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CRITICA LETTERARIA. Rivista trimestrale di critica e letteratura italiana. La rivista pubblica anche articoli di filologia e linguistica italiana. In genere gli articoli sono scritti in lingua italiana, ma si accettano anche testi scritti in lingua inglese. La rivista si avvale di revisori anonimi.

Fondata nel 1973 da Pompeo Giannantonio, «Critica letteraria» era la continuazione di  «Filologia e letteratura», stampata dall’editore Loffredo e chiusa dopo la morte di Salvatore Battaglia, che ne era il direttore, mentre il Giannantonio ricopriva la carica di redattore unico. L’iniziale Comitato direttivo era costituito  anche da Gaetano Mariani, Giorgio Petrocchi, Michele Prisco ed Aldo Vallone. Il comitato scientifico negli anni si è accresciuto annoverando i più prestigiosi docenti di italianistica italiani e stranieri. La rivista conserva ancora la suddivisione delle 208 pagine di ogni fascicolo trimestrale in più sezioni: Saggi, Linguistica, Meridionalia, Contributi, Rassegne bibliografiche, Note, Recensioni. Nella sua vita, caratterizzata da una cronica puntualità, la rivista ha ospitato Miscellanee di studi dedicate a Giorgio Petrocchi, a Pompeo Giannantonio; ha pubblicato fascicoli doppi su specifici argomenti (Dante, Giovan Battista Giraldi Cinthio, etc.). Nel 2000 ha pubblicato a stampa l’Indice generale dei primi 25 anni di attività, ora reperibile sul sito on-line della rivista: www.criticaletteraria.net  La rivista ospita studiosi di italianistica, di linguistica e di filologia provenienti da ogni angolo del mondo, offrendo ai lettori la possibilità di verificare lo stato dei lavori delle varie discipline nelle diverse scuole universitarie. Un’attenzione particolare la rivista da un decennio dedica ai giovani ricercatori italiani e stranieri, ai quali è affidato il compito arduo di proseguire le strade tracciate dai Maestri con apertura verso il nuovo della critica mondiale.

«Critica letteraria» rispetta nella stampa tutti gli standard richiesti alle riviste internazionali; ha inoltre il proprio Codice etico ed annualmente pubblica nell’ultimo fascicolo il “referaggio” avvenuto sempre in forma anonima.

Per ogni altra informazione visionare il sito della rivista, continuamente aggiornato: www.criticaletteraria.net; qui è possibile fare anche la ricerca (per autori e soggetti) sui saggi apparsi dal 1973 ad oggi.


 

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CONTEMPORANEA Nella produzione contemporanea il tradizionale discrimine tra letteratura 'alta' e letteratura 'bassa' viene spesso messo in discussione, ed ancor più spesso eroso. La confusione conviene innanzitutto al mercato, ma a giovarsene è la stessa letteratura postmoderna, i cui ingredienti più tipici sembrano, fra gli altri, la commistione di linguaggi e di registri, l'uso del pastiche, il citazionismo spinto e altre tecniche figurali trasversali. Quando evita di importarne pigramente gli stereotipi, la letteratura 'alta' mostra di saper intrattenere rapporti proficui con i generi di consumo; allo stesso modo, anche opere che appartengono dichiaratamente a generi considerati 'bassi' dimostrano ogni tanto di potersi sottrarre all'imitazione passiva di modelli alti e di esprimere potenzialità critiche ed estetiche autonome. D'altra parte, la mescolanza di linguaggi e l'attenzione per linguaggi 'altri' si rivolge oggi ad ambiti nuovi, il cui impatto sull'immaginario letterario non è stato ancora sufficientemente indagato: il cinema, il fumetto, la canzone, la musica pop, la televisione, i videoclip. «Contemporanea» si propone dunque di affrontare in questa prospettiva l'indagine sulla letteratura contemporanea, coniugando l'analisi rigorosa delle opere con l'interesse militante per la contemporaneità. L'attenzione sarà pertanto rivolta non solo ai classici ed ai capolavori, ma anche ai fenomeni di costume, alle opere-cult, ai 'casi letterari', a ciò che di interessante emerge nel mondo della musica, nel cinema e nella televisione.

Per contattare la redazione: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per maggiori informazioni: http://www.libraweb.net/


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COLLECTION DE L'E.C.R.I.T.

La collana Collection de l’É.C.R.I.T. propone agli studiosi di italianistica lavori di ricerca sulla cultura e la letteratura italiane dal Medioevo ai nostri giorni, a livello internazionale. La rivista raccoglie contributi sulla lingua e la letteratura italiana, con particolare interesse per l’editoria nella storia intellettuale e culturale italiana. È aperta a contributi scritti in francese, in italiano o in inglese, e  pubblica numeri tematici il cui contenuto scientifico è legato in linea di massima ai dibattiti sviluppati nel corso di seminari di ricerca, giornate di studio o convegni.

La Collection è codiretta da Jean-Luc Nardone, direttore del gruppo di ricerca «Il Laboratorio», e da Jean Nimis, responsabile di edizione. La collana è posta sotto il controllo di un comitato scientifico e di lettura costituito da membri della comunità scientifica francese, italiana e internazionale.

Ogni progetto di numero è esaminato dal comitato di redazione e gli articoli proposti per la pubblicazione sono sottoposti a una valutazione anonima di almeno due esperti, membri del comitato scientifico e di lettura o scelti da loro. La cura dei singoli numeri può essere affidata a uno o più specialisti, interni o esterni al comitato di redazione. 

