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Roma, Salerno Editrice, 2012, 96 p., euro 13,50

Il saggio snoda il suo tema tra i ritratti delle più celebri fanciulle della poesia dei secoli XIII-XVI, mostrando come il topos della bellezza aurocrinita sia saldamente radicato nell'immaginario medioevale. Spetta a Petrarca il merito di aver potenziato l'immagine, rendendola esemplare: i capelli di Laura si librano nell'aria, legandosi indissolubilmente ai lacci d'Amore e Morte e alle foglie del lauro. Il percorso prosegue con Boccaccio e giunge a Tasso: il novelliere e il poeta cinquecentesco contaminano il canone lirico, l'uno ricorrendo a moduli narrativi l'altro tingendo di rosso sangue le aurate chiome della tradizione.

Roma, Salerno Editrice, 2011, XC, 150 p. euro 21

I capitoli satirici e burleschi di Romano Alberti, pubblicati in edizione critica a cura di Ciro Perna, costituiscono un importante esempio degli sviluppi letterari del capitolo in terza rima, in cui coesistono espliciti elementi satirici di ascendenza ariostesca con spunti di adesione alla tradizione bernesca del lusus letterario (elogio del paradossale, mimesi del linguaggio epistolare). Apre il volume un'ampia introduzione, in cui si delineano le coordinate biografiche dell'autore; sono offerte notizie sul suo percorso letterario, insieme con un'accurata indagine volta a chiarire le caratteristiche della sua produzione satirica e burlesca. Segue una dettagliata nota al testo, ove verrà fornita la descrizione del manoscritto e i criteri di edizione e di trascrizione. L'edizione critica è corredata da un indice dei nomi e da un'aggiornata bibliografia.

Roma, Salerno Editrice, 2012, 323 p., euro 38

Nel decimo anniversario della sua scomparsa «Filologia e Critica» dedica il fascicolo "speciale" di gennaio al ricordo di Giorgio Fulco. Studioso raffinato e schivo, grande conoscitore del Seicento ed instancabile esploratore di fondi archivistici, Giorgio Fulco è stato uno dei più autorevoli e vivaci collaboratori di «Filologia e Critica». Il fascicolo è articolato in due sezioni: una saggistica, di ‘Omaggio a Giorgio Fulco’, dove sono raccolti alcuni contributi dei tanti che hanno voluto dare testimonianza di memoria, di stima e di affetto verso lo Studioso scomparso; l'altra di ‘Contributi mariniani’, ricavati dalle carte inedite dello studioso, che costituiscono un archivio prezioso di quanto Fulco è andato accumulando nel corso degli anni. Grazie alle cure di Renata D'Agostino, Carmen Reale e Emilio Russo, si è proceduto a una prima ricognizione delle cartelle contenenti materiali di e su Giovan Battista Marino, autore a Fulco particolarmente caro: un primo ‘assaggio’ di ciò che da quell'ampio archivio si potrà ricavare.

Roma, Salerno Editrice, 2011, 236 p., euro 14

Questo nuovo volume della collana Sestante prende le mosse da un aspetto spesso trascurato del pensiero e dell'opera di Primo Levi, quello che si rifà alla sua formazione scientifica. Dopo la ripubblicazione di “Se questo è un uomo” e parallelamente alla stesura de “La tregua”, lo scrittore,infatti, inaugura la fase del racconto di ispirazione scientifica. Enrico Mattioda per la prima volta rintraccia le fonti di molti dei racconti di Levi, in particolare nella rivista “Scientific American”.Questo lavoro di ricerca ha permesso di ricostruire con più esattezza lo sviluppo del suo pensiero che, tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta, con la scoperta dei buchi neri si sposta verso una visione del mondo pessimistica, secondo la quale l'ottusità della materia si riflette nelle attività dell'uomo e nella storia.

Roma, Salerno Editrice, 2009, 1698 p., 3 v., euro 185

Accolto come il testo critico capace di mediare fra la tradizione erudita e filologicamente più agguerrita di derivazione positivistica e le nuove istanze “estetiche” avanzate da Croce e dai decadenti, nelle intenzioni dell'autore si proponeva di sfoltire l'erudizione, servendosene tuttavia con perizia sulle questioni più delicate; portare tutti i lettori ad una buona conoscenza della lingua antica, e quindi non considerare Dante come un unicum del nostro passato, ma piuttosto come il più geniale interprete e manipolatore di una lingua viva e produttiva; individuare e descrivere le fonti culturali delle idee di Dante e le sue articolazioni nell'opera, o meglio, nelle opere del grande esule fiorentino. La formulazione piana, chiara, didascalica del discorso critico rende il testo agevole, di ampia fruibilità tramite il controllo e la revisione bibliografica degli autori citati e dei loro passi. L'edizione è completata dai consueti apparati esegetici: un’ampia Introduzione storico-critica, la Nota al testo; un puntuale commento al piede e al corposo Indice degli antroponimi e dei toponimi, con oltre 2000 voci schedate.