
|
|

|
| Angiola Ferrarsi, L'ultimo Leopardi. Pensiero e poetica 1830-1837 |
| Nel periodo fiorentino e poi nella stagione napoletana Leopardi riprende e sviluppa la lezione degli antichi, rivalutandone l'etica eroica e il pessimismo in polemica con lo spiritualismo e la religiosità del suo tempo. Una visuale ad ampio raggio, che consente al poeta di superare le difficoltà di fare poesia con un linguaggio moderno inaridito e privo di slancio. Quello che Angiola Ferraris tratteggia in questo studio è un Leopardi alle prese col presente e con le possibilità della poesia di assumere quel presente e, attraverso la satira, di svelare le mistificazioni ideologiche: un Leopardi che riscatta l’uomo moderno dalla caducità della sua condizione. |
|
|
|