La Collection de l’ É.C.R.I.T è pubblicata dal Dipartimento di italianistica dell’università Toulouse - Jean Jaurès ed è finanziata dal gruppo di ricerca «Il Laboratorio» (EA 4590) dell’università Toulouse II-Le Mirail (http://laboratorio.univ-tlse2.fr/). 

Contatti amministrativi: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Lo spoglio sul sito ITALINEMO è curato da Jean Nimis (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

ISSN : 1769-1725

 


 

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CARTE DI VIAGGIO L'immagine del testo come viaggio è un motivo ricorrente nella letteratura di tutti i tempi. Curtius ha ricostruito in particolare la fortuna della metafora nautica, dai poeti e prosatori latini al Dante del Convivio e della Commedia. Si collegano a questa tradizione vastissima i versi iniziali dell'ultimo canto dell'Orlando Furioso, in cui l'Ariosto arricchisce il tema della comparazione con il riferimento alla carta, che è nel medesimo tempo la pagina dello scrittore e la mappa del navigatore. Alla polisemia della parola carta allude anche il titolo di questa Rivista, dedicata al rapporto tra la scrittura e il viaggio nello spazio culturale italiano. Un titolo che sottolinea – attraverso la ripresa di un'immagine tradizionale – le potenzialità figurali, le risonanze evocative, le fertili implicazioni creative e critiche connesse al campo concettuale del viaggio. Seguire i molteplici, tortuosi, sterminati itinerari del motivo del viaggio nel mare magnum della storia linguistica e letteraria italiana – dal Milione di Marco Polo alle Città invisibili di Calvino – è un'impresa che nessun navigante, per quanto esperto, oserebbe affrontare senza un sicuro punto di riferimento. La nostra stella polare è il testo, inteso in accezione larga: si tratti di alta letteratura o di semplice documentazione, il testo è il fine stesso della ricerca o il mezzo per sostenere, verificare, perfezionare un'argomentazione. Con l'ausilio di questa indispensabile bussola, si cercano le coordinate utili per orientarsi sulle complesse rotte della geografia letteraria, in cui il viaggio può configurarsi come esperienza conoscitiva o come nomadismo senza meta, come ricerca di un centro spirituale o come evasione da un'identità rifiutata. Su un piano contiguo, si approfondisce il ruolo che alcune figure fondamentali di operatori itineranti (dal mercante al predicatore al viaggiatore) hanno svolto in un paese come il nostro, da sempre crocevia di genti, culture e lingue diverse.

Per contattare la redazione: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per maggiori informazioni: http://www.libraweb.net/


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CAHIERS D’ÉTUDES ITALIENNES (CEI)

La rivista Cahiers d’études italiennes (CEI) propone agli studiosi dell’Italia e a un pubblico colto internazionale i lavori di specialisti della cultura italiana dal Medio Evo ai nostri giorni. Aperta a contributi interdisciplinari che possono essere scritti in francese, in italiano e in inglese, la rivista pubblica due volte all’anno (in marzo e in settembre) dei numeri tematici il cui contenuto, rigorosamente scientifico, scaturisce dai dibattiti sviluppati nel corso di incontri seminariali, giornate di studio o convegni. I numeri di CEI vertono in alternanza sulla cultura italiana dal Medio Evo al Barocco (sottotitolo: Filigrana) e su quella dell’epoca moderna e contemporanea (sottotitolo: Novecento… e dintorni).

La rivista è pilotata da un comitato di redazione sotto la responsabilità dei due direttori della pubblicazione ed è posta sotto il controllo di un comitato scientifico e di lettura costituito da membri riconosciuti della comunità scientifica francese e internazionale. Ogni progetto di numero è esaminato dal comitato di redazione e tutti gli articoli proposti per la pubblicazione su CEI sono sottoposti alla valutazione anonima di due esperti, membri del comitato scientifico e di lettura o scelti da loro. La cura dei singoli numeri può essere affidata a uno o più specialisti esterni al comitato di redazione. 

I Cahiers d’études italiennessono pubblicati dalla casa editrice Ellug dell’università Grenoble Alpes (contatto amministrativo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). Emanano e sono finanziati dal LUHCIE (Laboratoire Universitaire Histoire Cultures Italie Europe: http://luhcie.univ-grenoble-alpes.fr/), EA 7421 dell’Università Grenoble Alpes.

Diciotto mesi dopo l’uscita della rivista cartacea, i numeri sono disponibili in rete sul portale (http://cei.revues.org). 

La rivista è attualmente diretta da Enzo Neppi (Novecento… e dintorni) e Serge Stolf (Filigrana).

I Cahiers d’études italiennes raccolgono contributi sulla lingua e la letteratura italiana, ma in stretto contatto con la storia, la società, il discorso politico, la storia intellettuale e culturale. La direzione della rivista ritiene che la letteratura è forma ma non solo forma, è anche rappresentazione del mondo e malia su di noi del mondo, costruzione immaginaria, praxis e strategia retorica, dialogo umano con l’universo e con gli altri uomini attraverso la scrittura (nei suoi legami con l’arte, il teatro, il cinema), riflessione sull’essere. Essa è a un tempo e inscindibilmente diletto, sapere, impegno, conflitto, evasione.


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