-80

 

 

GIULIANO MINICHIELLO, La "Metamorfosi": Franz Kafka e il"secondo" processo al padre

Il contributo è incentrato sulla genesi de "La metamorfosi" di Kafka: analizzando la metamorfosi del protagonista, Gregor Samsa, in insetto, lo studioso indaga sul legame di tale trasformazione con il mondo onirico e sulla natura psichica di essa. L'analisi di quest'opera offre lo spunto per mettere in risalto l'influenza di Freud nella narrativa e nella scrittura kafkiana.

RISCONTRI, Anno 2008 - N.1-2 - Pag. 81-93

 

 

DANTE TROISI, Diritto e "causa" dell'Umanità in Piero Calamandrei

Piero Calamandrei, personaggio eclettico, di 'cultura straripante', ha spaziato in tutti i campi del sapere, da quello giuridico a quello filosofico, dalla letteratura alla storiografia. Fu antifascista 'd'istinto', costretto poi a "doversi piegare" al giuramento propugnato dal ministro dell'educazione Giovanni Gentile. Tra gli obiettivi principali dell'intellettuale e del giurista c'è lo sforzo "di finalizzare la ricerca dottrinale a fini pratici" (p. 105), supportato dalla 'fede nel diritto "come strumento di liberazione dell'uomo" (P. 106), per difenderne la 'dignità' e la 'libertà'.

RISCONTRI, Anno 2008 - N.1-2 - Pag. 95-121

 

 

AURORA CACÒPARDO, Gadda e la giustizia ingiusta

L'intervento della Cacòpardo prende in esame casi di ingiustizia del sistema giudiziario nella produzione narrativa di Gadda. In particolare l'autrice del saggio si sofferma sull'ingiustizia che prende corpo nella figura del commissario Francesco Ingravallo in "Quer pasticciaccio..." e sulla "incompatibilità tra sistemi giudiziari e giustizia" (p. 125).

RISCONTRI, Anno 2008 - N.1-2 - Pag. 123-131

 

 

ANTONIO CIRILLO, Salvatore Satta ovvero la sa "sardidade"

Salvatore Satta è un illustre giurista e romanziere che ha avuto per la sua Sardegna lo stesso ruolo che 'Tomasi di Lampedusa ha avuto per la Sicilia'. Infatti, nel "Giorno del giudizio", Satta rappresenta "un mondo pre-civile ma immacolato come appena uscito dalle mani del Padreterno, irrimediabilmente corrotto dalla modernità" attraverso la rappresentazione della "saga di una famiglia borghese, la sua, avviata verso una fatale decadenza" (p. 136).

RISCONTRI, Anno 2008 - N.1-2 - Pag. 133-155

 

 

MATTEO CLAUDIO ZARRELLA, Il caso Troisi: la colpa di un giudice scrittore

Argomento del presente contributo è la vita e l'opera di Dante Troisi, giudice e scrittore. Il suo primo libro, "L'ulivo nella sabbia", ha come protagonista un imputato-detenuto, Giovanni Tenda, che parla di 'giustizia' dal suo punto di vista. L'altra opera, letta in queste pagine, "Diario di un giudice", registra 'l'incapacità' da parte del giudice "di rendere giustizia", lasciandosi coinvolgere in "soluzioni più accomodanti" e non in "quelle più giuste" (p. 164). Dunque, il "Diario" diventa il percorso morale di un giudice che sente "le deformazioni della giustizia" e le racconta al lettore "in tono di confidenza, con uno stile sobrio e sincero", dando "l'impressione di una giustizia che continua ad accanirsi contro i perdenti" (p. 164).

RISCONTRI, Anno 2008 - N.1-2 - Pag. 157-187

 

 

GIUSEPPE D'ERRICO, Dante Troisi e la giustizia: "L'ulivo nella sabbia"

Giuseppe D'Errico ripercorre la storia letteraria di un uomo, Dante Troisi, che convive con la doppia natura di giudice e di uomo sempre presente nelle sue opere, da "L'ulivo nella sabbia", a "Diario di un giudice", a "Viaggio scomodo", a "L'inquisitore dell'interno 16". In Troisi, come si evince da tutta l'opera narrativa, l'uomo e il giudice sono "una sola persona" che "impronta lo scrittore" (p. 197): la giustizia, in realtà, per lui non è "un problema ma il problema della vita" (p. 198).

RISCONTRI, Anno 2008 - N.1-2 - Pag. 189-198

 

 

MAURO FAVERZANI, La norma morale e la norma civile tra letteratura, filosofia e fede

Il tema, "Il bene comune oggi: un impegno che viene da lontano", è stato trattato nella quarantacinquesima Settimana Sociale dei Cattolici Italiani; in apertura dei lavori, Mons. Angelo Bagnasco ha posto l'accento su due aspetti: il concetto di 'bene comune' e il fatto che tale concetto rappresenti un "impegno" (p. 199). La relazione è incentrata sulla necessità di rispettare la legge morale in ogni comportamento umano, come si ricava dal pensiero di San Tommaso e, allo stesso modo, dalle parole di Giovanni Paolo II.

RISCONTRI, Anno 2008 - N.1-2 - Pag. 199-206

 

 

MARIO GABRIELE GIORDANO, Una diffusa ipertrofia intellettualistica

Oggetto dell'intervento di Giordano è la valenza 'distruttiva' che la ragione ha assunto nella nostra epoca rispetto ai caratteri che invece assunse in epoca illuminista, "dell'entusiasmo, dell'ardimento, della creatività" e di uno "slancio che si direbbe giovanile tanto da generare una società nuova e un nuovo corso della storia e del pensiero" (p. 8).

RISCONTRI, Anno 2008 - N.3-4 - Pag. 1-8

 

 

PIETRO PELOSI, Dimensioni esperenziali, cognitive e sapienziali in "O notte" di Giuseppe Ungaretti

La lirica "O notte" di Ungaretti, riproposta nel saggio che inaugura la sezione "Studi e Contributi", è ripresa dal Pelosi per prenderne in esame materia e forma. Dopo i 'Preliminari' sul significato della 'poesia' per Ungaretti, il critico articola il suo intervento in tre momenti: "Dimensioni sonore, visive e loro effetti", "Ritmo" e, l'ultimo, "Dal descrittivo al simbolico. L'ordine conoscitivo".

RISCONTRI, Anno 2008 - N.3-4 - Pag. 9-19

 

 

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